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GEAPRESS – Torturata con un ferro da lana e morta a seguito delle sevizie subite.

Questa, come è noto, la sorte toccata alla cagnolina di Vittoria, in provincia di Ragusa, divenuta oggetto delle squallide attenzioni di un personaggio poi denunciato. Si trattava, dicono gli animalisti, di un animale seguito dai volontari  e ben accolto da chi nei pressi lavorava.

E’ stato proprio l’addetto al distributore di benzina ad accorgersi delle macchie di sangue. Insospettito ha  guardato i filmati delle telecamente di vigilanza, dando così l’allarme.

Il corteo di protesta vuole chiedere giustizia per quanto accaduto. La manifestazione si muoverà da piazza Italia (ex piazza esso)  fino ai luoghi dell’accaduto.

L’uomo denunciato dai Carabinieri  si trova in stato di libertà così come previsto dalla legislazione vigente in tema di maltrattamento ed uccisione di animali (189/04). Entrambi i reati, infatti, presentano pene troppo deboli anche nel caso di flagranza. Impossibile, in questi casi, procedere all’arresto, mentre, anche a condanna definitivia, non è possibile (al di là delle previsioni di reclusione, sia nel caso di maltrattamento che di morte) prevedere anche una minima limitazione della libertà personale. Le pene reclusive stabilite dalla legge 189/04, infatti, sono ben al di sotto della soglia minima prevista per tali restrizioni. I casi più gravi finora conclusi con la condanna in Italia, riportano una multa prossima ai 10.000 euro. La multa è la sanzione pecuniaria dei reati delitti.
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