Guardie Zoofile addio – così vuole la Camera dei Deputati
Per l'On.le Beccalossi l'animalismo è distorto.
GEAPRESS – Le Guardie Zoofile previste dalla Legge 189/04, ovvero quella contro i maltrattamenti, dovranno agire solo su disposizione e coordinamento delle ASL o dell’Autorità di Pubblica Sicurezza. Lo ha stabilito la Commissione Agricoltura della Camera condizionando così il parere favorevole alla proposta della nuova legge sul randagismo n.1172. Si tratta in realtà del più pericoloso pastrocchio ampiamente manomesso da settori verosimilmente riconducibili ad associazioni di categoria e che cristallizza (tanto per dirne una) il concetto di animale d’affezione, ai soli cani e gatti. Il tutto, se non contrasta con la liberalizzazione della attività economiche e gli obblighi per le imprese.
Lo stesso concetto, del resto, è stato ulteriormente confermato pochi giorni addietro dalla XIII Commissione della Camera dei Deputati, ovvero quella Agricoltura.
I guai, però, non finiscono qui. I componenti della Commissione presenti il 23 maggio scorso, con la sola astensione dell’On.le Basilio Catanoso (PdL), hanno di fatto condizionato il testo in esame al fatto che le Guardie Zoofile potranno agire in subordine ad ASL e Autorità di Pubblica Sicurezza.
Il primo campanello d’allarme era arrivato il 16 maggio scorso, quando il Presidente della Commissione, On.le Paolo Russo (PdL) ha preso atto che alcuni gruppi avevano segnalato l’opportunità di ulteriori approfondimenti al testo. In tale contesto era stata confermata l’esigenza di un parere per la cui stesura si era già dato incarico al Relatore della proposta, On.le Antonio Cuomo (PD).
Evidentemente alcuni gruppi non erano però ancora pronti ed a tal proposito l’On.le Viviana Beccalossi (PdL), oltre a dichiarare che il suo gruppo non era ancora in grado di deliberare, sottolineava come il provvedimento prevenuto alla XIII Commissione era lontano dalla realtà. Bisognava pertanto rimediare anche se l’esternazione della Beccalossi richiamava un intervento dello stesso Presidente Russo. Per quest’ultimo non occorrono valutazioni generali, ancorché non pertinenti alla limitata competenza in sede consultiva della Commissione.
Piccola polemica a parte, già il 16 marzo il parere presentava sia l’amputazione dei poteri delle Guardie Zoofile che il subordine nel quale il testo deve essere considerato rispetto alle superiori esigenze economiche. Nella successiva seduta del 23 maggio, il Relatore On.le Cuomo dichiarava avvenuti i contatti con i relativi gruppi ed in particolare di come il parere si fosse avvalso delle proposte dell’On.le Giovanna Negro (LNP) e della stessa Beccalossi la quale, tanto per completare il quadro di esternazioni forse inopportune, voleva a questo proposito sottolineare come la Commissione si occupava di animali d’affezione anche in considerazione di talune distorte visioni del mondo animalista.
Giova ricordare che la proposta di ridurre drasticamente i poteri delle Guardie era già stata avanzata in precedenti passaggi parlamentari. Quando il 23 maggio è stato votata la proposta di legge in XIII Commissione, con voto positivo condizionato però al parere di cui sopra, quest’ultimo era di fatto identico a quello del 16 maggio.
Chi vuole pertanto ridurre in un cantuccio l’attività delle Guardie Zoofile? Stante ai contributi riferiti dal Relatore, ovvero a quelli degli On.li Negro e Beccalossi, non può non rilevarsi come entrambe, veronese la prima e bresciana la seconda, fanno parte dell’Intergruppo Parlamentare Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca. Una lobby parlamentare che già in altre occasioni ha dimostrato di sapere fare bene il suo lavoro.
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cacciatore ischitano primo la legge prevede per l autovelox lo scarto che io avevo già preventivato visto che lo prevede la legge… per le verie distanze tra cacciatori.. cacciatori e case etc.. non mi risulta esita questa cosa quindi non prendetevela con le guardie.. secondo perchè un imbecille deve imbracciare un fucile dimmelo tu…terzo i lacci li mettono i contadini e i bracconieri e i cacciatori e molto spesso queste tre figure si fondono in una sola ps nessuno a dato del bracconiere a chi si trova a 98 mt e non 100 ma semplicemente si becca una multa perchè non rispetta la legge.. guarda che 500 su 750.00 non è mica una percentuale bassa.. e per giulio scusa compratevi anche voi l attrezzino per misurare i mt un tempo.. quando non erano in vigore gli autovelox.. ti ricordi.. le multe si contestavano..e per quanto riguarda “chi non fà la spia” non è molto diverso da chi compie l atto poichè si rende complice.
E’ inaudito! Siamo in pieno oscurantismo di tipo medioevale, con l’interesse privato che prevale sul pubblico e le corporazioni al potere. Oggi le chiamano lobbies, una volta erano corporazioni in una società di tipo feudale fatta di sudditi e feudatari. L’Italia non è uscita mai dal feudalesimo. Stranamente le leggi che favoriscono le lobbies si fanno in fretta, quelle a favore degli animali, invece, giacciono a fare le ragnatele per secoli e secolorum. Dire che siamo governati da manigoldi è poco.
ARM_, siamo nella maggior parte, consapevoli di avere in mano un’ arma mortale, e procediamo con le duvute accortezze anche se, purtroppo, a volte, accadono incidenti.
Detto questo, ritornando alle distanze, in particolar modo a quella della contravvenzione, resto del mio parere che la Provinciale, quel giorno, poteva benissimo ” glissare ” e far spostare quella persona di due ” passi “.
Come ben lei sa, le contravvenzioni venatorie, anche le più banali, costano parecchio…
In quanto alla ” spia “, devo confessare che ho detto una bugia..
Qualche decennio fa, un cacciatore di padule, uccise 5 fischioni in tempo di divieto, di aprile per l’ esattezza.
Andai alla protezione degli animali ( esisteva solo quell’ associazione.. ) a denunciare il fatto con tanto di nome e cognome.
Sinceramente non so come sia andata a finire…
Gipo mi ricorda tanto un altro personaggio di questo sito che si chiama Tito…
Ostico e astioso fino in fondo….
ciao giulio..no dai non esagerare..ok sei gentile sul sito..sei pure “furbo”……ma non puoi scrivere ( purtroppo, a volte, accadono incidenti ).dai dati presentati nel dossier annuale dell’associazione vittime della caccia, che fanno riferimento al periodo che va dal 2 settembre 2011 al 31 gennaio 2012, si registrano 11 morti – di cui 10 cacciatori – e 75 feriti, tra cui due ragazzi di 14 anni portati a caccia dal padre….questo non e’ un commento dettato dalla mia scelta di vita antispecista, sono dati reali.conosco molti cacciatori che “alzano il gomito” non penso siano tanto consapevoli di detenere un’arma…tra questi un ragazzo che e’ stato obbligato a frequentare gli “alcolisti anonimi”…e’ stato bravino finche’ ha riavuto la licenza,poi ci corsa al bar con i compagni con cui condivide questa “passione”. gipo ti potra’ ricordare tito..ma se guardi bene pure giorgio..e se guardi indietro pure bubu…per conto mio tutti e quattro “tosti”…giulio OSTICO significa complesso, complicato, difficile, duro, insopportabile…scusa la mia franchezza ma si addice molto bene……. a voi cacciatori…..
