GEAPRESS – Speriamo che qualcuno non tenti di nuovo di presentarlo come un successo della (brutta) legge contro i maltrattamenti di animali. Il cittadino rom raggiunto dall’ordine di carcerazione eseguito qualche giorno addietro dalla Squadra Mobile di Catanzaro, non dovrà scontare sette mesi di carcere per avere maltrattato una cavalla rubata.

I fatti avvennero nel 2006 ed il ragazzo aveva rubato, in concorso con altre due persone, una cavalla. Più specificatamente il ragazzo si era introdotto in una proprietà privata ed era poi fuggito con la cavalla legata alla macchina. Il povero animale era stato così costretto a seguire il mezzo lanciato a forte velocità, fino a quando venne fermato dalla Polizia. Furto aggravato, innanzi tutto, la cui pena varia da un anno a sei anni, per avere rubato introducendosi in una proprietà privata. Più il maltrattamento di animali. In altri termini il ladro avrebbe potuto rubare anche un cavallo a dondolo, beccandosi molto probabilmente la stessa pena.

Pochi giorni addietro un’altra condanna detentiva, questa volta scaturita dall’uccisione di una gazza, venne presentata come determinata dalla legge contro i maltrattamenti di animali che tra i reati prevede proprio l’uccisione di animali (art. 544/bis, legge 189/04) (vedi articolo GeaPress). Un tipo, da un campanile, aveva sparato un colpo di fucile da caccia determinando la morte di una gazza che a suo dire lo infastidiva. Tredici mesi di carcere, si disse allora. In effetti lo sparacchiatore era stato condannato per i reati di detenzione illegale di armi (il reato più grave), detenzione di munizione non denunciate e spari in ambito urbano. Poi anche il 544/bis.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).