GEAPRESS – Il sospetto degli inquirenti era che si trattasse di cani “testati”, ovvero provati a quelle condizioni e poi destinati, secondo gli usi della zona, per l’attività venatoria o la ricerca dei tartufi. Un caso non isolato e diffuso anche nei Comuni limitrofi a Montefranco, in provincia di Terni.

In tutto otto cani. Sei, senza microchip, legati a spezzoni di catena lunghi poco più di un metro e quindi, dicono al Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione di Arrone, fortemente limitanti nei movimenti. Altri due cani, questa volta provvisti di chip, erano invece vaganti nei pressi. Per i sei alla catena come unico riparo una tettoia giudicata fatiscente, assenza di pavimentazione, niente cibo ed acqua poca, sporca e maleodorante.

Per il quarantaquattrenne proprietario dei cani è così scattata la denuncia per maltrattamento di animali, oltre che 600 euro di sanzione per la mancata microchippatura. Tutti i cani sono stati sequestrati ed affidati in custodia al canile di Colleluna, sempre in provincia di Terni.

Appena lo scorso gennaio, un altro grave episodio era accaduto a non pochi chilometri da Terni. Un cane da caccia centrato da un colpo partito da un fucile che gli era stato verosimilmente poggiato sulla testa (vedi articolo GeaPress, ATTENZIONI IMMAGINI FORTI).

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