“siamo nella maggior parte, consapevoli di avere in mano un’ arma mortale”: appunto avete in mano un’arma mortale! Dunque quando una guardia volontaria (persona disarmata.. e talvolta donna) fa un controllo ad un cacciatore (persona che ha in mano un’arma mortale) il soggetto che semmai può sentirsi (legittimamente) in soggezione fisica è il primo, non certo il secondo… questo nonostante che i cacciatori poi cerchino di vendersi come le povere vittime intimorite, vessate e perseguitate dalle guardie zoofile.
“resto del mio parere che la Provinciale, quel giorno, poteva benissimo ” glissare ” e far spostare quella persona di due ” passi “” Hai tutto il diritto di avere il parere che ti pare. Al contrario, però, non hai alcun diritto di dire che siamo al limite della vessazione se vi multano quando siete IN TORTO! Perché questa non è altro che la mentalità distorta e arrogante di chi, pur in palese torto, ritiene (non si sa sulla base di cosa) che gli sia quasi dovuto il ‘chiudere un occhio’ davanti alla sua infrazione, e si ritiene addirittura vessato se invece, IN PIENA LEGITTIMITA’, lo verbalizzano!
“le contravvenzioni venatorie, anche le più banali, costano parecchio”… sarà sempre troppo poco davanti alla malafede, all’arroganza e alla non curanza della legge, che molti cacciatori manifestano.
“Andai alla protezione degli animali ( esisteva solo quell’ associazione.. ) a denunciare il fatto con tanto di nome e cognome”. Ma guarda: mica è andato da un’ associazione venatoria a denunciare il fatto… è andato alla protezione animali; ma chissà perché!!!! :-)
“Sinceramente non so come sia andata a finire”: verosimilmente come va a finire quasi sempre quando un cacciatore commette qualche grave illecito: che il giorno dopo torna a cacciare come se nulla fosse, purtroppo.
“Gipo mi ricorda tanto un altro personaggio di questo sito che si chiama Tito…Ostico e astioso fino in fondo….”
E tu invece mi ricordi tanto il tipico cacciatore: spudorato e sfrontato fino al punto da definirsi quasi vessato se , dopo che ha commesso un’infrazione, le autorità preposte lo multano.
@Gipo
Mi fa piacere, nonostante la tua acredine, leggerti perchè mi fa notare che in Italia, dopotutto, esistono persone integerrime senza macchia, pronte a non perdonare nulla e nessuno..
“resto del mio parere che la Provinciale, quel giorno, poteva benissimo ” glissare ” e far spostare quella persona di due ” passi “” Hai tutto il diritto di avere il parere che ti pare. Al contrario, però, non hai alcun diritto di dire che siamo al limite della vessazione se vi multano quando siete IN TORTO! Perché questa non è altro che la mentalità distorta e arrogante di chi, pur in palese torto, ritiene (non si sa sulla base di cosa) che gli sia quasi dovuto il ‘chiudere un occhio’ davanti alla sua infrazione, e si ritiene addirittura vessato se invece, IN PIENA LEGITTIMITA’, lo verbalizzano!
Credo sia una questione nazionale comportamentale quella di cercare di evitare una multa, da qualunque parte essa provenga, specialmente se si tartta di peccato veniale come, appunto, la questione di quella distanza.
Se ti fa piacere ti dico che, anch’ io, ho provato, a volte, ad evitare una multa stradale perchè mi sembrava figlia uno zelo eccessivo mentre quando mi sono beccato una contravvenzione ” programmata “, ho pagato senza fiatare.
Sicuramente a te non è mai successo perchè non conoscendo la parola ” buonsenso ” paghi zitto zitto..
“Sinceramente non so come sia andata a finire”: verosimilmente come va a finire quasi sempre quando un cacciatore commette qualche grave illecito: che il giorno dopo torna a cacciare come se nulla fosse, purtroppo. ”
Il problema gipo, non era tanto il risultato finale ma una risposta ad una domanda che mi era stata posta
“Andai alla protezione degli animali ( esisteva solo quell’ associazione.. ) a denunciare il fatto con tanto di nome e cognome”. Ma guarda: mica è andato da un’ associazione venatoria a denunciare il fatto… è andato alla protezione animali; ma chissà perché!!!! :-) ”
Avevo circa 20anni ( quindi parecchi anni fa.. ) e mi pareva logico andare ad una associazione che, in teoria, salvaguardava gli animali.
” E tu invece mi ricordi tanto il tipico cacciatore: spudorato e sfrontato fino al punto da definirsi quasi vessato se , dopo che ha commesso un’infrazione, le autorità preposte lo multano “.
Bè, se lo dice una persona come te è da prendere in considerazione che sia vero…
@Elena
Perchè ” furbo “?
Non dovevo scrivere ” purtroppo “??
Gli incidenti accadono in tutte le attività sportive, e non, e spesso a causa di fatalità imprevidibili.
Ostico è rivolto a Gipo non in maniera offensiva, tutt’ altro.
“Gli incidenti accadono in tutte le attività sportive, e non, e spesso a causa di fatalità imprevidibili”
e no, un momentino per favore.
Intanto la caccia non è uno sport, ma una attività, ludica, a pagamento dove si uccidono esseri viventi. E questo punto disattende tutti i valori etici e morali per cui uno sport può fregiarsi di essere tale.
secondo, lo strumento/i usati nella caccia sono stati creati per uccidere, in qualsiasi altro vero sport nessun mezzo è nato a questo scopo.
che accadano incidenti anche quando si attraversa la strada, piuttosto che per una dauta rovinosa in cordata, nulla ha a che vedere con i feriti o i morti causati dai cacciatori, in termini di responsabilità. perchè ? perchè l’auto, la barca a vela, la palla, l’arco, le corde da arrampicata non sono nati per uccidere, e chi usa questi strumenti e pratica vero sport non sta cercando di mirare ad una possibile vittima da ammazzare.
Il cacciatore col suo fucile, strumento di morte dalla sua nascita, che colpisce soggetti sbagliati “ops scusate è un partito un colpo” , è lì per uccidere, ma sbaglia bersaglio. Chiara la differenza? Il “può capitare” è una sospensione della realtà , una distorsione di responsabilità diretta della morte o ferita casuata, ed è atroce solo pensarlo.
si ha in mano uno strumento di morte, il fucile, non potenziale, come può esserlo anche un fiammifero, ma effettivo, sostanziale.
