GEAPRESS – Li hanno fermati il 25 settembre in autostrada a Casalecchio di Reno (BO), ma la notizia è stata resa disponibile solo ora dovendosi completare le indagini che hanno portato ad individuare la mente dell’organizzazione. Due cittadini ungheresi viaggiavano con tre cuccioli di cane di razza bolognese, maltese ed un chihuahua. L’organizzatore del traffico di cuccioli era però un italiano residente in centro Italia.Tutti piccoli cani da compagnia e tutti in pessime condizioni di salute tra cui un cucciolo (nella foto) affetto da una avanzata congiuntivite bilaterale recidivante. Animali, dunque, sicuramente non idonei al trasporto. I responsabili sono stati denunciati per maltrattamento di animali ex art. 544/ter C.P. I tre cagnetti, invece, sono stati subito affidati ad un rifugio di volontari grazie ai quali, precisano alla Forestale, sono rinati.

Le indagini hanno preso avvio da alcuni annunci pubblicati su internet e si sono poi sviluppate anche con l’ausilio di lunghi appostamenti. Controlli che il Corpo Forestale sta intensificando proprio in occasione dell’approssimarsi delle festività natalizie, quando aumentano le richieste di tali animali.

Secondo il dott. Renato Sciunnach, Responsabile NIPAF (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale) di Bologna del Corpo Forestale dello Stato, bisogna utilizzare la massima attenzione nell’acquisto di un cane. Questi tipi di commerci, infatti, ben difficilmente forniscono le opportune garanzie. Anzi, la Forestale tiene a sottolineare la pericolosità anche sotto il profilo epidemiologico di cani senza alcuna garanzia sanitaria che possono così veicolare nel nostro paese pericolose malattie che colpiscono gli animali. Nel caso ora occorso a Casalecchio di Reno, gli animali non avevano più di due mesi, erano privi di documenti e microchip e non erano vaccinati.

Ma un altro tipo di pericolo può nascondersi al momento della consegna del cane. Infatti, nel passato si sono pure riscontrati casi di vere e proprie minacce pervenute agli incauti clienti i quali sono stati costretti ad acquistare finanche cani moribondi o addirittura già morti. Dunque, una rete criminale dotata evidentemente di un forte potere coercitivo pur di incassare soldi sulla vita di poveri animali e sull’ingenuità delle persone. Purtroppo ancora in molti, affermano alla Forestale, incappano nella rete di venditori di cuccioli provenienti dell’est Europa. E dire che, almeno in alcuni casi, il rischio della truffa dovrebbe già evidenziarsi dall’italiano approssimato di alcuni di questi siti web nei quali vengono proposti i cuccioli. Vi sono poi, sempre secondo la Forestale, i bassi prezzi di vendita ed a volte i numeri di telefono stranieri a dover far insospettire l’acquirente.

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