cane impiccato
GEAPRESS – Salvataggio che ha quasi dell’incredibile nelle campagne di Serramanna nella provincia del Medio Campidano.

Un cagnetto meticcio trovato impiccato. Penzolava da un ramo appeso ad una corda stretta sul collo. Il ragazzo che si è imbattuto nella tremenda scena è rimasto impietrito. Ovviamente  credeva di essersi imbattuto in un cane ormai morto,  chissà tra quali atroci sofferenze.

Ed invece, avvicinatosi a quello che credeva essere un cadavere, ha notato un movimento. Subito si è premurato dei soccorsi. Allentato il nodo e disposto il cane in terra, il ragazzo lo ha rianimato e, subito dopo, ha provveduto a trasportarlo d’urgenza da un Veterinario. Qui le prime cure in un quadro generale, però, di buona salute del cane.

Probabilmente chi ha tentato di impiccare il povero cagnolino, ha fatto un pessimo nodo scorsoio e la morsa attorno al collo non è stata tale da stringerlo mortalmente. Forse anche le piccole dimensioni  lo hanno aiuto a salvarsi.

Da queste parti – riferisce a GeaPress Rosanna Spano, presidente dell’associazione “Il Randagino” – casi di questo genere non sono così improbabili. Ho sentito anche di metodi tremendi per appurarsi che il cane sia effettivamente ucciso dal cappio. In questo caso – ha aggiunto Rosanna Spano – le cose sono andate diversamente ed il cagnolino si è salvato“.

Un fatto drammatico che si è concluso felicemente. Il cagnolino, infatti, ha già trovato adozione grazie alla stessa premura del ragazzo che lo ha salvato. Impossibile, però, stabilire se si tratta di un randagio o di un cane padronale, ovviamente non microcippato. Qualcuno, forse il suo stesso padrone, ha sicuramente tentato di ucciderlo. Il suo potenziale assassino, però, rimarrà probabilmente impunito.

Proprio nelle scorse ore un altro fortunato epilogo all’ennesimo episodio di maltrattamento di animali. Un cagnolino, chiuso in un sacco di plastica, è stato gettato da un autoveicolo a Boscogrande, in provincia di Napoli. L’immediato intervento dell’Arma dei Carabinieri ha però consentito il salvataggio del cane e l’identificazione dell’autore dell’esecrabile gesto. Si tratta di un giovane originario di un altro centro abitato del napoletano. Per lui la denuncia a piede libero. La legge 189/04, che dovrebbe proteggere gli animali dai maltrattamenti, non concede di più. Al di là delle teoriche pene reclusive (tutte ben al di sotto della soglia di punibilità) è probabile che l’autore del lancio del cagnolino se la caverà con una multa, ovvero la sanzione pecuniaria del reato-delitto.

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