GEAPRESS – Certo che se il testo avesse inglobato gli emendamenti peggiorativi presentanti al Senato lo scorso settembre le cose sarebbero andate peggio. Di contro, sempre lo scorso settembre, non passarono neanche quelli migliorativi. Per migliorare, però, vuol dire che qualcosa andava male…

Prima di vedere cosa va male, va comunque precisato che la “nuova” legge “cuccioli” recepisce, fino a prova contraria, la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che è una Direttiva europea stravecchia. Risale addirittura al 1987, e l’Italia è stata penultima a recepirla. Tre sono le questioni principali del nuovo testo: amputazioni, modifiche maltrattamento, inserimenti traffico cuccioli. Dei tre, solo il primo è di una certa attinenza con la Direttiva. Vale la pena, inoltre, ricordare che la Direttiva prevedeva norme sugli spettacoli, età minima per acquistare un animale etc. Ma di questo, nei commenti odierni, sembra non apparire alcuna traccia.

Proprio per i macroscopici ritardi va, comunque, riconosciuto al Ministro Frattini che ha per primo firmato la Proposta di legge, ed al Sottosegretario alla Salute Martini ed al Ministro Brambilla che l’hanno costantemente promossa, il merito di averla quantomeno voluta, aggiornandola, ove possibile, con il “nuovo” problema del traffico di cuccioli. Se non era per loro, non passava sicuramente. Cosa che dovrebbe preoccupare non poco.

DIVIETO AMPUTAZIONE (TAGLIO CODA – ORECCHIE):
Non è completamente vero che non vale, per l’Italia, il divieto di amputazioni ed altre torture da infliggere agli animali da compagnia. E’ vero però che questa previsione è stata tolta nel corso dell’iter parlamentare della legge oggi approvata. Cosa significa?

La Direttiva europea è comunque, sul tema delle amputazioni, molto precisa. L’Italia, pur non avendo esplicitato il divieto nella la legge approvata oggi, non ha comunque opposto ad esso delle riserve. L’avrebbe potuto fare, perché la Direttiva, proprio sulle amputazioni, glielo avrebbe consentito. In altri termini, vista l’opposizione di allevatori e cacciatori, è possibile che vi saranno dei contrasti interpretativi della legge. Vi sarà bisogno, quindi, di alcune sentenze che dovranno sottolineare la piena applicabilità della stravecchia direttiva europea che comunque prevede (senza riserva alcuna da parte dell’Italia) il divieto di amputazione. Speriamo bene. Vi è poi il caso dell’Ordinanza del Ministero della Salute del marzo 2009, ma la questione esula da questo argomento e comunque una Ordinanza non è una legge, come ben sa chi si è opposto.

CODICE PENALE (UCCISIONE E MALTRATTAMENTO DI ANIMALI):
Per chi si era illuso che con questa legge si potesse condurre (finalmente) in galera chi maltrattata o uccide, meglio che ritorni con i piedi per terra. Gli aumenti della pena reclusiva per chi uccide un animale (art. 544 bis C.P.) sono di appena un mese per la previsione minima, e di sei mesi per la massima. Ancora comunque molto al di sotto per consentire l’arresto in flagranza di reato. In altri termini si verrà ancora (solo) denunciati e si avrà sempre la possibilità di evitare il processo il quale, magari, potrà inoltre incappare nei tempi di prescrizione. Per il maltrattamento di animali (544 ter C.P.), invece, rimarrà addirittura inalterata la previsione di reclusione minima (appena tre mesi) mentre di sei mesi aumenta la massima. Anche in questo caso valgono le considerazioni di … omessa-galera. Se mai si arriverà ad una condanna confermata in tutti i gradi di giudizio, si avranno poi ottime possibilità di evitare il carcere anche nel caso in cui si è pregiudicati. Bisognerà vedere, infatti, il tipo di reato precedente e soprattutto quanto tempo addietro è stato commesso. Aumentano invece le multe, ma solo nel caso del maltrattamento. La minima aumenta di poco (da tre a cinquemila euro), mentre la massima raddoppia da 15 a 30 mila euro. Giova ricordare che difficilmente una condanna avviene con il massimo della pena e questo a prescindere anche dalle scorciatoie che il nostro ordinamento giuridico mette a disposizione per evitare il processo consentendo di uscirsene con una condanna a pagare. Anzi: a pagare una somma ridotta! Valgono, inoltre, anche per le multe le considerazioni sulla reale applicabilità della pena già espresse nei casi di reclusione. Infine, a proposito di somme da pagare, un delinquente abituale è ben addestrato ad evitare pagamenti o, nella peggiore delle situazioni, pignoramenti. In altri termini, poco o nulla si può contro un nullatenente. La velleità di queste pene si aggrava inoltre anche in considerazione del fatto che valgono solo per le previsioni di dolo, ma di questo ne parliamo nel punto sottostante.

ANCORA DOLO:
In pochi, per non dire nessuno, hanno evidenziato che sono scomparse già al Senato le migliorie inserite per alleggerire l’esclusiva applicabilità dei reati-delitti del Codice Penale su maltrattamento e uccisione di animale alle sole previsioni di dolo. In sintesi per i reati-delitti della nostra legge maltrattamento, la condanna arriva (quando arriva) solo se avevi l’intenzione di uccidere o maltrattare o se non potevi non sapere che ciò potesse avvenire. Manca cioè la colpa. Se io, in altri termini, produco sofferenza per distrazione mi dovrò subire (per modo di dire) solo l’acqua fresca dello stravolto articolo 727 del Codice Penale (stravolto dalla “nuova” legge 189 sul maltrattamento di animali). Provate a pensare se per l’uomo non esistesse la previsione di omicidio colposo. Giustamente ci indigneremmo tutti.

TRAFFICO CUCCIOLI:
Per quanto riguarda i reati di cui al cosiddetto traffico cuccioli (parliamo sempre e solo di animali da compagnia…) valgono tutte le considerazioni sopra espresse in termini di possibilità (remotissima) di finire in carcere. Sul “pericolo”, invece, di dovere pagare, questo avrà una certa efficacia sul ritiro di una licenza solo se la legge è stata trasgredita più volte e solo, cosa gravissima, in poco tempo. E se questo avviene, poi, si può sempre cambiare titolare.

Fatte le considerazioni di cui sopra, proviamo a metterci dalla parte del diavolo e rimanere allibiti che qualcuno voglia buttare in galera chi sevizia un cane o diffondere malattie epidemiche trafficando cuccioli. In Italia, potrà non piacere, ma in molti ancora la pensano così o, peggio, non si pongono neanche il problema. Una legge di questo genere certamente non impedirà loro il sonno. Ciò non toglie che è un passetto avanti, di non molta efficacia, ma comunque un passetto. Non esultiamo, però. Considerati i tempi di maturazione rischiamo di rimanere inebetiti per qualche millennio.

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