GEAPRESS – I fatti sono accaduti lo scorso 30 giugno a Barzago, in provincia di Lecco. Un 50enne del luogo si presenta alla Stazione dei Carabinieri di Cremella per sporgere denuncia relativamente al ferimento del proprio cane. Lui, il cane, si chiama Remì ed è un meticcio di piccola taglia di colore bianco. Remì vive insieme alla sua famiglia di umani in una casa con giardino, ma a lui piace correre e scorazzare nella vicina boscaglia. Nella mattinata del 30 giugno, Remì riesce a farsi un varco nella recinzione, e corre via per il bosco.

Il suo padrone, accortosi dell’assenza dell’animale, subito comincia a chiamarlo a gran voce finché lo vede rientrare dal bosco zoppicante e sanguinante. Inizialmente l’uomo pensa ad un ferimento dovuto a qualcosa di appuntito come una spina, ma con il passare del tempo le condizioni dell’animale peggiorano e così viene portato dal veterinario. Qui l’incredibile scoperta. La ferita era stata causata da un colpo d’arma da fuoco, verosimilmente una carabina. Dalle lastre era visibile il piombino conficcato all’interno del fianco.

Sul caso stanno indagando i Carabinieri della Stazione di Cremella, coordinati dal Comando Compagnia di Merate, guidato dal Capitano Giorgio Santacroce. Secondo i militari il ferimento è certamente doloso. Del resto non è la prima volta che i Carabinieri intervengono per casi di ferimenti con l’uso di armi da fuoco di animali domestici (vedi articolo GeaPress).

Intanto, il povero Remì grazie alle cure antibiotiche si sta riprendendo, sebbene non è stato ancora possibile estrarre il proiettile.

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