boccone avvelenato
GEAPRESS – Purtroppo l’uso dei bocconi avvelenati continua a mietere vittime tra la fauna selvatica e domestica. L’ultimo bollettino parla di almeno quattro cani padronali morti presumibilmente per l’ingestione di bocconi avvelenati. I fatti sono accaduti la scorsa settimana nel Comune di Rionero Sannitico, in provincia di Isernia. Sono stati gli stessi padroni dei cani, alcuni allevatori della zona, a segnalare l’accaduto al Comando Stazione Forestale di Forlì del Sannio.

La Forestale che già da tempo ha messo in atto una forte azione di contrasto contro lo spargimento di esche e bocconi avvelenati ha intensificato ulteriormente i controlli sul territorio.

Stamani, personale appartenente al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Isernia e dell’Aquila, ha congiuntamente perlustrato un’ampia zona a ridosso delle due provincie limitrofe, ricadente nei Comuni di Castel di Sangro, Montenero Valcocchiara e Rionero Sannitico. Le operazioni di controllo sono state espletate con il prezioso ausilio delle unità cinofile facenti parte del Nucleo Cinofili Antiveleno del progetto Life Antidoto e del personale veterinario dell’ASREM di Isernia.

L’uso dei bocconi avvelenati, sottolinea la Forestale, è uno dei sistemi più atroci utilizzati per uccidere gli animali selvatici, non solo perché non selettivo, ma anche perché causa gravissime sofferenze agli animali che ne restano vittime.

La gravità dello spargimento di veleno nel territorio controllato oggi dalla Forestale è maggiore se si considera che la zona interessata si trova a ridosso del Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise e pertanto vanta un indice di concentrazione di animali selvatici molto alto. Più volte negli anni scorsi l’area è stata visitata da esemplari di orso bruno marsicano ed è abitualmente frequentata da lupi, cervi, caprioli.

Il Comando Provinciale di Isernia del Corpo Forestale dello Stato comunica, inoltre, come a seguito degli ultimi episodi accaduti e di alcuni elementi indiziari a disposizione della P.G. operante, sia stata pianificata una capillare ricognizione del territorio, anche allo scopo di riferire al Prefetto di Isernia che lo scorso 10 aprile ha attivato sull’argomento il tavolo di coordinamento previsto dall’Ordinanza del Ministero della Salute.

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