GEAPRESS – E’ stato convalidato dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio, dott.ssa Nicoletta Guerrero, il sequestro richiesto dal PM dott.ssa Alessandra Nadia Calcaterra che fa seguito ad un sopralluogo congiunto dei Carabinieri di Mornago (VA) e del Servizio Interprovinciale Tutela Animali diretto dall’Ing. Francesco Faragò. Il tutto, poi, a tutela anche della Riserva Naturale “Palude Brabbia” gestita dalla LIPU.

Una sorta di canile, dove venivano detenuti due cani dobermann, un incrocio di pastore tedesco, un cocker, ed un bull terrier

Stante il comunicato dello stesso SITA, nel luogo sarebbero stati ritrovati rifiuti anche di natura pericolosa, come nel caso delle lastre di eternit. Poi plastica, lamiere, ferraglia, materiali edili vari, copertoni carcasse di autoveicoli ed i cani. Sconfortante il verbale del Medico Veterinario nominato Ausiliario di PG.

Condizioni igienico-sanitarie e di benessere alquanto precarie, ovvero, riferisce sempre il Servizio Interprovinciale Tutela Animali, cani in condizioni incompatibili con la loro natura e produttiva di gravi sofferenze. Serragli realizzati in rete metallica privi di protezione dal gelo e dalle intemperie ed animali che in tal maniera sarebbero stati costretti a stabulare sul nudo terreno. Questo, all’atto del sopralluogo, si presentava fangoso ed imbrattato di feci in copiosa quantità.

I due dobermann, un maschio ed una femmina, ed il bull terrier, sarebbero inoltre stati costretti a stabulare anche su una porzione di terreno coperta da sassi e ciottoli. Una stabulazione, riferiscono gli inquirenti, alquanto fastidiosa e dolorosa. Probabilmente dovuta all’inidoneità della superficie, oltre che alle ridotte dimensioni del serraglio, era l’atteggiamento di valgismo del bull terrier, ovvero la postura scorretta degli arti.

Le cucce, inidonee a proteggere dal freddo, erano  sistemane nei serragli che presentavano rilevanti spuntoni metallici. Forse a questo erano dovute le lesioni che presentava la femmina di doberman la quale, assieme al maschio, era vistosamente sottopeso.

Il proprietario è stato pertanto denunciato in base agli articoli 727 C.P. (inidonee condizioni di detenzione) e 544/ter (maltrattamento di animali). I poveri cani sono stati sottoposti a sequestro preventivo, così come le strutture.

Gravi le ricadute ambientali anche perchè i serragli erano realizzati in area sottoposta a vincolo paesistico-ambientale. Nessun permesso per costruire, così come nessuna autorizzazione sanitaria.

I cani sono ora in un canile autorizzato, affidati in custodia giudiziaria al Sindaco di Inarzo (VA). Era stato lo stesso Sindaco a chiedere l’intervento delle autorità. A lui ed ai Carabinieri di Mornago (VA) vanno ora i ringraziamenti del SITA.

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