Il cane nel catrame – le foto degli ultimi attimi di vita
Il racconto di chi ha trovato il cane.
GEAPRESS – Le foto che vi mostriamo sono state scattate poco prima che il povero cane, rimasto bloccato in un fusto di catrame in contrada Sambatello (RC), morisse. Il cane, sebbene sia stato rimosso solo lunedì pomeriggio, è rimasto invischiato in quella morsa letale, venerdì sera (vedi articolo GeaPress). E’ morto sabato intorno alle 11.30 e poco prima sono state scattate quelle fotografie. Ad udire i guaiti, già in piena notte, è stato Giovanni Viola. Il sabato mattina era alla ricerca del cane.
“Incontrando delle persone – riferisce Giovanni Viola a GeaPress – mi hanno detto di quel cane. Mi era sembrata una storia assurda, ma ho dovuto ricredermi. Quando ho raggiunto il posto erano all’incirca le 9.00. Il cane era ormai stremato. Abbiamo tentato di dargli dell’acqua, lo abbiamo bagnato un poco, di sicuro quella notte deve aver fatto di tutto per tirarsi fuori da quella trappola”.
Giovanni Viola inizia a chiedere aiuto. Quel cane è come cementato. Il sole picchia duro. Lui è lì dentro, nel catrame. “Confermo che nessuno mi ha aiutato, ho ricevuto risposte tremende, mi viene difficile ricordare, lo sguardo spento, poi ha aperto la bocca, il catrame è iniziato ad entrare, momenti tremendi, non riesco proprio a raccontarli. Mi dispiace veramente – riferisce ancora scosso Giovanni Viola – non doveva finire così. Io ho fatto quello che dovevo fare, poi ho visto tanto clamore. Mi sento di ringraziare l’Associazione Dacciunazampa, si sono allertati subito. Lì non sapevo cosa fare. Avevo pensato di gettare in terra quel fusto, ammesso che ci fossi riuscito per il peso – aggiunge Giovanni – ma con quale esito? Vedere sommergere il cane dal catrame? Mi viene veramente difficile ricordare quei momenti”
Incredibilmente qualcuno è venuto a controllare l’eventuale presenza del microchip. Il cane era ancora in vita, ma un ulteriore rimpallo di telefonate l’ha condotto verso l’epilogo di una agonia atroce. Il bidone è ancora lì.
Intanto, stamane, il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa ha ricevuto i volontari dell’Associazione Dacciunazampa Onlus il quali, appena contattati si precipitarono sul posto per salvare il cagnetto. Purtroppo non c’era più niente da fare. L’incontro è stato voluto dalla stesso Presidente.
“Il Presidente della Provincia ci è sembrato molto colpito dall’accaduto – ha dichiarato a GeaPress Giulia Curci, volontaria di Dacciunazampa onlus – E’ stato molto deciso non solo nel condannare l’accaduto ma anche nel chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità del mancato soccorso “.
Durante l’incontro il Presidente della Provincia di Reggio Calabria si è mostrato interessato all’attività dei volontari animalisti, dichiarandosi disponibile ad affrontare con urgenza il problema del randagismo. “Ci ha riferito di un problema inderogabile – ha riferito Giulia Curci – un problema che oltretutto deve essere valutato anche sul piano della sicurezza delle persone. Ci ha fatto inoltre molto piacere sentir dire che c’è tutta l’intenzione di verificare le richieste di aiuto inascoltate“.
E’ proprio questo uno dei punti dolorosi della vicenda. Autorità, ma non solo. Anche importanti Associazioni che potrebbero non avere colto in tempo la tragedia in atto in contrada Sambatello. Polemica che rischia di ampliarsi nel momento in cui vi sono state alcune prese di posizione a livello nazionale.
“Ho sentito parlare di denunce a livello nazionale – riferisce a GeaPress Candida Naccarato, Presidente dell’Associazione Dacciunazampa onlus – Sono contenta, così vediamo di capire chi, contattato, anche tra le associazioni, non è intervenuto. Sul territorio, a Reggio Calabria, ci siamo noi senza alcuna pubblicità, per questo ci fa piacere, veramente, essere state contattate dal Presidente della Provincia. Ci ha ricevuto, abbiamo sentito la nostra Istituzione vicina.”
