GEAPRESS – Quella del gatto incaprettato a Macerata, rinvenuto lo scorso 29 aprile dalla Polizia di Stato, è solo l’ultimo di una serie di gravi episodi occorsi. Sempre gatti, infatti, dicono gli inquirenti, sono stati vittime di fucili ad aria compressa. In uno degli ultimi casi segnalati alla Polizia, risalente allo scorso gennaio, si trattava di un gatto di casa, per fortuna salvato dal tempestivo intervento del veterinario. La Polizia non commenta, ma sembrerebbe che i fucili ad aria compressa vengano utilizzati in una sorta di allenamento di caccia per i minorenni.

Intanto, per il gatto ritrovato venerdì scorso in via Leopardi all’altezza della rampa Zara, gli inquirenti confermano che non si è trattato di un incidente ma qualcuno ha voluto “incaprettare” il povero animale annodando collo e zampe anteriori con del filo spinato. Una scena orrenda che ha attirato, per fortuna, l’attenzione di alcuni passanti prima che il gatto finisse di strangolarsi. L’intervento di una volante ha evitato che accadesse il peggio. L’animale è stato liberato dai poliziotti con delle cesoie fornite da alcuni operai di passaggio.

Sempre nelle Marche, ma questa volta a Fabriano, lo scorso novembre i  Carabinieri  rinvennero un altro gatto accecato da un pallino di piombo partito proprio da un fucile ad aria compressa (vedi articolo GeaPress). Individuato il responsabile, un ragazzo di Genga, si giustificò dicendo che il gatto disturbava i piccioni di un suo parente.

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