cane crotone
GEAPRESS – Una vera e propria strategia criminale quella che ha provocato la morte di una trentina di cani a Le Castella, frazione di Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone.

Mani ignote hanno cosparso diversi punti della località, con pasta cucinata mista ad una sostanza velenosa. Campioni del tremendo miscuglio sono ora stati inviati all’Istituto Zooprofilattico che dovrà accertare il principio attivo che potrebbe avere procurato la morte dei poveri animali. Cani padronali e randagi che non hanno resistito alla “mela avvelenata” offerta dal mostro. Così riportano gli animalisti dei luoghi. Un piatto reso appetibile forse con del grasso, ed al quale i cani non hanno resistito.

Eppure il problema della provenzione del randagismo era già stato sollevato dall’ENPA, dall’associazione Anima Randagia e, nel caso del recente avvelenamento di Belvedere Spinello, sempre in provincia di Crotone, anche dall’UGDA (vedi articolo GeaPress).

Una strategia, quella messa in atto dall’ignoto avvelenatore di Le Castella, sicuramente ben studiata. L’effetto è sotto gli occhi di tutti: eliminare efficacemente e nel più breve tempo possibile, i cani dell’intera zona. Luoghi, riferisce l’avvocato Giuseppe Trocino, responsabile ENPA di Crotone, dove operano nostri volontari che aveva già avvertito i problemi che potevano generarsi.

A poche ore dall’avvelenamento, infuriano ora le polemiche.

Per l’ENPA di Crotone, quella della criminale risoluzione del problema randagismo, è un problema che riguarda varie parti del territorio nazionale, specie del sud Italia. A monte, però, c’è il mancato o inefficace intervento.

Abbiamo ricevuto – riferisce a GeaPress l’Avv. Trocino – una pronta risposta  da parte del Prefetto che ha indetto un tavolo di concertazione. Purtroppo la risposta delle amministrazioni cittadine non è stata unanime e  nel caso di un’ultima riunione presso l’ASL, i risultati non ci sono stati. La causa? La mancanza di oltre la metà delle amministrazioni convocate. C’è chi si sporca le mani uccidendo i cani – ha aggiunto il Responsabile dell’ENPA – ma a monte ci sono problemi irrisolti che generano atti delinquenziali“.

Per Francesca Console, presidente dell’associazione Anima Randagia, “oggi Le Castella è il simbolo di una delle più grosse mattanze di uccisione di cani randagi su tutto il territorio calabrese. Si trovano morti, lasciati in balia di se stessi come tutte le persone, commercianti, adulti, bambini, che con il loro grande cuore accudivano queste anime senza fissa dimora. Cani adulti, cucciolate intere, cagne femmine sterilizzate dai volontari…nessuno escluso! E’ opera di una sola mano assassina? – aggiunge Francesca Console – una sola mano che ha “coperto” con chili e chili di pasta “avvelenata” le zone della Darsena, Via Duomo, Via Pizzicarola, Via Volandrino, Via del Tucano, Via Rigon, Via della Spiaggia, Via Cannone, Zona Vigne, Zona Campolongo?

L’ENPA, intato, ha annunciato un’azione legale ove si chiederà di accertare, per i vari casi che si sono susseguiti in provincia, eventuali responsabilità da parte di chi per legge doveva intervenire per arginare il fenomeno.

E’ mai possibile – riferisce l’Avvocato Trocino – non considerare il randagismo come problema sociale? Il problema va affrontato nei termini di un servizio pubblico essenziale“.

A ribadire l’impegno dell’Amministrazione comunale di Isola di Capo Rizzuto è invece l’Assessore al Demanio Patrimonio e Attività produttive Carmela Maiolo. “Sul caso – ha riferito l’Assessore Maiolo a GeaPress – c’è l’impegno dell’Amministrazione a provvedere in tempi brevi all’approvazione di un Regolamento sul randagismo. Un atto che mancava e sul quale ormai da due mesi stiamo lavorando per affrontare un problema che ci vede coinvolti anche come cittadini. Mi sono recata personalmente – ha aggiunto l’Assessore – nei luoghi dove si sono registrati gli avvelenamenti assieme al Presidente del Consiglio Comunale. Ci risulta un numero inferiore di cani, circa  venti, ma al di là di questo tengo a sottolineare il nostro intervento attuato anche con la bonifica dei luoghi ed attivando sia gli Uffici veterinari che la ditta incaricata per la rimozione dei cani. Al più presto il Regolamento”. Il testo, già entro il fine settimana, potrebbe essere proposto alle associazioni di categroia.

Gli animalisti, però, sono stanchi a distanza di anni dall’approvazione delle legge sul randagismo, di dovere ricordare l’esistenza di norme, regolamenti europei ed altre leggi che riguardano la tutela e la salvaguardia di animali. La loro vicinanza è ora per i volontari e le associazioni del luogo.

In ultimo brutte notizie  da Belvedere Spinello. La denuncia sugli avvelenamenti, riferisce il Responsabile dell’ENPA, sarebbe stata archiviata. “Un fatto – riferisce l’Avvocato Trocino – al quale ci opporremo“.

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