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GEAPRESS – Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia, ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Come è noto sulla proposta erano sorte molte polemiche in casa animalista in merito alla possibile non punibilità dei reati previsti dalla legge contro i maltrattamento di animali. Le pene, infatti, non essendo particolarmente significative sarebbero entrate “di diritto” nella proposta che vorrebbe taluni reati non punibili, sebbene a determinate condizioni.

Il Governo ha ora  approvato che il Giudice nel valutare il fatto e stabilire così l’eventuale non punibilità del reato, deve “tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale“.  Il contraddittorio, cioè, evita l’automatica impunibilità. Secondo alcune associazioni, però, sarebbe proprio la “persona offesa” a creare qualche confusione. Chi è la persona offesa? La possibilità, poi, che quest’ultima si possa opporre all’archiviazione, potrebbe non salvare chi in realtà non è in grado di poterlo fare, ovvero gli animali. Il tutto deriva da un altro limite dalla tanto decantata legge 189/04 che tutela, infatti, il sentimento delle persone verso gli animali e non gli animali in quanto tali.  Nel testo approvato dal Governo non possono inoltre essere archiviati i reati che riguardano comportamenti messi in atto con “crudeltà”.  Dunque anche i reati di maltrattamento ed uccisione perchè validi nel caso di crudeltà (dolo).

Ad ogni modo, secondo alcune note di stampa circolate nei giorni scorsi, il Ministro della Giustizia Orlando si sarebbe espresso per l’esclusione dell’impunibilità nei confronti dei reati in danno agli animali. In altri termini sarebbero rimasti punibili nelle forme attuali, per quel che possono.

Inoltre, nel corso dei lavori della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati,  il reato di uccisione sembrava automaticamente escluso dall’ipotesi di non punibilità, dal momento in cui “l’evento morte è incompatibile con il concetto di tenuità dell’offesa“. Quest’ultimo concetto è un’altra scriminante voluta dal testo di legge. Lo stesso parere della  Commissione venne tra l’altro condizionato dal fatto che l’offesa non poteva essere ritenuta di particolare tenuità, nel caso si fossero adoperate “sevizie o l’aver agito con crudeltà o in violazione del sentimento di pietà per gli animali … “.

Si attende, pertanto, di leggere il Decreto Legislativo ieri esaminato, per sapere di eventuali modifiche, ma la vicenda rimanere poco chiara.

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