GEAPRESS – Continuano i controlli dell’ANPANA, dopo che si è avuta notizia della triste vicenda del corpicino di un cane rinvenuto bruciato nelle campagne di Squinzano, in provincia di Lecce. Un fatto ripugnante, aveva commentato l’ANPANA, circa il rinvenimento della carcassa del cagnolino per il quale si era addirittura ritenuto il probabile appiccamento del fuoco quando l’animale era ancora vivo. Il tutto a pochi chilometri da Trepuzzi dove, circa un anno addietro, trovò la morte Aura, la cagnolina bruciata viva e finita dopo alcuni giorni di tremenda agonia.

Nessuna ipotesi che i due fatti possano avere un qualche collegamento, torna a precisare l’ANPANA, così come non è neanche da escludere che si possa essere trattato di una impropria eliminazione di un cane già morto prima di dargli fuoco. Un fatto comunque crudele di chi non ha neanche pensato di scavare (sebbene già questo sia vietato dalla legge) una piccola buca per seppelire il cagnetto, ed anzi bruciandone malamente il corpo.

Intanto nel piccolo Comune del leccese sono giunte le proteste per quanto successo. Altri hanno proposto tecniche investigative, come ad esempio far seguire da un cane segugio l’odore di bruciato lasciato dalle scarpe di chi ha compiuto l’atto. Vicino, però, c’è una strada e probabilmente chi ha bruciato il corpicino sarà andato via con un mezzo. Ad ogni modo, assicurano all’ANPANA, in questi giorni saranno intensificati i controlli sul territorio per contrastare evenutali abusi perpetrati sugli animali. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).