GEAPRESS – Sono non meno di mille i galli da combattimento scoperti dalla Polizia californiana nella città di Ontario, ad ovest di Los Angeles. Due persone, appartenenti alla comunità latino americana, sono state arrestate. I reati contestati sono combattimenti tra animali e maltrattamenti. A differenza di molti altri stati americani, dove reati similari sono considerati felony (reati gravi), in California sono invece rubricati tra i “misdemeanor”, ovvero reati minori. Ad ogni modo si tratta di reati che prevedono la denuncia degli stessi spettatori, così come successo in questo caso con tre persone identificate. Tra queste, due professionisti che lavorano presso la locale Contea.

In tali combattimenti, la conclusione del match avviene con la morte di uno dei due contendenti, in genere sopraggiunta a seguito delle gravi ferite causate dagli acuminati speroni metallici legati all’estremità della zampa.

Il fenomeno dei combattimenti tra galli è purtroppo molto diffuso negli stati americani dove è forte la presenza di cittadini di origine latino americana. In non pochi dei loro paesi di origine, infatti, tali competizioni non sono vietate. L’allevamento dei galli, finalizzato ai combattimenti che alimentano un lucroso giro di scommesse, si è così discretamente diffuso anche negli Stati Uniti, trovando solidi basi proprio in California, specie nelle zone agricole di Chino ed Ontario. Già lo scorso giugno, nel corso di un’operazione di polizia, vennero rinvenuti centinaia di galli nella cittadina di Visalia, a circa 200 km a nord di Los Angeles. Per il comprensorio di Ontario, invece, si tratta del secondo intervento dell’anno. Gli inquirenti erano arrivati nei luoghi, a seguito del rinvenimento degli attrezzi tipici dei combattimenti, tra cui gli stessi speroni.

In Italia sono molto pochi i precedenti relativi ai combattimenti tra galli, tutti non recenti. In particolare si registra un episodio occorso a Ragusa, sebbene di tono criminale molto basso. Diversa considerazione per uno storico sequestro avvenuto anni addietro nella comunità filippina di Roma. Anche in quel caso vennero rinvenuti gli attrezzi del mestiere, tra i quali i famigerati speroni metallici. Nonostante il reato di combattimenti sia nel nostro paese annoverato tra i “delitti”, ovvero reati gravi, nessuna specifica previsione è stata considerata per gli spettatori. L’arresto in flagranza di reato, peraltro facoltativo, vale solo nelle ipotesi di aggravanti previste per organizzatori, promotori e per chi dirige le competizioni. Nessun surplus di pena, per chi addestra o specificatamente allena alla lotta.

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