GEAPRESS – Il Sottosegretario Martini ha accolto due diversi Ordini del Giorno che impegnano il Governo su due precisi spinosi fronti che dovrà affrontare l’appena approvata legge cuccioli. Il primo, a firma della Deputata Radicale Elisabetta Zamparutti, pone subito l’attenzione sul divieto di amputazioni se non curative (taglio di coda e orecchie per standard di razza). Come già evidenziato in un precedente articolo di GeaPress (vedi articolo) nel corso dell’iter parlamentare, venendo incontro alle lobby di cacciatori ed allevatori, sono state tolte quelle parti che prevedevano il divieto. La Convenzione Europea, però, lo dispone in maniera inequivocabile e l’Italia non ha espresso, pur potendolo fare, alcuna riserva. In altri termini il divieto vale; rimane da capire come e con quali sanzioni. Quest’ultimo problema in particolare è stato affrontato nel secondo Ordine del Giorno a firma dell’on.le Ceccacci Rubino (Pdl) con il quale si impegna il Governo ad adottare quanto prima un provvedimento legislativo che stabilisca le sanzioni. Con l’Ordine del Giorno a firma dell’On.le Zamparutti, invece, si impegna il Governo a prevedere un sistema di monitoraggio dell’applicazione del divieto, avvalendosi della collaborazione dei servizi veterinari delle regioni, delle ASL, dell’Ordine dei Medici Veterinari e del Comitato bioetico per la veterinaria. In Italia, ancor prima del recepimento della Direttiva era già in vigore un primo divieto grazie all’Ordinanza del Ministero della Salute del marzo 2009, non valida, per il taglio della coda previsto dallo standard, per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute dalla F.C.I. con caudotomia (taglio della coda). Questo fino all’emanazione di una specifica legge, che ora pur tra qualche difficoltà, anche di natura interpretativa, è stata varata.

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Atto Camera

Ordine del Giorno 9/2836-B/1

presentato da

ELISABETTA ZAMPARUTTI

testo di

mercoledì 27 ottobre 2010, seduta n.389

La Camera,
premesso che:
la Convenzione europea relativa alla protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987, già ratificata da 13 Stati europei, prevede, all’articolo 10, che gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi, debbono essere vietati. In particolare vieta: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’asportazione delle unghie e dei denti. La Convenzione ammette eccezioni al divieto solamente se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale, nonché per impedirne la riproduzione;
all’Expo mondiale di Amsterdam che si è tenuta nel luglio 2002 non sono stati ammessi dobermann con orecchie tagliate (conchectomia). È stata vietata l’ammissione di cani con coda tagliata (caudectomia) per soggetti nati dopo il 1o settembre 2001, indipendentemente dal Paese di residenza del proprietario;
dal giugno 2002 la Svizzera vieta l’importazione di cani con orecchie e/o code mozzate, dal divieto sono esclusi solo i cani appartenenti a cittadini non svizzeri che si recano nella Confederazione per turismo. In Svizzera il taglio delle orecchie è vietato dal 1981 e quello della coda dal 1997. Gli standard ufficiali delle razze cui tradizionalmente veniva effettuata la conchectomia (amputazione delle orecchie) e la caudotomia (amputazione della coda), nelle nazioni di origine delle stesse sono stati da tempo modificati;
quanto sopra indica una certa tendenza, in Europa, a correggere una «forma mentis» instauratasi in circa cento anni e attualmente dura ad essere rimossa. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre 2009 il disegno di legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia, frutto dell’intenso lavoro di collaborazione tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e il Ministero degli affari esteri. Con questo atto normativo, oltre a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa di Strasburgo emanata nel lontano 1987, venivano introdotte importanti modifiche al codice penale. In particolare, il taglio della coda, delle orecchie e altre mutilazioni, non motivate da esigenze terapeutiche, divenivano reati penali attraverso la modifica dell’articolo 544 ter del codice penale;
attualmente le mutilazioni sono regolate dall’ordinanza del 3 marzo 2009, che vieta gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, fatta eccezione – per quanto riguarda il taglio della coda – per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, «sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia»,

impegna il Governo

a prevedere un sistema di monitoraggio dell’applicazione del divieto di cui in premessa, avvalendosi della collaborazione dei servizi veterinari delle regioni, delle ASL, dell’Ordine dei medici veterinari e del Comitato bioetico per la veterinaria per ottenere dati anche numerici sugli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane che vengono fatti e con quali scopi, curativi e non.
9/2836-B/1. Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Vaccaro.

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Atto Camera

Ordine del Giorno 9/2836-B/2

presentato da

FIORELLA CECCACCI RUBINO

testo di

mercoledì 27 ottobre 2010, seduta n.389

La Camera,
premesso che:
il 13 novembre del 1987 a Strasburgo è stata firmata la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia;
tale Convenzione ha come obiettivo quello di favorire una maggiore tutela e il rispetto degli animali e dei loro diritti e consente finalmente l’adozione di uno strumento di contrasto al mercato illecito di cuccioli provenienti dall’est europeo con guadagni che arrivano a centinaia di milioni di euro l’anno per i contrabbandieri che speculano sulla pelle di cagnolini di razza;
durante l’iter legislativo erano state approvate, in prima lettura alla Camera, precise sanzioni immediatamente applicabili per chi si rendesse responsabile di interventi chirurgici sugli animali per fini non terapeutici, come peraltro previsto anche dalla convenzione;
le sanzioni, cancellate durante il passaggio al Senato, rendono pratiche incivili, come il taglio della coda o delle orecchie, ancora non punibili fino a quando non entrerà effettivamente in vigore nel nostro paese la convenzione di Strasburgo;
il presente provvedimento rappresenta comunque un importante atto di civiltà perché prevede un inasprimento, per chi maltratta e uccide animali da compagnia:

impegna il Governo

ad adottare quanto prima, in altro provvedimento legislativo, precise sanzioni a carico di chi, senza alcuna necessità, sottoponga un animale al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, ovvero a qualsiasi altro intervento chirurgico che abbia lo scopo di modificare l’aspetto estetico per scopi non terapeutici, anticipando così per questo aspetto l’effettiva entrata in vigore della convenzione di Strasburgo che comunque, ai sensi del disposto dell’articolo 18 della stessa, non avverrà in tempi brevi.
9/2836-B/2. Ceccacci Rubino, Giammanco, Catanoso, Cazzola, Frassinetti, Mancuso, Mannucci, Repetti, Antonione.