cane sparato spe
GEAPRESS – Una storia che lascia un po’  l’amaro in bocca. Si tratta della sentenza di condanna nei confronti di chi accusato di avere sparato contro una  cagnetta randagia nel centro abitato di Specchia (LE) nel febbraio 2012.

L’uomo individuato grazie alle indagini dei Carabinieri è stato ora condannato ad un anno e 4 mesi con patteggiamento della pena (pena sospesa) e a 900 euro di multa. Un anno e quattro  e mesi che in generale, a prescindere dal fatto specifico, quasi mai si sconta  visto che le previsioni di reclusione previste dalla legge 189/04 che dovrebbe proteggere gli animali, sono ben al di sotto della soglia di punibilità.

A dare comunicazione dell’avvenuta condanna di Specchia è Ilaria Chiriatti, la volontaria animalista che quel giorno si precipitò a soccorrere la povera Nella. Il corpo devastato dai pallini in gran parte inestraibili. Poi l’occhio rimasto ritirato  con all’interno un pallino. “Mi sono accorta che alcuni bambini si impressionavano quando portavo Nella in passeggiata – riferisce Ilaria Chiriatti a GeaPress. La volontaria, dopo quel giorno tremendo, aveva infatti deciso di badare direttamente al povero cane. “Nella è rimasta traumatizzata – aggiunge la volontaria – dopo lo sparo avvenne la calca delle persone. Tutt’ora non riesce a sopportare l’eccessiva presenza“.

Al processo Ilaria era parte offesa mentre, per quanto riguarda le associazioni, da registrare la costituzione dell’ANPANA.

Quello che però non va giù sono quei 900 euro di multa. Per Ilaria non può spiegarsi solo con l’inadeguatezza della legge contro i maltrattamenti. Nella è  sfigurata oltre che traumatizzata, senza considerare il piombo che è rimasto in corpo e che espone al teorico rischio di saturnismo.

Nella da quella fucilata è stata maciullata – aggiunge Ilaria – Speravo in una condanna esemplare che servisse a dare un insegnamento. Non bisogna maltrattare gli animali o addirittura ridurli in tal maniera. Gli animali vanno rispettati“.

Le condanne più significative esistenti in Italia e relative al reato di uccisione di animali (diverso, pertanto, da quello di maltrattamento che ha riguardato Nella) si aggirano intorno ai 10.000 euro. Insomma, pur con tutti i limiti della legge 189/04, una diversa considerazione poteva forse essere fatta.

Per il resto Nella, che al momento dei fatti aveva all’incirca 5 mesi, è ormai una cagnolina paffutella. Ilaria, però, non vuole mostrare fotografie recenti, per via della deformazione che le è rimasta. “Mi ha dato fastidio come è stata giudicata da alcune persone – spiega Ilaria Chiriatti – E’ una cagnolina bellissima e per me va bene così“.

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