GEAPRESS – Il luogo è segreto. I volontari della LEAL (lega Antivivisezionista) della Lombardia hanno concordato così. Di sicuro un cane in quelle condizioni per almeno un anno, doveva pur essere accudito. In maniera ( … come minimo) sbagliata ma comunque non stava da solo. Artù era alla catena, corta e stretta sul collo. Talmente stretta che gli anelli, nella parte superiore del collo, erano ormai sotto la pelle. In pratica, non si vedevano più. Artù, cagnolone di dieci anni, smagrito e con lo sguardo perso, è stato recuperato il cinque gennaio. Non aveva neanche una ciotola con cibo ed acqua. Era talmente malandato che all’inizio era stato scambiato per morto. Così, chi lo ha segnalato, aveva detto. C’è un cane morto legato alla catena al limitare del bosco.

Ed invece gli addetti del canile hanno dovuto chiamare di gran corsa i veterinari ed i volontari della LEAL con i quali collaborano in queste situazioni. All’inizio neanche si capiva come fosse legato, dal momento in cui la catena sembrava saltare fuori da sotto il collo. Un po’ di mangiare e di acqua (Artù non aveva nessuna delle due cose) e le cesoie per spezzare la sua raccapricciante prigionia. Poi il ricovero al canile, l’operazione e la lunga riabilitazione. Ora Artù sta meglio. E’ stato operato (nella foto, dopo l’intervento), ed è adottabile. Sonia, una delle volontarie della LEAL ancora si chiede come possa aver vissuto in quelle condizioni.

E pensare che qualche giorno prima aveva nevicato – dice Sonia a GeaPress – Artù non aveva neanche un piccolo riparo“.

Ora, invece, ha un lettino tutto per lui ed è al centro delle attenzioni dei volontari. E’ una sorta di raccomandato speciale, tra gli oltre cinquanta cani della struttura. Ma dopo tutto quello che ha passato, diciamo pure che se lo merita.

Artù, ogni giorno, lo facciamo passeggiare – aggiunge Sonia – Ci guarda con estrema dolcezza e nonostante tutto quello che il suo aguzzino gli ha fatto passare, è sempre buonissimo. Pensi che i primi giorni non riuscivamo a farlo mangiare. Aveva lo stomaco chiuso, così avevano detto i veterinari. Artù ha dieci anni – conclude Sonia – capisco che non è semplice trovare una sistemazione ad un cane adulto, ma è dolcissimo, fa tanta tenerezza“.

Quando abbiamo saputo di Artù e della LEAL il nostro pensiero è andato ovviamente a Pollicino, il randagio centrato da una rosa di pallini a Castelvetrano (TP) ed accudito dai volontari della LIDA. Ad aiutarli fu la LEAL di Biella (vedi articolo GeaPress). Ora dalla Lombardia, ma sempre dalla LEAL, giunge una richiesta di aiuto. Siamo certi che non mancherà l’affetto necessario per trovare una sistemazione serena al povero Artù. In pace, se possibile, con i suoi anni e con il ricordo, speriamo allontanato, del suo aguzzino. Per chi volesse adottare Artù questa la mail che GeaPress mette a disposizione info@geapress.org

(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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