Si parte da casa per uccidere, con strumenti atti allo scopo, e “può capitare che ci siano incidenti”…ma stiamo scherzando davvero con le parole, con i pensieri,, con la logica?…..ma soprattutto con la vita altrui.
non esiste proprio in questo mondo, NON PUO’ e NON DEVE esistere una giustificazione ed una equiparazione della morte causa caccia, con qualsiasi altra morte. Perchè non ci sono analogie di forma, di sostanza, di mezzi, di finalità.
se non si capisce questo basilare punto, avete un problema, ma un bel grosso problema. Umano.
ciao giulio vedi che ho scritto bene “furbo”. hai scritto Gli incidenti accadono in tutte le attività sportive…sapendo benissimo, che ti avrei fatto notare che la caccia non la reputo un’attivita’ sportiva….questa volta non ci casco “furbetto”…non faccio nessun mistero che “apprezzo” e “condivido” i commenti che imposta il gipo,e mi dispiace se tu per un tuo fine me li vuoi storpiare.comunque hai chiarito che non era in maniera offensiva……credimi faccio un poco fatica a crederti,comunque vabbe’….giulio toglimi una curiosita’ commenti su sito di bighunter? non sto scherzando perche’ ci sta un personaggio che imposta i commenti sotto il nome ” re”.e credimi i suoi commenti sono uguali ai tuoi.
“specialmente se si tratta di peccato veniale come, appunto, la questione di quella distanza” ……
peccato veniale……..sì…..peccato veniale quando si gira armati………egià
ma anche fosse solo di un cm sopra ciò che stabilisce la legge, le pene dovrebbero essere non severe, ma di più.
perchè? perchè siete pericolosi, pericolosamente armati e pericolosamente intenzionati, ecco perchè. e l’imprevisto è dietro una foglia di fico, e quindi anche un mm dalla mia parte, pretendo, esigo che venga mantenuto.
Chi siete voi per dire, con fucile alla mano, ma sono solo due passi oltre il limite della legge? ma che arroganza e presunzione sono mai queste, viste le contingenze di pericolosità che con la vostra presenza armata si vengono a creare?
invece di starci lontanto, più sotto, dal limite che stabilisce le legge, per sicurezza e rispetto (utopico) degli altri, un margine sotto il livello di guardia, qui si va rosicare fino all’ultimo cm che la legge consente, per sparare meglio e di più.
dai commenti illogici che si leggono non comprendete la pericolosità e l’irresponsabilità del vostro comportamento, non capite che non è vessazione la multa per inosservanza, ma tutela altrui contro i vostri fucili che rosicchiano pericolosamente fino all’ulitmo mm consentito ……
peccato veniale…… con un fucile in mano……e fino all’ultimo mm rosicchiato nelle distanze……e si sentono perseguitati e vessati quando multati, laddove con un fucile in mano atto ad uccidere, non hanno rispettato i limiti….
“in Italia, dopotutto, esistono persone integerrime senza macchia, pronte a non perdonare nulla e nessuno”… Perdonare? E si dovrebbe perdonare gente che fa la furba appena può, spesso in perfetta e totale malafede, che mentre fa la furba cerca pure di farti passare per fesso tirando fuori le scuse più ridicole (tipo quella del “ma un tempo si contavano i passi, non i metri”) , e che si sente addirittura vessato perché a fronte di una infrazione/illecito viene multato??? Tu puoi perdonare chi ti pare, ma se siete in torto e la provinciale vi multa, ne ha pieno titolo e diritto; altro che perdonarvi.
“specialmente se si tartta di peccato veniale”. Per voi sono TUTTI peccati veniali, avete sempre la scusa pronta; se uno non rispetta le distanze è perché era abituato a contarle con i passi, se uno non segna la giornata sul tesserino è perché se n’è scordato, se uno passa per la strada senza riporre il fucile nella custodia è perché in fondo non c’è pericolo, se uno ammazza un animale protetto è perché s’è sbagliato, se uno caccia dentro un parco è perché s’è perso, se uno usa mezzi di caccia illegali è perché “le nostre tradizioni…”. E gente così poi vuol essere “perdonata”: se foste più corretti e più attenti, non avreste alcun bisogno di chiedere di essere perdonati!
“Sicuramente a te non è mai successo perchè non conoscendo la parola ” buonsenso ” paghi zitto zitto”: il “buon senso”, Giulio è proprio quello che mi fa pagare zitto zitto quando sono in torto… mentre la “mancanza di buon senso”, invece, è quella che fa credere a voi di essere vessati se vi multano quando SIETE IN TORTO.
“Avevo circa 20anni ( quindi parecchi anni fa.. ) e mi pareva logico andare ad una associazione che, in teoria, salvaguardava gli animali.” Infatti sarebbe del tutto logico… se non fosse che poi cacciatori e associazioni venatorie invece si spacciano per sentinelle della natura, veri protettori degli animali, rispettosi della legge contro chi la legge infrange… salvo poi andare dalle associazioni “animalare” (come le chiamano loro) a scaricare le patate bollenti!
“Bè, se lo dice una persona come te è da prendere in considerazione che sia vero…”: guarda, hai capito male: non è che lo dico IO, l’hai detto TU (di sentirti praticamente vessato se davanti ad un’infrazione, pur minima, ti multano con pieno titolo)! E se non è sfrontatezza questa…
“Gli incidenti accadono in tutte le attività sportive”… E che c’entrano le attività sportive??? Non siete sempre a dirci che la caccia non è uno sport? Quindi il paragone con le “attività sportive” è del tutto fuori luogo.
“Ostico è rivolto a Gipo non in maniera offensiva, tutt’ altro.”… Bè, se lo dice una persona come te è da prendere in considerazione che sia vero… :-))))
@Gipo:Peccato che il moderatore pubblica tutte le tue distorte” verità”mentre i miei post li banna puntualmente pur non offendendo nessuno!Come siete coerenti!!Censura al 100%
La caccia è anche uno sport,non capisco perchè passa la “pesca sportiva”e se questo termine lo si accomuna alla caccia tutti a scandalizzarsi,che cambia????Cambia che della morte del pesciolino non importa a nessuno!!!
@cacciatore ischitano: povera stellina, lui di animo così delicato e gentile (tanto che va in giro ad ammazzare animali a fucilate, per sport) viene bannato e censurato al 100%, mentre quel cattivone di Gipo no! E poi che ne sa lei che mi viene pubblicato tutto? :-)
“La caccia è anche uno sport”… nessuno mette in dubbio che l’uccidere animali a fucilate, con una sproporzione di mezzi e numeri a dir poco rivoltante, possa essere visto da molti di voi come una forma di ‘sport’. Il problema è che dovreste prima mettervi d’accordo tra di voi, visto che molti cacciatori invece non tollerano assolutamente che si parli di caccia come di sport. Segno che fra tutti, le idee molto chiare non le avete davvero.
“Cambia che della morte del pesciolino non importa a nessuno!!”… men che mai ai cacciatori; quindi di che sta parlando, lei????
Confesso che fccio fatica a capirvi..
Ma non perchè cacciatore e voi no.
Non riesco proprio a capire le risposte che date che, spesso, non c’ entrano nulla su quanto scritto.
Per esempio, non ho mai detto che la Provinciale non abbia diritto ( e dovere.. ) di fare multe a chi falla.
Gipo mi definisce ” spudorato e sfrontato fino al punto da definirsi quasi vessato se , dopo che ha commesso un’infrazione, le autorità preposte lo multano “ .
Vacci calmino Gipo nelle definizioni perchè non sei Dio in terra e non sei in grado di giudicare niente e nessuno specie quando mi metti in bocca cose che io non ho mai detto.
