GEAPRESS – Ne rimangono poche centinaia e sono molto diverse dalla botticelle romane. Sorte di carrozzoni che si richiamano al passato ma che continuano a vivacchiare nella macchina turistica di una della città più congestionate degli Stati Uniti. Cavalli a volte vecchi o comunque palesemente inadatti al traffico, ancorché provenienti dalla fattorie dello Stato di New York. Come Charlie, morto lo scorso ottobre a 15 anni, dopo che il suo proprietario aveva ottenuto la licenza appena due mesi prima. L’esame necroscopico rivelò ulcerazioni allo stomaco e fratture dentali. Poi altri incidenti, sempre per le strade di New York, come quello avvenuto pochi giorni dopo nella Seventh avenue. Cavallo in fuga e incidente finale. Negli ultimi mesi il già basso indice di gradimento dei newyorkesi per questo sistema di trasporto, si è ulteriormente assottigliato.  Dal 25% nel 2006, ad appena il 15% secondo i risultati di un sondaggio pubblicato dal Daily News.

New York, Seattle, Atlanta. Tutte città dove permangono le carrozze, retaggio, ma per soli fini turistici, del passato. Nel diciottesimo secolo erano numerose decine di migliaia. Secondo alcuni autori, non meno di 200.000 nella sola New York. Creavano numerosi problemi igienici, tra cui un miscuglio di neve, feci e urina. Passato l’inverno, era l’ora della fanghiglia praticamente impossibile da eliminare. Allora, però, i cavalli rappresentavano uno dei metodi di trasporto più in uso in molte città. Ora, invece, rimangono una delle attrazioni di New York. Eppure altre città in giro per il mondo, le hanno eliminate. Toronto, New Delhi, Londra e Pechino, solo per citarne alcune.

Per i cavalli newyorkesi sembra però che non ci sia niente da fare. L’associazione di categoria stigmatizza le critiche piovute a seguito della morte degli ultimi cavalli. Gli animalisti, invece, ribattono che le attenzioni del Comune sono a dir poco insoddisfacenti. Due controlli annuali, ma senza un protocollo di esami da effettuare. Charlie aveva 15 anni e per tutta la vita aveva lavorato in un fattoria. Le carrozze a New York sono grosse e pesanti. Necessitano di cavalli robusti, non quelli con le zampine da corridore che caratterizzano le nostrane botticelle. Niente ippodromi, ma fattorie. Anche in quel caso, però, arrivano in strada quando non servono più. I turisti sono pronti a fornire il nuovo lavoro. Da New York, come a Roma o Palermo.   

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