tacco a spillo
GEAPRESS – Piccoli animali schiacciati con i piedi. Una forma di feticismo che pone un ideale o reale partner sessuale calpestare cose ed esseri viventi. Schiacciare con i piedi come sedersi sull’indifeso animaletto.

Una variegata potenzialità di comportamenti che appagano sessualmente e che, grazie allo sviluppo del web, hanno trovato un pubblico sempre più vasto. Fotografie e video finiscono infatti nelle rete, spesso senza alcuna schermatura. Chi commette il reato? Verrebbe da dire sia l’esecutore che il consumatore, ma le cose potrebbero non stare così.

Il fenomeno, studiato proprio sotto il profilo del reato di maltrattamenti di animali, è stato analizzato dalla dott.ssa Annalisa Gasparre, redattrice della rivista giuridica “Persona e Danno” ed esperta di diritti animali.

Interessante notare come la violenza contro gli animali, non è la sola alla base del piacere sessuale. Anzi, questo aspetto potrebbe realizzarsi un po’ ovunque (ivi compresi, macelli ed allevamenti). Quello che caratterizza il fenomeno è proprio l’atto del calpestare.

Dunque, fino a quando il pensiero perverso, entra nella sfera di applicazione del reato?

Malattia mentale o mero comportamento atipico – riferisce la dott.ssa Gasparre – quel che è pacifico è che quando si ledono beni giuridici consacrati in previsioni penali, si abbandona la speculazione scientifica della diagnosi medica per intraprendere un periglioso cammino sul terreno della punibilità penale di quei comportamenti comunque realizzati da (o per) soggetti con disturbi parafilici oppure seguaci di comportamenti sessuali atipici senza connotazioni patologiche in senso clinico”.

In altri termini, non è il … pensiero, ma il suo trasporsi in un atto reale a prefigurare il reato.

Un esempio immediato è costituito dalla stessa produzione di video o foto in cui sono calpestati animali. Già la produzione, infatti, è vietata in Italia trattandosi di una pratica che produce maltrattamento e uccisione di animali. Comportamenti penalmente perseguibili.

Un campo diverso riguarda però i consumatori. Quasi una incongruenza visto che sono loro ad alimentare l’insano mercato.

Quanto la nostra legislazione è preparata per affrontare l’argomento?

“Nessun dubbio che provino piacere sessuale – riferisce la dott.ssa Gasparre – ma a danno di innocenti. Questo non è giustificato, non merita tolleranza. Anche se non punibili alla stregua delle leggi vigenti – fuori dai casi di configurabilità del concorso di persone – sono loro i mandanti; in proposito, si auspica un intervento legislativo che punisca anche la detenzione, la diffusione, il commercio, la cessione, lo scambio di materiali zoo-pornografici, oltre all’utilizzo di animali per la realizzazione e la produzione di detto materiale, così come avviene per i materiali pedo-pornografici“.

In definitiva, se è vietato produrre, così deve anche essere per il “consumo”.

L’argomento è trattato in maniera esaustiva nel libro “LA FRONTIERA “PORNO” DEI DELITTI CONTRO GLI ANIMALI” edito da AracneEditore, e prende spunto da un caso realmente accaduto in Italia  che ha visto come protagonista una insospettabile signora.

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