Ti racconto un altro fatto di ” bracconaggio “, così ti potrai ancora sbizzarrire con i tuoi divertenti commenti.
Durante un altro controllo, esibendo il mio porto d’ armi saltò fuori che i versamenti, che sono diversi, uno era intestato a mio figlio e quello che io avrei dovuto avere, mancava.
Chiaro che, nel furore della gioventù, egli, mio figlio, al momento del pagamento, aveva invertito le ricevute trattenendo una delle mie dandomene una delle sue.
Volevano farmi 50 euro di multa cosa che, per il buon senso, cosa a te sconosciuta, dei vigili mi furono risparmiati con l’ obbligo di un fax per dimostrare la verità, cosa che venne fatta.
Gipo, Anna Margherita ecc.. dovete entrare nell’ idea che i cacciatori sono persone e cittadini normali e che praticano un’ attività che voi non condivitete..
Tutto lì
Se io avessi commentato, come lo sono, contro la vivisezione, se avesi manifestato, come lo sono, contro green hill se, insomma non avessi detto di essere cacciatore, mi avreste giudicato
in un modo.
Dal momento che fosse nota la mia attività venatoria, quanto sopra non varrebbe più nulla.
ciao giulio no stai sbagliando.se leggi bene la risposta che ti ho dato riguardo il tuo desiderio di aiutare i “nonnini” del canile di mirabello ti avevo scritto ” bravo”.se tu mi commenti il grave problema vivisezione, e vuoi aiutare nel concreto ti riscrivo bravo…ma non posso negare che dentro di me ci sta la vocina che mi dice “pero’ e’ un cacciatore”.giulio non potremo mai essere amici,ma se esistono situazioni dove pure tu che sei cacciatore puoi aiutare,forse e’ meglio che io metta da parte il mio giusto “rammarico”… nei vostri confronti,altrimenti oltre gli animali che mi uccidete durante la vostra “passione” ci smenano pure gli altri.non mi sono mai considerata estremista!!!!!
“Gipo, Anna Margherita ecc.. dovete entrare nell’ idea che i cacciatori sono persone e cittadini normali e che praticano un’ attività che voi non condivitete”….”Tutto lì”.
le persone “normali” o meglio equilibrate che personalmente conosco non vanno in giro armate per boschi a prendere a fucilate esseri inermi, per “sport”, senza i presupposti etici e morali dello stesso, per “passione” nascente da un a distrosione malata del sentire, distrosione appagata dal sangue altrui, dalla morte procurata.
le persone “normali” non hanno in sè l’idea assurda del rispetto visto come uccisione di esseri inermi.
Le persone che conosco “normali” svolgono attività non sanguinarie, e non pagano per uccidere altre vite.
Avere la sfrontatezza di dire “tutto qui” in riferimento agli atti barbari (connotazione di persone senza precezione del dolore inflitto e rispetto dei diritti alla vita altrui, calpestati attraverso la morte per divertimento), vigliacchi (ad armi impari, di nascosto, senza motivo alcuno) , sanguinari (procurano la morte attravero fucilate) che persone come voi compiono, è sintomo di strada di non ritorno verso una coscienza umana, sensibile, di amore vero, empatico e compassionevole verso gli esseri viventi, strada di non ritorno verso un sentire che protegga e difenda i diritti dei viventi alla vita e non sofferenza, strada che allontana sempre più irrimediabilmente voi cacciatori da ciò che significa la dimensione Umana dell’uomo.
Questo è il vuoto assordante umano che procura il vostro “tutto qui”.
Ed è un danno vostro umano talmente profondo e deleterio che porta il vostro raziocinio ai paradossi e alle mistificazioni logiche di pensiero più incredibili, disotrcendo la realtà reale dei fatti, non riconoscendo nei vostri atti la Morte, il Dolore, il sangue innocente.
Non riconoscendo che voi togliete la vita a chi ha diritto di viverla, non riconoscendo che le vostre mani uccidono, non vedendo voi stessi non come assasini (colui che tolgie la vita, altra definizione non c’è) di vite innocenti, ma come semplici furitori di una legge ingiusta, che svolgono una qualsiasi “attività”. Che contempla il diritto di condannare a morte per divertimento esseri viventi liberi, senza motivo alcuno, così, tanto per fare una “attività”.
Alla stessa stregua le leggi sul razzismo ne dicevano di assurdità indicibili, eppure erano leggi, ma c’è chi si è opposto a quelle vergogne umane. Così come oggi e domani ci sarà sempre , e sempre di più saranno, coloro che combatteranno per leggi giuste, che tutelino e ripristino il diritto naturale alla vita di tutti i viventi, ponendo in condizione di non nuocere oltre a personaggi ciechi e sordi a qualsiasi sentire empatico.
Forse noi non vedremo quel giorno, ma verrà, come tante leggi e pensieri ingiusti sono stati debellati, verrà un giorno in cui la vita e i diritti, degli altri da noi, esseri viventi senza voce, senza difese, senza nulla di riconosciuto dall’uomo, saranno tutelati, rispettati e sanciti non tanto e non solo da leggi umane che siano veramante tali, ma da una evoluzione dell’uomo, ancora troppo infantile oggi, ancora troppo ignorante del proprio foro interno, di ciò che alberga in esso e di ciò che sono i Valori Universali del vivere, di ciò che è la percezione del dolore altrui, di ciò che il riconoscimento di valori universli e diritti naturali, non decisi o elargiti da noi.
E’ un giorno lontano, ma verrà.
Come sono arrivate epoche in cui il razzismo è stato posto giustamente e umanamente all’indice quale memoria di arretratezza umana e civile, quale memoria di ingiustiza, di dolore, di diritti soffocati, disprezzati, annientati. Arretratezza che oggi riguarda i nostri fratelli più piccoli senza voce, che un giorno saranno riconosciuti come nostri compagni di viaggio e non come prodotti, oggetti, da ammazzare a fucilate, torturare, da usare come cose in tutte quelle “attività” dove il loro dolore soffocato non è sentito dai più.
In attesa di quel giorno le nostre voci sono l’unico strumento contro lo strazio delle fucilate, contro i sorprursi, contro l’assenso delle istituzioni allo sterminio legalizzato di esseri viventi e senzienti, tramite condanna a morte a mezzo fucilate.
“Confesso che fccio fatica a capirvi..”: noi invece no, vi abbiamo capito benissimo… e più vi capiamo più quel che fate ci disgusta. Tutto lì!
“Non riesco proprio a capire le risposte che date”… e credi che sia un nostro problema, il fatto che tu non capisci le risposte?
“Per esempio, non ho mai detto che la Provinciale non abbia diritto ( e dovere.. ) di fare multe a chi falla.” E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE TU AVESSI DETTO PURE QUESTO! Infatti non è questo l’oggetto della contestazione: ciò che lascia allibiti è sentirvi parlare di vessazioni perché vi multano quando (secondo voi!) avete sgarrato “solo” un po’!!!!
“specie quando mi metti in bocca cose che io non ho mai detto.”. E’ tutto scritto nero su bianco, Giulio, difficile ormai fare il giochino del “ma io volevo dire un’altra cosa”… hai detto che hai visto multare soggetti che avevano sforato la distanza legale “solo” di pochi metri (quindi erano IN TORTO!) e se quella non è vessazione poco ci manca… e l’hai anche ribadito dicendo che la provinciale avrebbe dovuto chiudere un occhio!
