cane lavello
GEAPRESS – Un grido di aiuto quello lanciato dal signor Michele. Una vita  passata a lavorare in varie città italiane ed infine la decisione di stabilirsi a Lavello, in provincia di Potenza. Qui il signor Michele ha iniziato la sua attività di volontariato, dedicando il suo tempo anche all’assistenza dei cani randagi. Un impegno, nonostante la presenza di più persone sensibili, che ognuno sembra passare  in solitudine.

Vorrei una maggiore attenzione da parte delle istituzioni – riferisce Michele a GeaPress – Non si devono fare mettere i piedi in faccia da chi, così come sembra, una mattina si alza e decide di uccidere un cane perchè magari lo avevano infastidito. Lo sdegno dura poco, poi viene tutto assorbito come un fatto che in fin dei conti doveva accadere”.

Michele Di Noia ha chiamato tutti, ivi compreso chi nella comunicazione, sia locale che nazionale, potrebbe dare voce al suo lamento. Ed invece si continua così, “si piange in un momento e poi ci scordiamo tutto. Non siamo costanti come un po’ in tutto il meridione. Non c’è solidarietà. Il mio desiderio – aggiunge il sig. Michele – è invece che il problema venga attenzionato nelle sedi opportune“.

Una situazione purtroppo comune anche in altri centri abitati ma che in questo caso sembra avere una nota di tristezza in più, quella della solitudite appesantita dell’arroganza di chi, spiega Michele, una mattina si alza e decide di uccidere i randagi”.

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