GEAPRESS  – Incaprettato, come i cani di alcuni pastori nel passato rinvenuti, ed i più famosi morti di mafia. A Remì, meticcio color miele di piccola taglia, gli avevano stretto una corda nella zampa posteriore destra ed al collo. Il cane, sfinito dalla mortale posizione, man mano che si rilassava di fatto si strozzava. La sua odissea però ha avuto una fine non prevista da chi aveva escogitato il crudele meccanismo di tortura. Remì è stato notato da un signore di San Giovanni Incarico (FR) che è riuscito a togliergli la corda dal collo. La storia a questo punto si è ancor di più incredibilmente prolungata. Remì, infatti, si è rintanato nel magazzino del signore, ed è rimasto lì per una settimana con la corda stretta alla zampa. Usciva solo di notte per i bisogni. Di giorno, invece, rimaneva nascosto terrorizzato nel magazzino, pur bevendo e mangiando quanto gli passava il signore il quale ha pure provveduto a somministrargli dell’antibiotico.

Domenica pomeriggio arriva la svolta. L’incredibile storia viene raccontata a Monica Iacomini, che da anni si prodiga per i randagi di Rignano Flaminio (FR) ed altri centri della provincia. Monica si attiva subito ed arriva alla casa del signore che comunque, pur a modo suo, ha salvato il cane da morte certa.

Non riuscivo a credere ai miei occhi – ha dichiarato a Geapress Monica Iacomini – Come abbia fatto Remì a resistere per tutto questo tempo è un mistero. Non vi dico quando, dal veterinario, si è riusciti a togliere la corda che gli stringeva la zampa. Una ferita profonda. C’erano pure le larve delle mosche”.

Su chi abbia potuto fare una cosa del genere Monica non ha molti dubbi. “Solo un atto di sadismo. Abbiamo saputo in passato di alcuni cani maremmani dei pastori ai quali non servivano più, ma non è sicuramente il caso di Remì. Forse – ha aggiunto Monica – il crudele scherzo di qualcuno, mi auguro che non siano ragazzini. Non vi dico la tenerezza che faceva il cagnetto. Con quella ferita, eppure in un certo senso ci aiutava. Ci basta intanto che non gli manchi la fame.

Ogni tre ore presso la clinica veterinaria ove Monica lo ha ricoverato, Remì viene sottoposto a lavaggio e disinfezione della ferita. I veterinari stanno facendo di tutto per salvargli la zampa. Il cagnetto è molto dimagrito, ma per fortuna l’appetito non gli è passato. Speriamo bene.(GEAPRESS – riproduzione vietata senza citare la fonte).