“Ti racconto un altro fatto di ” bracconaggio” … sì, guarda ne potresti ricavare un libro di barzellette, se non fosse che davanti ad degli animali uccisi per passione o sport c’è ben poco da ridere.
“Volevano farmi 50 euro di multa cosa che, per il buon senso, cosa a te sconosciuta, dei vigili mi furono risparmiati con l’ obbligo di un fax per dimostrare la verità, cosa che venne fatta”. E quindi? Cosa dovrebbe dimostrare questo che se invece ti avessero fatto la multa (visto che comunque eri in torto) ti stavano vessando? Bo’, non ci capisce davvero come questo dovrebbe giustificare o avallare quanto hai detto prima!
“dovete entrare nell’ idea che i cacciatori sono persone e cittadini normali e che praticano un’ attività che voi non condivitete”… ma sai, anche chi fa turismo sessuale, andando in paesi dove le donne si prostituiscono per un tozzo di pane perché non hanno altri mezzi per mantenere i figli, è una “persona e cittadino normale”; anche chi scuoia animali vivi per farne pellicce o chi intuba gli orsi per ricavarne la bile “una persona e un cittadino normale”; anche chi tira fiocinate alle balene con la scusa della ricerca scientifica, è “una persona e un cittadino normale”; e mi fermo qui ma di esempi potrei fartene tantissimi altri. Ebbene a queste “persone e cittadini normali” io rivolgo tutto il mio sdegno per quel che fanno. Sei tu che devi entrare nell’ordine di idee che questo sdegno possa, e debba, esser rivolto anche a quelle “persone e cittadini normali” che uccidono animali a fucilate, spacciandocelo per ‘rispetto’, ‘passione’ o ‘sport’. Tutto lì.
“Se io avessi commentato, come lo sono, contro la vivisezione, se avesi manifestato, come lo sono, contro green hill se, insomma non avessi detto di essere cacciatore, mi avreste giudicato in un modo.”. Questa è una perfetta ovvietà! Se so che un amministratore è a favore di politiche che incentivano il lavoro, lo giudico positivamente; ma se poi vengo a sapere che vuole incentivare il lavoro di alcuni attraverso pratiche discriminatorie verso altri, E’ OVVIO che il mio giudizio su di lui cambia radicalmente…
“Dal momento che fosse nota la mia attività venatoria, quanto sopra non varrebbe più nulla.”… non è vero che non vale più nulla, vale eccome… il problema è che quelli come te pensano di “comprarsi” l’approvazione (o quanto meno la “non critica”) per l’attività venatoria che svolgono, attraverso la loro contrarierà alla vivisezione o altre “battaglie animaliste”. Ma non funziona così Giulio… quel che puoi dire e fare contro la vivisezione vale eccome, ma non compensa certo, né rende più digeribile o apprezzabile, il fatto che poi uccidi animali per soddisfare certe distorte passioni; perchè non sono mattoncini di lego, che togli da una parte e metti dall’altra. Non basta dire “ma io sono contro la vivisezione” per giustificare (agli occhi della gente) quel che poi fai quando sei in mezzo ai boschi e spari ad un animale.
è proprio così..improbabile trovare un punto che metta in accordo cacciatori e antispecisti…il concetto primitivo, ancestrale della caccia legato alla sopravvivenza, alla fame, al dna più antico e sanguinario atto a proporsi appunto la continuità della specie e il concetto più evoluto antispecista.. la consapevolezza della vita in tutte le sue forme..ragazzi l’evoluzione un giorno vi darà ragione l’homo sapiens sapiens un giorno lascerà questo pianeta per qualcosa di nuovo.. e sicuramente migliore voi gipo, anna margherita, elena e tutti gli altri che non menziono ma che voi conoscete siete il seme di questa nuova rinascita…il dolore è duro da sopportare..ma combattere, combattere e portare avanti questo pensiero con tutti i mezzi e tutti i verbi è la vostra forza..siate fieri…grazie
ciao diana .il tuo commento mi ha trasmesso serenita’.grazie a te
ciao giulio.oggi ho riavuto la conferma che pure voi se sapete che siamo antispecisti ci vedete sotto un’altra ottica..oggi me ne sono andata un paio d’ore in sauna..sai due parole di qua due di la’.ci stavano due ragazzi ( massimo 30 anni) simpatici allegri.tengo (43 anni) e uno ha fatto pure il sbruffoncello di chiedermi se uscivo stasera a mangiare la pizza…si parla..parla..guarda te saltano fuori a dirmi che sono cacciatori ( mi e’ dispiaciuto molto) perche’ spero sempre che i cacciatori siano vecchi,come e’ ormai vecchia la caccia…che “tenerezza” notare la loro immediata “trasformazione”le mille scuse che mi trovavano per giustificare la loro “passione”…che “tristezza” sapere che ormai “il copione” lo conosco a memoria!!!!!!!!!!!!!
NON MI RISULTA CHE LA CACCIA SIA UNO SPORT: QUAL’E’ IL VOSTRO OBBIETTIVO? SPARARE SEMPRE PIU’ VELOCEMENTE PER ESEMPIO ABBATTENDO IL MURO DELLA VELOCITA’ DELLA LUCE ?? NON SPARIAMO TROPPE CAVOLATE APPUNTO !! VOI CACCIATORI E PESCATORI VI DIVERTITE AD UCCIDERE, QUESTA VOSTRA PRATICA ANCESTRALE E’ PURO DIVERTIMENTO COLLEZIONATE VITE PER SENTIRVI VIVI E PRESENTI SU QUESTA TERRA ALTRIMENTI SARESTE INVISIBILI ED INOLTRE MAI AD ARMI PARI !!!! E’ FIN TROPPO FACILE COSI’. i miei omaggi
“Non riesco proprio a capire le risposte che date”… e credi che sia un nostro problema, il fatto che tu non capisci le risposte?
Sarà Gipo, che il problema sia anche che, spesso, rispondi a fischi per fiaschi?
“specialmente se si tartta di peccato veniale”. Per voi sono TUTTI peccati veniali, avete sempre la scusa pronta..
Per esempio, io, quanto sopra hai scritto, non l’ ho mai affermato, ho sicuramente detto, e lo riconfermo, che c’ è infrazione e infrazione.
Che poi il tuo essere così integerrimo, spero in tutti settori, ti faccia pensare il contrario, bè, in questo caso è tuo il problema..
In quanto al dire che la caccia non è uno sport, ci accumuna dato che, io, non ho mai inteso la caccia come un’ attività sportiva ma un qualcosa di molto più.
il problema è che quelli come te pensano di “comprarsi” l’approvazione (o quanto meno la “non critica”) per l’attività venatoria che svolgono, attraverso la loro contrarierà alla vivisezione o altre “battaglie animaliste”.
Sei talmente pieno di livore che metti persino in discussione che un cacciatore possa provare sdegno e disgusto per la vivisezione e che, magari, si possa commuovere nel leggere la storia di Tao e se lo fa, lo fa solo per ottenere consensi..
Consenso a chi, Gipo? A te?
