cane ucraina
GEAPRESS – Si aspetta ora la Festa dell’Indipendenza, che in Ucraina ricorre il 24 agosto. Secondo indiscrezioni circolate tra i dog hunters, potrebbe essere quello uno dei giorni di prossima strage. Un anticipo si è avuto ieri quando, forse non a caso, ricorreva la giornata internazionale del randagio.

A denunciare il tutto rimane, ormai da tempo solo, il nostro connazionale Andrea Cisternino. Lui non ha mai smesso la battaglia per la salvezza dei randagi. Spenti i riflettori su euro 2012, la kermesse del calcio europeo, sulle stragi prima legalizzate e poi forse finanche tollerate, è caduto l’assoluto silenzio. Per Andrea, però, è impossibile scordare o girasi dall’altra parte.

Cinque cani di Gorlovska e sei di Kiev. I dog hunters, che pubblicano tutto nei siti ormai traghettati in paesi stranieri (un primo intervento dell’autorità di polizia locale li aveva infatti chiusi),  hanno prima stordito i poveri animali con una pistola elettrica e poi  provveduto a sfregiarli con profondi tagli nello stomaco. Nel giorno di ferragosto, invece, altri quattro randagi nel quartiere di  Teriamki, sempre nella capitale ucraina. “Tutti questi cani – spiega Andrea Cisternino a GeaPress – erano gestiti dai volontari“.

Tre di loro sono stati uccisi a due passi da dove si sapeva esserci lo stesso Cisternino. Erano dei cani tranquilli e curati con gentilezza. Una grazia forse speciale, visto che le volontarie che li accudivano, gestiscono un chioschetto di fiori. Ora quei colori profumati sono macchiati si sangue. Altri sette cani erano invece del volontario Piotr. Una persona speciale, che già abbiamo avuto modo di conoscere per le cucce seminterrate che dovevano proteggere i randagi dai rigori impossibili dell’inverno ucraino. I dog hunters, nei mesi scorsi, le hanno incendiate. In alcune di esse, i cani non hanno fatto in tempo a scappare. Ora le nuove stragi.

Due ragazzi sarebbero stati notati proprio mentre guardavano i randagi. Risolini ed allusioni fin troppo esplicite. Si sa che sono loro. Si sa anche che hanno gettato del veleno, ma sembra che sia impossibile riuscire almeno ad allontanarli.

Andrea Cisternino ed i suoi amici volontari di Kiev, stanno cercando di mettere in salvo i cani. Le loro immagini sono già nelle fotografie apparse nei siti dei dog hunters.

Rabbia, ma anche sconforto. Come quella di Piotr, che ha visto finire sotto i suoi occhi numerose decine di cani. Era tutti accuditi in strada. Cuccioli, cuccioloni ed adulti, uccisi nella maniera più orrenda. Animali agonizzanti una volta ingerito il veleno. Altri uccisi a colpi di fucile. Ora finanche la pistola elettrica.

Perché tanto chiasso solo per i campionati europei di calcio? Dove è finito l’impegno proclamato sulla cresta dell’onda? Si credeva veramente che con quattro ramanzine stile passerella mondana, tutto fosse così concluso? I guai, sfortunatamente, vanno avanti. Ancor di più se si è cercato di prenderli in giro. Una volta lasciati soli, sono ancora più potenti di prima.

Immaginiamo per un attimo, che qualcuno decida di uccidere i cani che i volontari accudiscono in una qualsiasi città italiana. Ci sono i campionati regionali di calcio (… ad esempio) e li dobbiamo ammazzare tutti. Poi, il mondo si mobilita. Proteste, impegni solenni, dossier, passerelle televisive e quasi surreali comizi. Poi finisce il campionato, finiscono i comizi ed i cani sotto casa continuano ad essere ammazzati. Quale stato d’animo si può avere?

Quaranta cani in tre giorni. Questo riferiscono i siti dei boia cani. Ed a loro, bisogna credere, visto quello che promettono e riescono a fare.

Ora sembra che delle indagini di polizia siano in corso, anche se non si avverte alcun segnale di cambiamento. “Purtroppo l’indifferenza di molte persone e’ complice – conclude Andrea Cisternino – e noi siamo stanchi , non riusciamo a fermarli“. Tutto concluso? Ma neanche per idea. C’è il progetto del rifugio e poi quelle promesse non mantenute. Aspetti che di certo, spiega Cisternino, sarà impossibile scordare. Significherebbe scordarsi di ognuno dei cani morti.

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