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GEAPRESS – Sarebbero almeno una cinquantina i gatti della cittadina di Croydon, a sud di Londra, uccisi da un serial killer – collezionista. I pezzi della privata raccolta (nei luoghi si rinvengono, infatti, gatti mutilati) sarebbero costituiti da parti dei corpi delle vittime, conservate per rivivere il momento dell’uccisione.

In tal maniera l’ignoto assassino di gatti percorre un percorso già noto alla criminologia, ovvero quello di tenere oggetti personali delle vittime, come orologi, gioielli o anche capelli, al fine di potersi ricordare l’atto criminale. In questo caso, però, gli oggetti sarebbero proprio i pezzi di gatto.

Un secondo particolare sembra però dovere ancora di più tipicizzare il caso. L’assassino di gatti, infatti, fa ritrovare i resti dei poveri mici vicino le case ove stati prelevati. Un segnale che al soggetto piace attirare l’attenzione su di se.

Su di lui, intanto, grava una taglia di 5000. Alcune associazioni animaliste sperano così di riuscire ad avere informazioni utili per poterlo individuare. Sulla vicenda, però, grava il sospetto di altri animali coinvolti nell’orrenda sequela di uccisioni. Ad ombrare ancora di più il caso è PETA, secondo la quale sarebbero stati ritrovati resti di volpi mutilate.

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