GEAPRESS – A salvarlo sono state le volontarie del Coordinamento per la Difesa del Randagio di Matera, una associazione che opera nella Città dei Sassi da antica data. Un signore segnala un cane rinchiuso in una cantina degli storici rioni. Quelli, cioè, che hanno fatto Matera famosa nel mondo. “Non so come si possano definire cittadini le persone che lo hanno rinchiuso nella grotta” riferisce a GeaPress una delle volontarie. “Per me è un insulto” aggiunge arrabbiata.

Secondo il segnalante quel cane piange da due giorni. Un fatto non isolato nella Città dei Sassi dove può anche capitare che un cane, riferisce sempre la volontaria, può essere lasciato solo per 23 ore e mezza al giorno.

Raggiunto il posto, l’agghiaccinte scoperta. “Ci siamo rese conto che il cane era chiuso in una grotta/cantina parzialmente murata – spiega la volontaria – senza altro accesso che una finestrella posta molto in alto“. Ovvio che quel cane non poteva aver raggiunto da solo quel posto.

Un proprietario/carceriere – incalza la volontaria che aggiunge – il cane poteva solo essere stato buttato all’interno“. L’intero soccorso è stato documentato con una sequenza fotografica (vedi fotogallery). I volontari pensano ad un ipotetico proprietario che può opporsi alla loro versione.

Appurato che non c’erano altri ingressi, né grotte adiacenti adatte a raggiungere il cane, i volontari iniziano a cercare aiuto. Qui, purtroppo, si verifica una sorta di balletto dello scaricabarile telefonico. I Vigili del Fuoco rimandano alla Polizia, infine i Vigili Urbani che però inizialmente riferiscono dell’autorizzazione ad entrare nella proprietà privata. Eppure quella grotta sembra proprio murata. Come entrare, dunque?

Dal Comando dei Vigili Urbani comprendono l’urgenza  ed infine rendono disponibili due Vigili, a quanto pare noti per sensibilità. Sarà, ma sensibili oppure no, qual cane dalla grotta murata deve pur dovere uscire. Una veloce ricerca porta così a scoprire che le grotte sono demaniali. Nel caso, se occupate e senza concessione, tutto è più facile. Dalla finestrella, e con la scala del vicino, il pavimento della grotta appare tre metri sotto. Un Vigile Urbano, salito sulla scala, salta letteralmente dentro la grotta riuscendo a  recuperare il cane.

D’obbligo, ma altresì sentiti, i ringraziamenti al Comando della Polizia Municipale di Matera, ma alcune considerazioni appaiono comunque molto amare.

Qualcuno deve probabilmente essersi divertito nel gettare il cane all’interno della grotta, fargli fare un salto di tre metri ed essere certo che mai nessuno avrebbe facilmente potuto soccorrerlo. “Noi abbiamo impiegato tutta la mattinata! – afferma perentoria la volontaria – Davanti a quella finestrella c’era un tappeto di escrementi umani e di siringhe“. Insomma un controllo, fosse solo per gli spacciatori, non guasterebbe.

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