volpe laccio
GEAPRESS – Poco lontano da Golfo Aranci, nella provincia di Olbia Tempio. Una volpe, o quello che ne resta. Il povero animale, rimasto bloccato nel laccio-cappio dei bracconieri ha sofferto cercando di liberarsi. Non poteva sapere che in quella maniera peggiorava la situazione. Pian piano, tra atroci sofferenze, la morte è arrivata.  Almeno lei, l’ha liberata dalla morsa.

Una persona nel corso di una passeggiata con il proprio cane, si è poi accorta di lei. Un luogo di campagna, appena fuori Golfo Aranci. Era già successo con altri due lacci ritrovati in località S’abba e Sa Pedra, ad appena un paio di metri da una rotatoria. Un anno fa, invece, venne ritrovato un cane. Anche lui era incappato nel laccio-cappio costruito con il filo di acciaio.

Di segnalazioni ne ho fatte tante – riferisce a GeaPress Patrizia Sale, volontaria dei luoghi – ma credo che non interessano granchè a nessuno. A volte la pattuglia della Forestale è impegnata altrove. Mi sto iniziando a stancare“.

Un ritornello frequente, quello dei controlli insufficienti, che fa eco anche da Golfo Aranci alla denuncia diffusa  oggi dal CABS a livello nazionale (vedi articolo GeaPress). L’Italia è ancora prigioniera di questo triste fenomeno ed i controlli sono inadeguati o comunque insufficienti per affrontare in maniera  adeguata il bracconaggio.

Patrizia Sale, continua la sua battaglia, incoraggiata dai familiari grazie ad una eguale passione per gli animali e la natura.

A togliere i lacci, intanto, pensano i volontari. Quale dubbio è lecito porsi, nel momento in cui questi fenomeni perdurano nel tempo? Una sorta di “pace” sociale, sottolineano i volontari, che sembra quasi non doversi mai spezzare. Una pace che per gli animali equivale ad una guerra condotta, oltretutto, con armi medioevali. Orrendi attrezzi di tortura, come quello che ha ucciso la volpe di Golfo Aranci, lasciandola appesa per chissà quanto tempo in tremenda agonia.

Inutile aggiungere che l’uso di tali strumenti, è vietato dalla legge.

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