cane sparato
GEAPRESS – Una storia triste, accaduta nello scorso fine settimana a Melendugno, in provincia di Lecce. Al centro ancora maltrattamenti in danno degli animali, ma anche tante storie di persone che si prodigano per loro. Era già successo lo scorso fine agosto, quando una telecamera di sorveglianza filmò l’incredibile atto di una persona intenta a gettare dei cagnolini oltre un muro (vedi articolo GeaPress e Video). In quel caso fu proprio la denuncia di un cittadino di Melendugno a permettere ai Carabinieri di rintracciare e denunciare in breve tempo il presunto autore del gesto.

Questa volta ad occuparsi del nuovo episodio è la Polizia Municipale guidata dal Comandante Antonio Nahi. In questo caso, però, l’autore del gesto potrebbe non essere dei luoghi.

Una segnalazione, pervenuta al Comando, riportava infatti la presenza di un cane morto nei pressi di una località costiera a ridosso della palude di Cassano. Una persona sicuramente sconvolta dal dolore. Un referente di zona al quale i volontari avevano affidato le cure del meticcio di circa un anno che era stato abbandonato poco tempo prima. “Uno dei tanti che purtroppo abbiamo dovuto registrare quest’anno” – riferisce rammaricato il Comandante della Polizia Municipale a GeaPress. Sta di fatto che la segnalazione riportava di un cane ormai morto.

Già di prima mattina la Polizia Municipale si reca sul posto. Sono stati avvisati anche i Carabinieri, ma del cane nessuna traccia. Bisogna tornare con la signora e farsi spiegare bene, tra le casette di villeggiatura allineate tra la costa e la palude, dove esattamente ha trovato il cane. Quando questo avviene, incredibilmente, il povero animale è ancora vivo. La Polizia Municipale provvede così al ricovero urgente ma purtroppo il cagnolino non riuscirà a salvarsi.

Il corpo del cane – riferisce a GeaPress l’Istruttore di Vigilanza Francesco Potì – presentava varie lacerazioni di morsicature e poi, nella parte posteriore, la ferita da arma da fuoco“. All’esame medico veterinario il povero cagnolino aveva in corpo pallini da caccia.

Secondo il Comandante Nahi, non è da escludere che il cagnolino, inoltratosi nei pressi della palude, abbia incontrato uno o più cani da caccia. Il probabile litigio e poi lo sparo del fucile del cacciatore. Forse dei cani di pregio ed il panico, spiegano dalla Polizia Municipale, ma di certo il povero meticcio è stato colpito dai pallini anche se le ferite più gravi sembrano  quelle causate dai morsi.

Risalire a quanto effettivamente successo, non è però semplice. La Polizia Municipale sta sentendo alcune persone, ma l’ipotesi che il cagnetto possa avere incontrato i cani da caccia, complica il tutto. La palude, infatti, risulta essere frequentata non solo da cacciatori locali ma anche da fuori provincia.

La notizia di reato è stata nel frattempo inoltrata alla Procura della Repubblica di Lecce e la speranza della Polizia Municipale è che qualcuno possa aver visto o udito quacosa.

A Melendugno operano dei volontari che provvedono all’assistenza dei cani. Si cerca così di trovare un referente, come successo anche nel caso del meticcio in questione. Purtroppo, dove sono avvenuti i fatti, è una zona abitata quasi esclusivamente d’estate. Finite le ferie, le persone vanno via. Era rimasto solo, come altri, eccetto che per la presenza della signora che continuava a recarsi nei luoghi. Nel paese i cani randagi vengono ricoverati, sterilizzati e se possibile immessi in territorio.

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