pastore tedesco
GEAPRESS – E’ avvenuto quasi tutto di sabato, o quasi. Condizioni descritte in maniera tremenda quelle nelle quali sarebbero stati trovati, fino in alcuni casi alla morte,  cani detenuti in varie regioni d’Italia.

Chiusi addirittura nel bagno di un pullman proveniente dalla Romania, sarebbero stati ritrovati cinque cuccioli di varietà Bichon-Frisè. Il fatto è avvenuto nel valico di Fernetti e ad intervenire è stata la Polizia Frontaliera di Trieste. L’autista, di orgine romena, è stato cosi soggetto ad una sanzione amministrativa per violazione della cosiddetta “legge cuccioli”. Gli animali sarebbero stati trovati privi di microchip e di passaporto.

Detenuti in un canile che si presume sia irregolare, sono invece ben 32 cani, di cui due privi di microchip. La struttura si trova  nelle campagne di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Ad intervenire i Carabinieri del locale Comando Stazione. Quattro persone denunciate per maltrattamento.

Contro un canile nei pressi di un CRAS di Ravenna, torna invece a scagliarsi Davide Battistini, l’animalista romagnolo noto anche per lo sciopero della fame in favore di una legge che vieti la catena ai cani. Norma regionale in effetti poi approvata ma recentemente amputata grazie ad un emendamento che ha inficiato le norme relative alle dimesioni dei box. Secondo Battistini il canile ora nuovamente criticato, presenterebbe nei box in cemento, ciotole di metallo con acqua da bere. Il tutto, però, sarebbe stato esposto sotto il sole.

Ad Andria (BT), invece, la denuncia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Secondo gli animalisti, proprio sabato scorso sarebbe iniziato il trasferimento di 55 cani ospiti presso una struttura locale, verso una srl già nota per precedenti polemiche. Per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si tratterebbe  del risultato di anni di cattiva gestione del fenomeno del randagismo in Puglia. Un fatto ancora più grave, riferisce sempre la Lega per la Difesa del Cane in merito a quanto avvenuto ad Andria, considerata proprio la piaga del randagismo che dilaga nella Regione. Secondo gli animalisti, sulla base di un risparmio di cinque centesimi a cane (quota giornaliera) il Comune avrebbe preferito una struttura con una autorizzazione di detenzione cani ben superiore alla prima.

Appena pochi giorni prima di sabato, invece, un grave fatto a Monte San Vito, in provincia di Ancona. Le Guardie Zoofile del Nucleo Ispettivo avrebbero rinvenuto in una abitazione privata due cani in precarie condizioni di detenzione. Uno, in modo particolare, si sarebbe presentato con il respiro affannoso ed all’interno di un piccolo box. All’arrivo di Carabinieri e Veterinari ASL, però, il cane pastore tedesco era già morto.

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