GEAPRESS – E dire che nell’articolo dove si rendeva conto del bel servizio di Striscia La Notizia sui cani del cacciatore di Rusino (vedi articolo GeaPress) avevamo ricordato gli animali di Poggibonsi (vedi articolo GeaPress). Lì alcuni di loro erano morti, tra cui un Pit Bull, dopo le fitte nevicate dei giorni antecedenti. Sembrerebbe che il proprietario non si fosse neanche recato per alimentarli. La temperatura era scesa sotto zero ma, incredibilmente, non è mai scattato il sequestro per i superstiti. Misteri veterinari, anzi dei veterinari del servizio pubblico.

Indovinate, invece, quanti gradi sottozero vi erano a Rusino? Quindici! Ed i cani erano lì senza valida copertura, anzi con i tetti cadenti per neve e l’acqua gelata nelle ciotole (quando c’era). A misurare la temperatura (molto alta) del degrado di quella ignobile struttura ci aveva pensato l’Associazione AmiciCani che aveva risposto all’appello di una cittadina fin dal 14 gennaio scorso. Le gabbie sporche, l’acqua gelata, il cucciolo morto da tempo, le ferite, tutto documentato grazie alla collaborazione con le Guardie dell’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) di Parma. ANPANA e AmiciCani avevano infatti formalizzato un esposto alla Procura della Repubblica di Parma.

Si scopre così che quella situazione era nota da almeno due anni (!) e che il Comune era intervenuto chiedendo le migliorie necessarie e la microchippatura dei cani. Un’altra dimenticanza del cacciatore di cinghiali proprietario delle sfortunate creature. Ora la storia si ripete. Grazie al servizio di Striscia la Notizia, così come riportato ieri dalla Gazzetta di Parma, sono intervenuti Veterinari pubblici e NAS. Cosa avrebbero riferito i veterinari ASL? Ecco, secondo la Gazzetta: ” Ora i box sono coibentati, gli animali non sono deperiti né presentano maltrattamenti – spiegano dal Servizio Veterinario – Il cane da caccia se subisce violenza diventa remissivo e assume un atteggiamento di difesa, mentre i cani di Rusino erano tranquilli e mansueti. Oggi come oggi non riscontriamo particolari criticità“.

Speriamo allora nell’intervento del Magistrato e di un perito che, come è giusto che sia nei processi, sia anche competente. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).