Sappi che essere così offensivo, perchè di offese si tratta, potresti ottenere l’ effetto contrario di quanto speri..
Ah, un’ altra cosa:
complimenti per gli esempi, e gli accostamenti, che hai portato per i cacciatori..
Ti sei dimenticato di scrivere quello che riportò un’ altra intelligente:
il cacciatore ama gli animali come lo stupratore ama il sesso…
In quanto alle ” belle parole ” di Anna Margherita e del suo mondo utopico, le posso solo fare i complimenti per la proprietà del saper scrivere..
Irrevocabile? Si agisca di concerto per ovviare al problema. Laura Mattei e altri/e, aggiorniamoci sul da farsi, in quanto ad organizzazione non si è da meno, mi pare. I commenti fanno poco, giusti o sbagliati che essi possano essere.
scusa giulio tu provi sdegno e disgusto per la vivisezione e ti commuovi nel leggere la storia di tao, ma ti sei chiesto da dove nascono questi sentimenti? i sentimenti che siano positivi come l’amore, la commozione etc o negativi come l’odio, il disgusto scaturiscono dalla simpatia, la possibilità di comprenderli nasce dall’empatia.un soggetto che agisce per simpatia chiaramente risponde agli stimoli in base al suo bagaglio emozionale che si è formato nel tempo e con le esperienze, il soggetto che interagisce per empatia agisce in base al proprio corredo genetico,non lo fà in base alle proprie esperienze, non deve praticare sforzi intellettuali. ora tu ti commuovi per simpatia alle notizie che smuovono il tuoi bagaglio emozionale e per lo stesso motivo riesci ad uccidere sensa provare ne empatia ne simpatia nei confronti del dolore che generi. qua ti rispondono persone che provano empatia e simpatia nei confronti di ogni essere vivente ucciso o maltrattato quindi non solo ne sentono le urla di dolore (per empatia) ma decidono anche di difenderne i diritti (per simpatia). e qui si scatena la lotta simpatici/empatici contro simpatici. l’uomo con la sua coscienza occupa un soffio nello scorrere eterno ed ha anche la presunzione di non voler considerare l’evoluzione naturale. gaia, la terra, è un organismo vivente che detta le sue leggi..lei deciderà quali condizioni sono più favorevoli e per chi..siamo tutti lottatori.. il pensiero che meglio interpreterà le volontà di gaia sopravviverà (possiamo essere fastidiosi e pericolosi come pulci e zecche per un cane o essere uccellini portatori di sollievo amorevolmente accolti tra le fauci di un ippopotamo)..io giulio, forse son presuntuosa, dove vado lo sò.. e tu? guarda che io ci tengo veramente a capirlo..non sono ne polemica ne astiosa..con affetto
“Sarà Gipo, che il problema sia anche che, spesso, rispondi a fischi per fiaschi?”
Potrebbe essere, ma allora perché gli altri pare non abbiano problemi a capire le mie risposte, ed anzi talvolta si dicano d’accordo?
“Per esempio, io, quanto sopra hai scritto, non l’ ho mai affermato, ho sicuramente detto, e lo riconfermo, che c’ è infrazione e infrazione.”
Guarda che alcune delle infrazioni che ho citato sei stato proprio TU a dire che sono peccati veniali o fatti in buona fede, mica io. C’è infrazione e infrazione, certo, e infatti infrazioni diverse vengono sanzionate in maniera differente. Questo non significa però assolutamente che le infrazioni minori non debbano essere sanzionate e se lo sono siamo al limite della vessazione o della mancanza di buon senso!
“Che poi il tuo essere così integerrimo, spero in tutti settori, ti faccia pensare il contrario, bè, in questo caso è tuo il problema..” In questo caso direi piuttosto che sei tu che hai risposto fischi per fiaschi, perché io che tutte le infrazioni sono uguali non l’ho mai detto, e dirlo sarebbe stato una sciocchezza visto che la legge la prima a distinguerle. Ma il fatto che ci siano infrazioni e infrazioni, non significa che sanzionare quelle minori sia vessazione o mancanza di buon senso solo perché si è sforato “di poco”. Questo può pensarlo solo un cacciatore.
“In quanto al dire che la caccia non è uno sport, ci accumuna dato che, io, non ho mai inteso la caccia come un’ attività sportiva ma un qualcosa di molto più.”
Guarda che mica lo devi dire a me, figurati se secondo qualcuno sano di mente può considerare “sport” l’uccidere animali selvatici… La questione è che lo devi spiegare a quei tuoi colleghi che invece pensano che la caccia sia uno sport eccome; lo devi spiegare quelle associazioni venatorie che la parola sport ce l’hanno nella denominazione; lo devi spiegare a quei negozi di articoli da caccia che nell’insegna scrivono “caccia-sport”, lo devi spiegare a quelle riviste venatorie che definiscono la caccia uno sport, lo devi spiegare a quei politici filo-venatori che vogliono incentivare la caccia come pratica sportiva, ecc.
“metti persino in discussione che un cacciatore possa provare sdegno e disgusto per la vivisezione e che, magari, si possa commuovere nel leggere la storia di Tao”.
Di nuovo: mai detto niente di simile, anzi ho detto l’esatto contrario, vedi che capisci fischi per fiaschi? Ho detto che la tua contrarietà alla vivisezione “vale eccome”, e lo ribadisco: ben venga!
“e se lo fa, lo fa solo per ottenere consensi..”
Questo dubbio purtroppo è legittimato dal fatto che spesso sui forum che si occupano di diritti degli animali (anche qui su geapress), compaiono post del tipo “sono cacciatore, ma sono contrario alla vivisezione” e quella specificazione “sono cacciatore” (che non sarebbe assolutamente necessario specificare) fa sorgere il legittimo sospetto che quella persona esterni la contrarietà alla vivisezione (o ad altro) per ingraziarsi il favore -o quanto meno la tolleranza- sul versante caccia. Questo anche perché non sono poche le volte in cui vi (mi riferisco ai cacciatori) si sente esortarci ad occuparci delle “ vere vergogne come la vivisezione e lasciar perdere la caccia”.
“Consenso a chi, Gipo? A te?”
A me?!? Ma che c’entro io!?!?! il consenso verso la caccia, giulio… la caccia!
“Sappi che essere così offensivo, perchè di offese si tratta, potresti ottenere l’ effetto contrario di quanto speri..”
Giulio lo sappiamo bene entrambi che sul versante caccia siete irremovibili, perchè ce l’”avete dentro” (testuali parole) e non cambierete mai, qualunque cosa possa dire e sperare io. E se l’effetto contrario di cui parli è quello relativo al fatto che il mio atteggiamento potrebbe indurti a non essere più favorevole a certe “battaglie” animaliste, come quella contro la vivisezione, allora significherebbe che in quelle battaglie non ci credevi veramente e che la tua contrarietà era finalizzata a qualcos’altro, o solo di facciata.
“complimenti per gli esempi, e gli accostamenti, che hai portato per i cacciatori..
