GEAPRESS – Dovranno scontare quattro mesi di carcere i tre inglesi riconosciuti colpevoli di avere torturato, con il tramite dei loro cani, numerosi animali selvatici. Volpi, tassi ed altri animali, snidati dai cani che venivano incitati a sbranare. Nei filmati diffusi ora dalla RSPCA si vede il gruppetto incitare e divertirsi con un loro cane intento a sbranare una volpe. Il piccolo animale viene a volte allontanato dai feroci morsi del cane, legato ad una corda ed esposto, ancora vivo, tra le risate generali. A quanto pare gli inquirenti hanno rintracciato numerosissime prove testimoniali, soprattutto file video, in parte riconosciuti dai tre.

A tutti i componenti del gruppetto è stata vietata la detenzione dei cani per almeno 10 anni.

Uno dei tre imputati, nel corso dell’udienza, è stato visto sorridere. In particolare sarebbero stati ritrovati, proprio a quest’ultimo, migliaia di immagini che ritraggono le incredibili sofferenze inferte agli animali selvatici. Per due dei tre personaggi, trovati in possesso di uccelli selvatici morti, anche il divieto di possesso di volatili.

L’Ispettore della RSPA che ha condotto l’inchiesta ha riferito come nei suoi 23 anni di servizio questo rappresenti il peggiore caso del quale si è dovuto occupare. Un fatto, ha riferito l’ispettore, di certo fuori dal comune. Per la RSPCA l’aspetto più importante della sentenza è il divieto imposto sulla detenzione dei cani.

I tre uomini, originari della contea del Lincolnshire, sono stati giudicati dal Tribunale di Grimsby, nel nord est dell’Inghilterra. Proprio in quei luoghi erano pervenute numerose segnalazioni di crudeltà compiute con il tramite dei cani, ai danni di animali selvatici. Poi le indagini della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, e la condanna.
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