GEAPRESS – Dopo l’alcool ed i colpi di sonno, tra le potenziali cause di gravi incidenti stradali ci sono gli animali abbandonati. Anche per questo è importante far rispettare le norme che dovrebbero prevenire il fenomeno del randagismo garantendo altresì il rispetto dovuto alla tutela degli animali prevista dalla legge. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, diretto dal Colonnello Gianmarco Sottili, ha anche per questo predisposto appositi servizi finalizzati alla prevenzione e la repressione dei reati connessi al maltrattamento di animali. Nell’ambito di questi interventi i Carabinieri della Compagnia di Montella (AV) comandati dal Capitano Luigi Saccone si sono imbattuti in un nuovo grave episodio di maltrattamento di animali.

Allertati da una telefonata anonima i Carabinieri hanno rivenuto all’interno di un cassonetto di immondizia sei cuccioli più la cagna che li aveva partoriti. Tutti e sette i cani erano stati a sua volta chiusi all’interno di uno scatolo di cartone sigillato con il nastro adesivo.

All’iniziale stupore è seguita subito l’esigenza di provvedere alle prime urgentissime cure. L’intera famigliola di cagnolini era ormai allo stremo delle forze, presentandosi, infatti, tutti disidratati e denutriti. I Carabinieri intervenuti, dopo aver recuperato e rifocillato le bestiole ormai sfinite anche dal caldo, chiedevano l’immediato intervento del personale veterinario dell’ASL AV1. I veterinari constatato lo stato precario di salute degli animali, addirittura abbandonati già dalla mattina precedente al ritrovamento, provvedevano a verificarne singolarmente le condizioni. Tutti i cagnolini sono stati poi ricoverati in una struttura idonea.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno condotto numerose operazioni aventi al centro anche il mancato rispetto di norme collegabili al maltrattamento di animali. Tra queste quelle relative al trasporto di bestiame.

GeaPress ricorda come il Colonnello Gianmarco Sottili in particolare, a breve assegnato a nuovo incarico, ha prestato alcuni anni addietro il suo servizio presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo. Oltre ad avere diretto delicate indagini relative ad interessi mafiosi di altissimo livello (basti considerare l’individuazione e l’arresto delle talpe che costituivano la rete di protezione di Bernardo Provenzano) ha perseguito attentamente numerosi fenomeni di criminalità, anche mafiosa, che si basavano sullo sfruttamento degli animali. Tra i numerosi interventi dei Carabinieri piace pertanto ricordare anche le operazioni messe a segno contro le corse clandestine di cavalli, i combattimenti tra cani ed i mercati illegali di fauna selvatica.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).