Ti sei dimenticato di scrivere quello che riportò un’ altra intelligente:
il cacciatore ama gli animali come lo stupratore ama il sesso…”
Se leggi bene, Giulio, noterai che gli accostamenti che ho proposto io sono ben diversi: sono stato ben attento a riportare attività che sono tutte perfettamente legali e addirittura legalizzate (benchè decisamente discutibili… proprio come la caccia); chi stupra non può definirsi “persona e cittadino normale”, perché commette un meschino reato; ma chi pratica turismo sessuale (e non mi riferisco a quello con minori), chi scuoia animali o toglie la bile agli orsi, chi caccia le balene, può definirsi a tutti gli effetti “persona e cittadino normale”, visto che non compie alcunchè di illegale…esattamente come accade un cacciatore che a sua volta si definisce “persona e cittadino normale”… Eppure siamo sempre davanti ad attività altamente opinabili.
“In quanto alle ” belle parole ” di Anna Margherita e del suo mondo utopico, le posso solo fare i complimenti per la proprietà del saper scrivere..”
Mi associo ai complimenti.
“In quanto alle ” belle parole ” di Anna Margherita e del suo mondo utopico, le posso solo fare i complimenti per la proprietà del saper scrivere..”
chiamare “belle parole” un orizzonte di rispetto per tutti i viventi, chiamare “mondo utopico” un mondo senza la gratuità ed inutilità della morte altrui, ergo un orizzonte di vita non violento, la qualifica da solo per l’assordante vuoto che dimostra/te di avere, e che la porta a definire la caccia “non uno sport, ma un qualcosa di più”…..
L’unico mondo utopico è il suo Sig. Giulio, un mondo utopico di assenza di valori.
Il sogno nel quale lei vive è un mondo dove non si percepisce il dolore procurato, come accade a lei, dove non si sente l’orrore della morte procurata, come accade a lei, un mondo dove il sangue di esseri innocenti non procura vergogna ed infamia alla coscienza, come accade a lei.
Dove la compassione che dice di avere, non ha riscontro nelle sua azioni di morte, ma solo dove e quando le fa comodo, o le viene facile, vedi Bella o Tao.
Qual è la differenza tra il dolore di Bella, Tao e il dolore degli esseri viventi che lei uccide? Questo è il mondo utopico interno che lei si è costruito e che non vede, non coglie nella sua incoerenza di pensiero e di azione, di empatia e compassione vere.
se c’era bisogno di ulteriore chiarificazione di cosa voi non siete, l’ha data egregiamente con questo suo ultimo commento, laddove travisa ancora una volta il sentire altrui nonchè il senso logico e pragmatico dei pensieri, fermandosi alla forma degli stessi, e non riuscendo/volendo a percepirne la sostanza.
E questo non è un nostro problema, ma un danno vostro, ed un dramma per la vita dei non umani, ammazzati dalla vostra mancanza di percezione empatica del dolore, di cui voi siete causa
La “sensibilità” d’animo, se così volgiamo chiamare il nostro sentire, se vera e profonda non funziona a compartimenti stagni, ma già questo le èstato bene e meglio chiarito ed esemplificato da Gipo, e se così è percepita la dimensione delle vite altrui, non si può parlare di compassione nè empatia, che non hanno confini di specie quando veri.
Ma di una mera, pietosa anche, giustificazione verso se stessi, verso ciò che in precedenza di orribile si è compiuto togliendo vite a fucilate, quasi per non precipitare nel vuoto interno, assordante, assoluto.
Auspico, un giorno, e questa è sì probabilmente l’unica vera utopia che mi appartiene, che questo vostro vuoto si riempia della percezione e consapevolezza da parte della vostra coscienza, con mente e cuore risvegliati, dell’orrore della morte di cui siete causa, dello strazio del dolore che voi procurate..
ciao diana..gipo..giulio..anna margherita.non ci conosciamo pero’ credetemi quanto sarebbe bello essere tutti insieme, intorno ad un tavolo a mangiare e discutere.nei vostri commenti si nota una chiara volontà di dialogo e comunicazione….queste cose possono apparire scontate,ma invece sono rare in questa societa’ frenetica e “assente”.
Quello che per prima cosa mi interessa chiarire, sig. ra Anna Margherita, è che il mio mondo, nella sua totalità, non ha l’ assenza di valori come lei afferma, anzi!
Ma non mi va più di far polemica, specie se fine a se stessa, ma tutto ciò che state scrivendo, adesso, non dovreste rivolgerlo a me, in quanto cacciatore, ma a tutte le persone che uccidono animali per i più svariati motivi.
Un giorno, mentre era a caccia ( tanto per cambiare.. ) passando nelle vicinanze di un casolare ( per Gipo: col fucile in custodia.. ) ebbi a scambiare due parole con un contadino il quale mi chiedeva come potevo uccidere gli uccellini ecc.. ecc..
Nulla di particolare se questa domanda mi fosse stata rivolta da qualche vegano ma non fu così..
Il contadino stava svolgendo il suo lavoro che consisteva, quella mattina, nel tagliare l’ erba per una coniglia che aveva da poco partorito ed aveva bisogno di sostentamento per allattare.
” Solo erba e fieno “, mi disse, ” perchè il mangime rende la carne meno saporita.. “.
Così, solo granturco per i polli, e semola ammollata..
Feci notare che anche lui avrebbe, un giorno, ammazzato, quei conigli e quei polli.
” Ma questo è diverso.. ” mi fu risposto..
Vede sig. ra Anna Margherita, lei parla di coscenza, di vuoto interno di cuore e mente assopiti perchè, sempre secondo lei, siamo esseri insensibili e procuriamo dolore e sofferenza ad altri esseri.
Ma lei, conosce personalmente ogni cacciatore? O, meglio, conosce personalmente ogni persona che ha a che fare con l’ uccisione di animali?
Come può giudicare?
Io, per quanto mi riguarda, non mi sento nè vuoto nè, tantomeno, insensibile, anzi, potrebbe anche essere che, in altre circostanze, lo sia più di tante altre persone che sono per il ” povere bestie “.
Non ho mai chiesto, sarebbe sciocco farlo, specie in questa sede, di capire cosa significhi andare a caccia ma questa attività è praticata da diverse centinaia di migliaia di individui e, naturalmente, racchiude in se ogni categoria di persone
@Diana
Non mi è proprio facile rispondere alla sua domanda.
Spesso chi pratica questa attività, ha avuto un padre cacciatore e così è stato anche il mio caso.
Portandomi con se, nel lontano 1963, avevo 14 anni, mi fece conoscere quel mondo che, subito, mi rapì.
Ho sempre detto, e lo riconfermo ad alta voce, che il cacciatore vive in eterno contrasto con se stesso!
Io davo, e do, sempre da mangiare agli uccelletti che mi vengono in giardino, ho raccolto nidiacei e l’ ho svezzati per poi ridare loro la libertà, ho fatto brusche, a rischio di cappottamenti, frenate per non investire animali ma, quella mattina, quando mio padre colse il suo primo volatile ed io corsi a raccoglierlo, non provai un senso di pena, di commiserazione ma un’ emozione intensa che si rinnovava ad ogni abbattimento e che fece in modo di chiedere a mio padre di portarmi ancora una volta a caccia e poi ancora e ancora..
