GEAPRESS – E’ finita bene, la storia di Lucky, il giovane rottweiler affetto da leishmania ormai cronicizzata, trovato in una strada di campagna di Ardea (RM). Era stato salvato nel maggio 2011 dai volontari del luogo. Al povero Lucky faceva compagnia una giovane ragazza dell’est europa, anch’essa vittima di quella strada (vedi articolo GeaPress). Poi, per Lucky, è arrivato l’aiuto insperato delle volontarie animaliste. Una metamorfosi, dirà a GeaPress Alessandra, una delle sue salvatrici (vedi articolo GeaPress), ma per gli occhi del povero cane, non c’è stato niente da fare. La malattia li ha bruciati per sempre, ed il continuo prurito e il rischio concreto di un’infezione, hanno imposto al veterinario la chiusura di quelle che ormai erano due inutili purulente fessure.

Un lavoro duro, quello del recupero di Lucky, portato avanti con tanto amore e con il desiderio di vederlo come è. Un cane normale, gioioso e desideroso di correre. Certo, in spazi conosciuti e possibilmente aperti, ma l’esuberanza e la voglia di vivere del giovane Lucky è venuta incontro all’abnegazione degli stessi volontari.

Dallo scorso agosto, Lucky è nel torinese, adottato da una meravigliosa famiglia. Oltre a Miriam ed al suo compagno, Lucky può contare sull’affetto di altri due cani e di un gattino. Tutti adottati dal canile, riferisce Miriam. Poi, su facebook, è spuntato Lucky.

“Gli animali – spiega la nuova padrona – non guardano a ciò che non hanno più, ma fanno tesoro di ciò che è loro rimasto. Gli animali – aggiunge Miriam – non cercano di sapere se tra 5 anni avranno i soldi o la felicità, ma si gustano la carezza, il cibo, la tranquillità di ogni giorno, fino in fondo”. Questo è il vivere la realtà e l’importanza di ogni attimo. “La percepisci guardandoli – spiega ancora Miriam – Lucky, così come Kyra e Jimmy, a noi danno questo ogni giorno”.

Lucky è arrivato a Torino sereno. Con lui c’era Alessandra, che in quasi un anno di stallo ha imparato a conoscere. Una lunga strada, quella di Lucky, fatta di tante vittime spesso non conosciute. Anzi, sono proprio le storie di cui mai si verrà a sapere che fanno capire l’importanza di quanto successo a Lucky. Crudeltà ed indifferenza. Un connubio che in quella stradella di Ardea non coinvolgeva solo Lucky. Nella migliore delle ipotesi, Lucky avrebbe potuto finire i suoi giorni, al chiuso di un canile, con gli occhi colmi di pus e di tristezza. Ed invece, è rinato. Una speranza, resa possibile grazie a chi non ha voluto voltare le spalle. Una storia da ricordare, specie quando ce ne sarà di nuovo di bisogno.

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