Ma chi sono i volontari di Reggio Calabria? Sedici soci attivi iscritti a Dacciunazampa onlus. Da dieci anni, ancor prima che fosse costituita l’Associazione, lavorano per gli animali. Spendono tempo e denaro e c’è pure chi, a pochi giorni dal parto cesareo, era in strada a prodigarsi per i randagi. La giornata è scandita tra lavoro, famiglia ed il piccolo rifugio dove sono accolti solo una parte degli animali bisognosi. Poi la Clinica Veterinaria Camagna, che non fa mancare mai il suo aiuto. La restante parte dei cani, circa una decina, sono tenuti, a spese dei volontari, presso una pensione. Tante storie di cani salvati ed adottati. Dag, trovato a Melito all’interno di un canale. In quella situazione è rimasto bloccato per quattro giorni. Salvato da Dacciunazampa onlus, si trova ora a Brescia. Poi Lauretta, una beagle di Saline Ioniche. Era pelle ed ossa, abbandonata in spiaggia. Si trova ora a Milano. E poi LIPU, anche se purtroppo non c’è più. Il nome non è casuale. “Mi dispiace che la LIPU sia rimasta coinvolta in queste polemiche – dichiara Candida Naccarato – loro fanno un lavoro meraviglioso e rischioso contro il bracconaggio. Sono in campo, qui da noi il bracconaggio è pesante. Non c’entrano con le chiamate di soccorso per il cagnetto, anzi tempo addietro mi contattarono proprio per LIPU, una femmina di pastore tedesco in condizioni tremende all’interno di un casolare. Le volontarie del campo antibracconaggio furono gentilissime e con loro siamo state a lungo in contatto. Ricordo pure un piccolo aiuto e non a caso quel cane venne da noi chiamato LIPU. Ma con gli altri …, mi dispiace non c’era nessuno. Ho visto altre associazioni che sono state, poi, alla ribalta a livello nazionale per questa storia. Quel cane, però, è morto dopo ore. Immaginate cosa deve aver significato. Bloccato nel catrame.”
Il sospetto per ora rimane tale, ma qualcuno si chiede come, pur nell’ipotesi che abbia saltato il muretto, un cane possa essere finito proprio nel bel mezzo del fusto di catrame.
Per il resto, oggi è un altro giorno “ma senza dimenticare“, tengono a dire le volontarie di Dacciunazampa onlus. Rifugio, sterilizzazioni, cani ricoverati, recuperi e salvataggi, come doveva essere anche per contrada Sambatello “Oggi a Sambatello, domani a Gallico o in un altro posto – afferma Giulia Curci – qui è una emergenza quotidiana“.
Ieri le Associazioni aderenti alla Federazione presieduta dall’On.le Michele Brambilla, erano intervenute sull’accaduto chiedendo di fare luce sulla vicenda, specie in merito ai mancati soccorsi.
Anche un’altra Associazione, l’UGDA, Comitato Garante per i Diritti Animali, che si avvale dell’esperienza di legali specializzati, ha annunciato una denuncia collettiva. La LIPU di Reggio Calabria, impropriamente chiamata in ballo nella vicenda, ha invece specificato di non avere ricevuto alcuna telefonata e che i suoi volontari hanno conosciuto ed apprezzato il lavoro di Daccilazampa onlus.
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le persone che hanno lasciato morire con una agonia allucinante questo cagnolino devono pagare cara… e andare in prigione, la legge esiste basta rispettarla….. inoltre aggiungo: queste persone che hanno ucciso il cagnolino perchè è morto proprio perchè chi doveva portare il cagnolino in salvo non l’ha fatto dico che la loro vita deve essere una menzogna…. potranno avere una bella casa una famiglia e degli affetti… ma di certo un comportamento del genere non è da essere umano….. per quello che mi riguarda a mio pensiero umano per me sono degli asssini veri e proprio!!!
MI FA TROPPO MALE QUESTA BRUTTA STORIA, LO SO NON E’ L’ UNICA, SONO TROPPE INFINITE …A VEDERE QUESTA POVERA ANIMA E SAPERE CHE AVREBBE POTUTO ESSERE SALVATA ::E’ INA COSA TERRIBILE; CHE MI FA SENTIRE IN QUALCHE MODO RESPONSABILE , ANCHE SE SONO LONTANA DALL’ ACCADUTO !!! LE LACRIME MI SCENDONO ANCHE INVOLONTARIAMENTE , OGNI VOLTA CHE RIGUARDO LE FOTO O LEGGO O RIPENSO A QUESTO POVERO CANE !!!!!!COSA PUO’ PASSARE NELLA TESTA E NEL CUORE DI UN ESSERE VIVENTE CHE STA AGONIZZANDO E QUANDO I SUOI OCCHI CHIEDONO AIUTO E NESSUNO PUO’ O VUOLE SALVARLO E I SUOI LATRATI …MI SEMBRA DI SENTIRLO!!! DIOMIO!!!!! PERCHE’ NON STAI QUALCHE VOLTA DALLA LORO PARTE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11
La rabbia si deve trasformare in cambiamento..
