GEAPRESS – Non nega, il Sig. Mario, di avere seppellito Jerry, ma era morto. O almeno così a lui sembrava, non lo ha fatto intenzionalmente. Chiede scusa ed annuncia che al processo tutti quelli che lo conoscono andranno a testimoniare per lui. Il Vigile della Polizia Municipale intervistato da Giulio Golia, nel bel servizio de Le Iene andato in onda ieri sera (VEDI VIDEO), non sembra, però, pensarla alla stessa maniera. Ne è certo anche Andrea, il passante a cui Jerry deve la vita. La Veterinaria del canile di Brescia piò o meno egualmente si esprime. Se è resuscitato, bisogna avere molta fede, dice

Ma lui, il Sig. Mario, insiste. Sembra piangere e continua a ripetere che non è un mostro. Così di difende. Ma cosa farà la sua difesa (quella del Tribunale)? E’ probabile che sosterrà in particolar modo quanto in una frase riferita dal Sig. Mario a Giulio Golia, “non l’ho fatta con l’intenzione di farla”. In questo caso, per quanto grossolano possa essere stato l’errore, non potrà essere condannato per maltrattamento di animali.

Il reato di maltrattamento, ma anche di uccisione di animali, non valgono per le condotte colpose (negligenze ed errori). Chi commette un atto criminoso, cioè, deve compierlo con volontà e coscienza. Deve avere, per dirla con parole del Sig. Mario (ma anche della Cassazione), intenzionalità. Gli errori e le negligenze, con la nuova legge, rimango impuniti. Non era così neanche con il vecchio articolo 727 sul maltrattamento di animali. Un reato contravvenzione, più blando rispetto ai delitti di oggi, che però sono stati adeguatamente epurati dall’applicazione nel caso di condotte colpose.

Se così non fosse stato il Sig. Mario poco aveva da gustificarsi. La sua negligenza (ovvero la colpa) sarebbe già scaturita dal non aver portato Jerry da un Veterinario per farsi rilasciare un certificato di morte propedeutico alla cancellazione dall’anagrafe canina (ammesso che Jerry fosse stato veramente padronale). La sua negligenza sarebbe, inoltre, scaturita dal non avere consegnato il cane ad una struttura abilitata al trattamento delle spoglie, come prevede la legge. In entrambi i casi Jerry, vivo come improbabile morto, si sarebbe salvato. Ora il Sig. Mario dovrà pagare forse una sanzione per l’anagrafe canina, e probabilmente finirà sul penale per lo smaltimento illecito. Sul maltrattamento, però, forse …. . Si vedrà.

Incongruenze di una legge che, nel caso di un quadro probatorio difficilmente confutabile, consiglierà al Sig.Mario di accettare un evenutale Decreto Penale di Condanna. Niente dibattimento, cioè. Meglio subito una pena ridotta che trovarsi contro sia la Pubblica accusa che gli Avvocati delle numerose Associazioni animaliste che sosterranno che non poteva non sapere che il cane era vivo. Ed allora, il Sig. Mario (persona già avanti negli anni e forse un pò sbadato), mentiva o diceva la verità? Tutto al processo (se ci sarà) non potrà tenere conto di questa domanda. Per chi non è d’accordo non può che prendersela con chi ha voluto la legge 189/04. 

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