GEAPRESS – Lo hanno legato ad un cancello e poi gli hanno sfondato il cranio con un colpo contundente. Il fatto è occorso l’altro ieri mattina nella locride, ma di più, sul luogo, Francesca, Daniela e Sabrina non vogliono dire.

Abbiamo timore che il responsabile di tutto ciò torni a cercare Achille” dice a GeaPress, Francesca. Lei, assieme alle due amiche, ha fondato il gruppo “Le Palle di Pelo”. Cercano di dare una mano ai cani (ma non solo) bisognosi della locride. Poi, più giù, verso Reggio Calabria, c’è un’altra Associazione. Si chima “Dacci una Zampa”, ma può capitare che le tante segnalazioni si sovrappongano, ed allora i volontari si passano le notizie tra loro.

Achille, il cagnolone nero di circa tre anni, intanto sta meglio. E’ stato operato nella Clinica Veterinaria “Argo” del dott. Claudio Monea nel Comune di Cinquefrondi (RC).

Quando l’abbiamo trovato – spiega Francesca – aveva la ferita con le larve di mosca. Già ieri ha subito un primo intervento chirurgico per la rimozione dei frammenti ossei, speriamo che ce la faccia“.

Achille ha un carattere fantastico e non è per nulla aggressivo. Le volontarie si chiedono il perchè di quanto successo. Sperano, superata la terapia antibiotica, di poterlo dare in adozione. E’ già successo con tanti altri cani, tra cui Stewie (vedi articolo GeaPress). Era stato impallinato e quando ce ne eravamo occupati, per lui era pronto un accoglimento temporaneo a Torino. E’ andata bene, Stewe sta bene ed ora ha una casa in famiglia.

Deve la vita alle tre volontarie. Francesca è di Roma, ma ormai vive in Calabria. Daniela, invece, abita nella locride, mentre Sabrina vive a Torino. Loro si sono organizzate, hanno fatto un gruppo su facebook e cercano, tra mille difficoltà, di far fronte alla quotidina emergenza randagi.

Se l’estate continua così, siamo a posto” dice Francesca scherzandoci un pò sopra “E’ vero – continua Francesca – a volte ci pigliamo un pò in giro, ma la realtà è molto dura. E’ senz’altro un fatto culturale, ma noi vorremmo che le cose cambiassero e stiamo preparando un cd da inviare ai Sindaci. Vogliamo che vedano quello che succede da queste parti“.

Appena poche settimane addietro era stata trovata Jane, sulla statale 106. Era mangiata dai vermi, ma parrebbe avercela fatta. Secondo Francesca è stata fortunata, nel senso che nella strada statale, le persone possono vedere e segnalare, ma quando gli abbandoni avvengono in strade secondarie, il cane rischia di morire. Come stava succedendo ad Achille, legato con la corda ad un cancello di una stradina di campagna e colpito, verosimilmente, con un colpo di piccone.

Intanto per Achille si prospettano alcuni giorni di terapia antibiotica. E’ un cane ancora giovane e la speranza che possa reagire in maniera decisa è reale. Certo il pericolo di una meningite c’è, ma speriamo che sappia superare anche questa.

A volte ci scoraggiamo – dice Francesca – vedo tante persone spensierate che si godono l’estate. Noi siamo felici quando il problema riusciamo a risolvero. Spero che in futuro le cose possano cambiare“.

Ma cosa rischia chi ha maltrattato Achille?

Anche se fosse stato individuato in flagranza di reato (ovverro con martello e … pezzettini d’osso schizzati in terra) sarebbe stato denunciato a piede libero. La poco incisiva legge contro i maltrattamenti di animali, infatti, non prevede l’arresto in flagranza di reato. Ad ogni modo se le prove contro di lui fossero state comunque schiaccianti, ci sarebbe stata la speranza (per lui, il maltrattatore) del Decreto Penale di Condanna. Pena ridotta, dunque, che comunque, anche a conclusione di un ipotetitco processo, non si concluderebbe praticamente mai con l’arresto. Il reato, infatti, prevede pene troppo basse per farlo scattare.

Con il patteggiamento e la condanna a due mesi (pena sospesa) se la sono cavata, ad esempio, i due responsabili di orrendi riti religiosi che prevedevano l’uso di animali. Loro scippavano le teste (vedi articolo GeaPress) ed il nostro ordinamento quasi gli ha chiesto scusa. I casi di maltrattamento o di uccisione di animale, eccetto che se abbinati ad altri reati di rilevo (ad esempio l’associazione a delinquere, molto colpessa da dimostrare in sede investigativa) hanno procurato in Italia pene massime intorno ai diecimila euro. Ovviamente stiamo parlando dei casi più gravi …  

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