.e i cani del sud hanno bisogno di tutti ….
… sarei morta piuttosto che lasciarlo li dentro a patire. altro che aspettare il veterinaio! ma riesce ancora a dormire la gente la notte??? Non ci dormo io che l’ho saputo a cose fatte e a km di distanza…
Non riesco a guardare queste immagini senza sentire ribrezzo e vergogna al pensiero di appartenere alla stessa specie di chi è stato con le mani in mano,senza far nulla, quando ancora si poteva tentare di fare qualcosa per salvare questo povero tesoro!
Il mio ringraziamento a Dacciunazampa. Se solo qualcuno si fosse dato da fare per tirarlo fuori da quell’inferno e non avesse aspettato o/e contato solo sugli “altri”…Vergognatevi!
mi fa troppo male guardare…. io spero che lui stia meglio (anche se non sono cattolica) e che la sua sua morte possa portare casini a qualcuno (anche se ho i miei dubbi). E’ troppo atroce tutto ciò.
non deve e non può finire così questa storia orrenda …vergogna!!!!
Ma chi ha fatto le foto, non poteva in qualche modo cercare di tirare fuori quel povero cane?
Non è una critica ma una domanda…
Credo sarebbe stata un’ operazione difficile ma non impossibile.
quello sguardo..ti trapassa l’anima!!!!!!!!!perdonaci.
Non posso non pensare alla tua agonia.Non posso pensare a chi ti è passato accanto e ti ha lasciato morire lentamente. Chi doveva intervenire non è intervenuto , e tu che lo hai visto agonizzare DOV’ERI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A VOI CHE LO AVETE LASCIATO MORIRE NELL’INDIFFERENZA :
NON ABBIATE PIETA’ PER ME, ABBIATE PIETA’ PER VOI.
VOI CHE MENTRE MI TRASCINAVO NELLA DISPERATA RICERCA DI CIBO E DI ACQUA FUORI DALLE VOSTRE CASE, FUORI DAI BEI GIARDINI, VOI CHE MI GUARDAVATE CON INDIFFERENZA CON DISPREZZO. VOI CHE QUANDO LE FORZE POI MI HANNO ABBANDONATO , MI AVETE GUARDATO NDIFFERENTI E SIETE PASSATI OLTRE……………………………..
NON ABBIATE PIETA’ PER ME…ABBIATE PIETA’ PER VOI. LUI ADESSO è FELICE MA VOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cosetta Prontu
Che orrore! ma non si può continuamente sentire storie orrende se poi non ne arrivano di peggiori. E’ ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Chi ha fatto questo non merita l’appellativo di “umano”. Chi ha compiuto questo gesto verso una creatura indifesa è un infame.
SE FOSSE STATO UN BAMBINO MILLE DONNE E MILLE UOMINI LO AVREBBERO SALVATO ERA SOLO UN CANE SIETE DEI MOSTRI MA TUTTO SI PAGA PER VOI ERO SOLO UN CANE PER LA NATURA UN FIGLIO ! PAGHERETE MADRE NATURA VENDICA SEMPRE I SUOI FRUTTI…
Volere e’ potere. Si vergogni chi non ha fatto niente o non ha fatto abbastanza. Anche se il catrame si era indurito sono sicura che con gli strumenti che ci sono oggi si poteva almeno tentare di spaccare quel fusto. Girano in TV immagini edulcorate della Calabria, nell’intento di attirare il turismo. Ma sono queste le immagini che noi non dimenticheremo.
Cavolo dela miseria se fossero intervenuti i vigili del fuoco lo avrebbero liberato in poco. Eppoi un muratore o un fabbro dela zona perchè non hano tentato accidenti…..Poi un ombrellone sul cane la mattina stessa e dell’acqua per evitare il forte calore. Si poteva sfondare il bidone e scavare nel catrame con uno scalpello. Mille cose si potevamo fare e nessuno ha fatto niente. care istituzioni e cari cittadini dove è finita l’umanità!! Io sono della sicilia, non ci lamentiamo se poi parlano male del sud. Evidentemente hanno spesso ragione……….
I viigli del fuoco intervendo lo avrebbero liberato in poco. Un ombrellone sul cane per attenuare il calore, dell’acqua in una bacinella per farlo bere, bagnarlo continuamente. Poi spaccare il fusto e scavare nel catrame con una mazzetta o altro. Poi non ci sono muratori o fabbri in zona??? Cosi non va………………!!!!!!
povero cucciolo
Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa è da anni che i suoi “colleghi” promettono giustizia per queste vergogne italiane. E’ da anni ma tutto tace, mai nessun delinquente è stato individuato e punito! Sarebbe ora di cominciare sul serio………se non volete farlo per gli animali, fatelo almeno per il brutto ritorno che questi fatti avranno sul turismo nelle vostre terre…….
