GEAPRESS – Con il dardo visibile nella foto del Corpo Forestale dello Stato, è stato centrato nei giorni scorsi il gatto padronale di Buttapietra, nel basso veronese. Forse un fatto riconducibile allo stesso scriteriato personaggio che, sempre negli stessi luoghi, si è reso responsabile di altri espisodi di maltrattamento, tra cui alcuni gatti colpiti con i piombini di un fucile ad aria compressa. Su questa ipotesi, però, i Forestali del Comando Provinciale di Verona, non si pronunciano. Di certo, dicono gli inquirenti, si tratta di un gesto odioso.

Quasi 17 centimetri di dardo metallico che ha perforato l’addome del gatto. Con la punta fuoriuscita il povero micio si è presentato alla sua padroncina che ha subito avverito i genitori. Poi la corsa all’ambulatorio veterinario, dove il gatto è rimasto in prognosi riservata per parecchi giorni.

Le balestre, nonostante la loro evidente pericolosità, sono però di libera vendita.  Stessa situazione, almeno fino ad un’energia pari a 7,5 Joule, per le armi ad aria compressa.

Le balestre, inoltre, sebbene siano armi non consentite per uso caccia, vengono spesso utilizzate dai bracconieri per uccidere animali anche di grossa taglia, tra i quali i cinghiali. La loro potenza distruttiva, infatti, le rende idonee allo scopo ed è veramente incredibile che dalla loro vendita non ne conseguono obblighi.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, casi del genere, che denotano crudeltà verso gli animali e possono diventare pericolosi anche per gli umani, non sono infrequenti. Il dardo in questione, aggiungono alla Forestale, potrebbe essere pericolosissimo se usato contro bambini ed adulti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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