GEAPRESS – Il caso è noto. La notizia, come riferisce il Corriere della Sera, è stata pubblicata da un sito web, Hadrei Haderim, che si occupa di ebrei ultraortodossi. Una corte rabbinica ha condannato il malcapitato randagio alla lapidazione, ha una colpa terribile sulle spalle: è la reincarnazione di un avvocato, laico, impenitente, libero diciamo noi, che oltre venti anni fa offese i giudici del rabbinato.

L’avvocato è stato riconosciuto, sotto le mentite spoglie del cane, perché come
lui, negli anni settanta, si è  “piazzato” al centro dell’aula della Corte, rifiutandosi di abbandonarla. L’avvocato contestava una decisione, il cane forse cercava solo un rifugio, scambiando gli aguzzini presenti per umani.
Ma visto che si trattava della stessa aula, per forza doveva essere la stessa anima!!! Da qui il ‘riconoscimento’ e la condanna. Surreale, ma vero.

A questo punto, sorge prima di tutto una domanda, ma le religioni monoteiste, come la ebraica e la cristiana, credono nella reincarnazione del corpo?
Da questi religiosi ci è sempre stato detto che a rinascere è l’anima, non il corpo; la reincarnazione è propria dell’Induismo, del Buddismo.
Nel passato gli eretici, che avevano osato parlare di reincarnazione del corpo, sono arsi nei roghi dell’Inquisizione.

Ma per il cane di Gerusalemme queste considerazioni proprio non sono valse a nulla. L’esecuzione della condanna, pare sia stata affidata a dei bambini, lo afferma un assistente del rabbino, intervistato dal giornale israeliano Yedioth Ahronot, ma il rabbino Avraham Dov Levin nega.
Una  vera e propria sentenza ufficiale non è stata emessa, ma ai bambini è stato detto di lanciare pietre all’animale. Bella educazione per le giovani generazioni!

Intanto, eseguita o meno la condanna,  la “Animal Live” israeliana ha presentato un esposto chiedendo una punizione ‘esemplare’ per il rabbino. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).