E poi scusate ma sinceramente io non ci credo che questo povero cane sia finito dentro il bidone di catrame da solo, non-ci-credo!
SARA, MI DISPIACE DIRLO, MA FORSE NEANCHE SE FOSSE STATO UN BAMBINO LO AVREBBERO AIUTATO.. DIPENDE DA CHI T TROVI DAVANTI, IO SONO SICURA CHE QUALCUNO SE NE SAREBBE FREGATO ANCHE DI UN BAMBINO IN QUELLE CONDIZIONI. E SAI PERCHE’ ? PERCHE’ ORMAI CERTE PERSONE D UMANO NON HANNO PIU’ NIENTE, VIVONO LA LORO SCHIFOSA GIORNATA SOLO X SE’ STESSI E BASTA. SONO ARIDI, IL LORO CUORE SE ESISTE E’ SECCO, SENZA SENTIMENTI… E A QUESTI IO AUGURO SOLO MALE, MALE CHE LORO STESSI GENERANO E CHE EMANANO. PER ME LA VITA DI UN ANIMALE E’ UGUALE ALLA VITA DI QUALSIASI ALTRO ESSERE UMANO, PERO’ QUANDO LEGGI QUESTE COSE CHE T FANNO VERAMENTE MALE AL CUORE CAPISCI CHE PER TANTI LA VITA NON SIGNIFICA PIU’ NIENTE, LORO STESSI SONO SOLI MORTI VIVENTI NEL VERO SENSO DELLA PAROLA, MA STERILI DI OGNI SENTIMENTO.
C’è in TV uno spot sulla Calabria: mare, sole, paesaggi bellissimi e, poi, la vicenda di quest’anima innocente lasciata morire nel catrame , sotto il sole. fNon ho mai particolarmente amato l’Italia anche se sono italiana adesso poi mi vergogno di esserlo. C’è una marea di gente che è pagata per NON fare il proprio lavoro e se fossimo in un paese civile il veterinario che siè limitato a guardare il cane e constatare che è “solo” un randagio dovrebbe essere immediatamente radiato! Ma stiano tranquilli laggiù: non succederà niente a nessuno e tutti potranno tranquillamente aspettare la prossima atrocità. Al piccolo amore dico solo: riposa in pace nel Paradiso degli animali troverai coccole e carezze, alberi e prati e tanta acqua fresca!
C’e’ qualcosa di poco chiaro nella vicenda…la bestiola e’ finita(?) nel bidone quando il catrame era fluido e con le sue forze non e’ piu’riuscito ad uscire…ma perche’ il catrame era fluido e dopo poche ore si e’ solidificato?Era stato riposto nel bidone poco dopo l’uso e quindi ancora caldo? e’ un tipo di bitume che viene utilizzato a freddo? in questo caso chi lo ha usato lo ha fatto poco tempo prima della tragedia…. possibile che non si sia accorto di niente?perche’ poi lasciare il bidone aperto sapendo che da li’ a poco sarebbe diventato inutilizzabile?
SIETE DEI MISERABILI IMPIASTRI !!!!!!!!
Spero vivamente che chi ha colpe paghi questa volta.
Cose come questa non devono accadere in un paese civile. Se non verrà fatta giustizia boicotterò la Calabria per le mie future vacanze estive.
Se trattano cosi un essere vivente c’è davvero d’aver paura, sicchè lì fino a quando le autorità no navranno fatto giustizia non ci metterò piede.
Giulia
Firenze (Toscana)
Il cane ha potuto piangere. Ma c’e’ un grido silenzioso che si leva e che dovrebbe veramente spaventarci. Ascoltate l’esperienza di Gianna Jassen. Chi e` innocente di fronte a questa strage di innocenti?
Solo una parola: VERGOGNA.
Ci sarà un motivo se la chiamano Calafrica !
Miserabili !!!!
forza usiamo la nostra indignazione!!!! facciamo sentire il nostro sdegno per la morte atroce,seguita da un’allucinante indifferenza che ha dovuto subire questa povera creatura…se andate su agireora hanno impostato una lettera da inviare sia al sindaco,che a varie autorita’ del paese…..intasiamo la loro posta elettronica. non gli possoniamo permettere di “scordarsi”le pene che questo cane ha dovuto subire….scriviamo…scriviamo.
ma fanno proprio schifo le dovrebbero arresare
perdiamo troppo tempo a chiedere aiuto a telefonare alle autorita’ che si passano la palla………vergognamoci!!!