GEAPRESS – Sebbene sprovvisto di microchip, le caratteristiche di Neretto fanno ritenere che fosse un cagnetto vissuto in famiglia. Nei giorni scorsi, sotto un vero e proprio diluvio, Neretto è stato portato da qualcuno in contrada Fosca, nel Comune di Matino (LE). Qui è stato poi legato per le zampe anteriori e per il collo con un filo di ferro zincato. I Forestali del Comando Stazione di Gallipoli, accorsi nei luoghi, lo hanno potuto liberare dalla morsa mortale solo con l’ausilio di una cesoia. Operazione non facile, sia per la pioggia battente, ma soprattutto per il fatto che il cavo aveva iniziato a stringere sul collo. In una delle zampe anteriori, si era poi già aperta una ferita proprio a seguito della stretta del filo metallico.

Forse “Neretto”, così è stato ribattezzato proprio dalla Forestale, aveva però potuto usufruire già da prima di un pizzico di fortuna. L’incaprettamento, spiegano al Comando Stazione di Gallipoli del Corpo Forestale dello Stato, avviene con la completa legatura anche delle zampe posteriori. Qualcuno, cioè, potrebbe essere passato nei luoghi, mettendo in fuga l’aguzzino di Neretto proprio mentre stava completando il lavoro.

Il cane era stato notato da un agricoltore che, lungo la strada di ritorno dal suo appezzamento di terreno, aveva chiamato la Forestale. All’andata, però, non vi era niente, dice l’agricoltore. Poche ore di tortura. Sarebbe bastato un lieve sfasamento dei tempi, e Neretto sarebbe morto con il cappio al collo e sotto il diluvio. I luoghi, infatti, non sono di passaggio.

I Forestali hanno subito preso a cuore le sorti del cagnolino, attualmente ospite presso il canile di Matino. Sembra essersi ripreso dalla terribile vicenda e ad oggi sono pervenute numerose richieste di adozioni. 

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