GEAPRESS – Sono arrivate ieri nel centro di recupero gestito dall’Associazione Italian Horse Protection, le due cavalle smagrite provenienti da un sequestro operato a Lucca dal Corpo Forestale dello Stato.

Singolare il posto dove sono state sequestrate ma ancor più insolita è la richiesta che, stante quanto riferito dalla stessa Associazione, sarebbe pervenuta dalla Procura della Repubblica di Lucca.

Il luogo del sequestro è una fattoria didattica. Al di là di quanto successo e per il quale qualcuno dovrebbe pagare, non può non notarsi la contraddizione tra tale denominazione e le condizioni delle due cavalle. Entrambe in pessimo stato, riferiscono da Italian Horse Protection. Estremamente magre. Poi il mistero dell’età che sarebbe dichiarata nei passaporti. “Inverosimile“, riferiscono da IHP. E dire che in quella fattoria dovevano esserci visite di bambini. Chissà cosa hanno imparato, commenta qualcuno.

Quello che però appare ancor più inverosimile è la risposta che potrebbe essere arrivata dalla Procura della Repubblica in merito alla richiesta di sequestro. A tal proposito parrebbe essere stato riferito che i cavalli potevano essere consegnati solo se l’Associazione avesse rinunciato al rimborso delle spese.

Che gli Uffici Giudiziari siano avviliti dal taglio delle spese, è facile immaginarlo. Un bene sequestrato, però, sia cavallo o carretto, potrebbe però tornare al soggetto al quale, in attesa del giudizio, lo Stato in via non definitiva lo ha sottratto. In linea teorica lo stesso soggetto potrebbe poi rivalersi per la mancata adeguata conservazione del bene posto sotto sequestro. Perché, riferiscono in casa animalista, si può tentare di risparmiare su un essere vivente e non su un oggetto? Paradossalmente per la legge sono entrambi la stessa cosa, ovvero oggetto di sequestro. Dove sarebbero finite, poi, le due povere cavalle se IHP avesse detto di no? Molto probabilmente, sarebbero rimaste in custodia giudiziaria allo stesso soggetto.

Anche se l’impegno di mantenere altri due cavalli è per noi molto gravoso – hanno dichiarato i responsabili di Italian Horse Protection – abbiamo voluto pensare anzitutto a loro…e quindi abbiamo ceduto alla richiesta formulataci, pur di farli arrivare al centro di recupero“.

Dunque un futuro che finalmente potrebbe volgere in favore dei due poveri animali, anche se avranno bisogno di una particolare assistenza. Al Corpo Forestale dello Stato, IHP ha invece rivolto i suoi ringraziamenti. Il Comando del Parco di San Rossore (PI), ha peraltro messo a disposizione un mezzo per il trasporto.

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