cane laccio
GEAPRESS – Cosa ha approvato il Governo lo scorso 12 marzo  in tema di non punibilità dei reati cosiddetti “lievi”?. Le preoccupazioni sono non poche visto che nell’ampia categoria di reati già poco significativi dal punto di vista della pena, ricadono proprio quelli in danno agli animali: maltrattamento, uccisione, combattimenti. Tutti reati già poco significativi (sempre dal punto di vista della pena) che rischiano ora di essere del tutto inficiati, sebbene a determinate condizioni.

Il presunto reo, ad esempio, non deve essere abituale, mentre dovrebbero essere esclusi dall’impunibilità quei comportamenti cosiddetti “crudeli”. Il termine, va inteso in senso giuridico; configura, cioè, la consapevolezza dell’azione, ovvero l’ipotesi di dolo.

Cosa ha combinato il Governo lo scorso 12 marzo (vedi articolo GeaPress), su indicazione del Parlamento? Nella migliore delle ipotesi, per i reati in danno degli animali, non cambierà niente, ma in realtà nessuno sa dire con esattezza cosa è avvenuto.

Prova a dare una prima spiegazione la Senatrice del PD Silvana Amati, da pochi giorni confermata  responsabile del suo partito per la Tutela e la Salute degli Animali.

Secondo quanto riportato oggi dalla Senatrice il testo definitivo sara’ trasmesso e reso pubblico solo dopo la firma del Capo dello Stato. Di rilievo è però quanto  affermato dal Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri:

Il decreto – ha riferito il Sottosegretario – fornisce anche delle specificazioni finalizzate a chiarire che, in alcuni determinati casi, non si potra’ mai ritenere un’offesa tenue o un comportamento illecito non abituale. In particolare si specifica che l’offesa non e’ tenue quando il reato sia stato commesso per motivi abietti o futili o con crudelta’, anche in danno di animali, o con sevizie o approfittando del fatto che la vittima si trovava in una condizione di minorata difesa o quando sia consistito nel cagionare involontariamente la morte (omicidio colposo) o le lesioni gravissime di una persona (lesioni colpose)“.

Secondo la Senatrice parrebbe potersi auspicare che i reati di maltrattamento degli animali siano stati effettivamente esclusi dal campo di applicazione del meccanismo introdotto.

Di fatto, però, ancora nessuno sa cosa realmente è stato approvato ma non è da escludere che la nuova norma potrà contribuire a rendere ancora più farraginosa una legge di non sempre facile applicazione e valida, per i reati-delitti (maltrattamento, uccisione, combattimenti), solo per le condotte dolose. Occorre cioè la volontà di maltrattare, mentre tutti i maltrattamenti conseguenti a condotte colpose (negligenza, ignoranza od altro) sono già esclusi dal campo di applicazione.

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