GEAPRESS – Il processo ai novelli  Torquemada sardi  si è aperto dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Tempio Pausania.
I tre muratori di Guspini attiravano i gatti all’interno del cantiere edile al centro di Olbia usando bocconi di carne.
Tra le impalcature erano state realizzate delle gabbie per le torture, una  volta catturati i gatti venivano prima seviziati, poi bruciati vivi.
I tre Torquemada furono colti in flagranza di reato dagli agenti della Polizia locale. Un gatto casalingo era scomparso da alcuni giorni e la sua amica umana lo stava cercando disperatamente.  Quando ha sentito i lamenti disperati del gatto, che provenivano dal cantiere edile, la signora ha chiamato, prontamente, i Vigili urbani. La sentenza è prevista per la prossima udienza.

A Cassinetta di Lugagano (MI) 120 gattini neonati sono stati uccisi con un macabro rituale, sempre lo stesso.
I  gattini venivano  sottratti alle mamme gatte di una colonia di via Barbiano, neonati, quindi venivano chiusi in una  scatola di scarpe che, a sua volta, veniva inserita in una busta di plastica. Poi il macabro sacchetto veniva depositato davanti ad un cancello, sempre lo stesso.
Un serial killer? Una banda di serial killers? Fatto sta che l’ AIDAA ha messo a disposizione una taglia di 6.000 euro a favore di chi fornirà informazioni utili all’ individuazione del o dei responsabili di questo massacro.

Al Sindaco ed alle Forze dell’ Ordine di Cassinetta chiediamo di attivarsi per porre fine al “rito” di morte, individuando  i colpevoli e denunciandoli alla Magistratura. Al Sindaco chiediamo, inoltre, perché nella colonia felina di via Barbiano ci sono tante femmine fertili.

Due casi di “ordinaria” crudeltà che forse arriveranno ad una condanna degli aguzzini, ma la certezza dell’esiguità della pena,  ci lascia l’amaro in bocca.
Il nostro ordinamento giuridico di fatto non prevede ” vere pene” per i torturatori e gli uccisori degli animali. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).