Tornato a casa, allora come oggi, non torcerei un pelo a nessun essere.
ciao giulio. non e’ che non ti è capisco, ti capisco benissimo…mio nonno era cacciatore,mio padre da giovane decise di seguire le sue orme.pero’ mi ha sempre raccontato che non provava nessun piacere.. duro poco… non lo considero “un eroe” ma una persona che ha ascoltato la sua voce interiore..non e’ certo smettendo di seguire suo padre, che ha perso la “sua stima”.
“Quello che per prima cosa mi interessa chiarire, sig. ra Anna Margherita, è che il mio mondo, nella sua totalità, non ha l’ assenza di valori come lei afferma, anzi!”
Può darsi che sia davvero così, Giulio, ma allora diventa doppiamente grave se i valori di cui parla Anna Margherita li rinneghi, ogni volta che vai a caccia (e uccidi animali) per passione.
“ma a tutte le persone che uccidono animali per i più svariati motivi.”
Questa tua esortazione ha quasi del ridicolo… se non fosse che ricorda tanto quel “occupatevi delle vere vergogne come la vivisezione e lasciar perdere la caccia” di cui parlavo nel post precedente
“( per Gipo: col fucile in custodia.. )”
Non ci sarebbe bisogno di specificarlo, se fosse una cosa che fate SEMPRE!
“Feci notare che anche lui avrebbe, un giorno, ammazzato, quei conigli e quei polli. ” Ma questo è diverso.. ” mi fu risposto..”
E in effetti, comunque, “diverso” lo è… Giulio! Perché è innegabile che per qualsiasi cacciatore parte del piacere della caccia derivi anche (se non soprattutto) dall’uccisione della preda, mentre non è detto che per quel contadino fosse altrettanto. Con questo è vero: c’è dell’incoerenza nel comportamento di quel contadino vista la domanda che ti rivolse; ma tuttavia c’è anche un atteggiamento di fondo (quello che spinge te a sparare ad un animale) che è decisamente diverso tra lui e te!
“Ma lei, conosce personalmente ogni cacciatore? O, meglio, conosce personalmente ogni persona che ha a che fare con l’ uccisione di animali? Come può giudicare?”
Ma che discorso sarebbe questo? Nessuno conosce personalmente ogni cacciatore, ma ogni cacciatore DI SICURO uccide animali, e questo lo definisce, all’interno dell’àmbito di cui si sta parlando. Perché è il predare e uccidere animali per passione, perpetrato da OGNI cacciatore, che si sta giudicando, non il singolo soggetto a se’ stante. Quello che Anna margherita dice a te, non è rivolto solo in parte a te come persone specifica e singola, ma alla figura del cacciatore nel complesso.
“Io, per quanto mi riguarda, non mi sento nè vuoto nè, tantomeno, insensibile”
E posso immaginarlo: ma d’altra parte credi che chi sfrutta il bisogno altrui a scopo sessuale, chi scuoia animali o toglie loro la bile, chi spara fiocinate alle balene, si definirebbe forse “vuoto o insensibile”? Eppure quelle azioni suscitano repulsione persino a te.
“questa attività è praticata da diverse centinaia di migliaia di individui e, naturalmente, racchiude in se ogni categoria di persone”
Però ciascuno soggetto di quella categoria pratica come svago-passione un’attività dove si uccidono animali e questo in certo senso li accomuna e li identifica; ed è nel frangete dello sparo (azione che ogni cacciatore esegue) che queste persone vanno contro i valori di cui parlava Anna Margherita.
“Ho sempre detto, e lo riconfermo ad alta voce, che il cacciatore vive in eterno contrasto con se stesso!”
Il punto è che lo scotto di quel contrasto, lo pagano milioni e milioni di animali uccisi per passione da chi prova quel contrasto. Se a subire le conseguenze di quel contrasto fossero i soggetti che lo provano (e solo loro), nessuno avrebbe niente da lamentarsi, ma purtroppo non è così… perché a farne le spese sono altri soggetti che possono solo subirlo.
“quella mattina, quando mio padre colse il suo primo volatile”
Giulio non l’ha “colto”… gli ha tirato una fucilata!
“Tornato a casa, allora come oggi, non torcerei un pelo a nessun essere.”
Non credere che la cosa sia così rasserenante; anzi in tutta onestà è decisamente preoccupante sapere che gente con un’arma in mano, in giro per la campagna, fa cose che “a casa” e senza quell’arma non si sognerebbe nemmeno lontanamente di fare.
Tra la risposta data a me e quella che ha dato a Diana, sig. Giulio, se non comprende da solo il paradosso e la poca affidabilità e veridicità dei suoi valori per il rispetto alla vita altrui, per il rispetto dei loro diritti, come le ho detto altre volte,e la ribadsico, pur che non venga sentita, lei dimostra di essere sempre più in un paradosso interno e mentale che porta danno a se stesso ed agli altri esseri viventi, nonchè in un loop di distorsione di percezione della realtà dei fatti
e questa frase è la migliore testimonianza della confusione tra la realtà vera dei valori e quella che lei si è costruito internamente
“Vede sig. ra Anna Margherita, lei parla di coscenza, di vuoto interno di cuore e mente assopiti perchè, sempre secondo lei, siamo esseri insensibili e procuriamo dolore e sofferenza ad altri esseri.”
E quindi sig Giulio secondo lei, secondo la sua visione del mondo interno umano, ed esterno della realtà, prendere a fucilate esseri inermi, che non hanno difesa alcuna, per nessun motivo plausibile sulla faccia del pianeta, causare la loro morte a fucilate, istantanea se va “bene” o prolungata, NON è indice di essere degli “esseri insensibili che procurano morte e sofferenza ad altri esseri viventi”.
e quindi, ci spieghi perchè ammazzare esseri viventi a scopo ludico, come lei fa, NON è, secondo lei ( dato che non sottoscrive) causare dolore e sofferenza Ci spieghi cosa procura lei con le sue fucilate.
ed in quale dimensione umana si colloca colui che uccide esseri viventi, dato che secondo lei, chi ammazza, NON è sinonimo di essere un “essere insensibile”.
L’esempio che lei porta del contadino, non giustifica nè sminuisce la sua azione dell’uccidere a scopo ludico. Qui si parla di caccia, sig Giulio, di quella sua passione ludica che la porta a provare emozione intensa nell’ammazzare, propria vostra, per provare la quale siete disposti a pagare. Svicolare dal suo contesto, non cambia i termini della questione
i più svariati motivi per cui altri uccidono, massacrano , torturano sono abbietti, egoistici, indegni dell’uomo e come nota, qui e nel reale, nessuno di noi, vegetariani o vegani antispecisti, manca mai di farlo presente e dona sempre voce e tempo alla difesa di quelle vittime dell’uomo.
Nel suo caso, di cacciatore, si aggiunge la gratuità assurda per passione, o sport come suoi colleghi la chiamano, fine a se stessa, fine a procurare morte solo per soddisfare una insana pulsione interna.
C’e quel quid assurdo, patologico, per cui lei prova “un’ emozione intensa che si rinnovava ad ogni abbattimento”. Comprende l’atrocità sanguinaria, disumana di ciò che ha scritto?
Ammazzate per divertimento, per dar soddisfazione ad una “emozione” sanguinaria, un fremito interno incontrollabile che è quello di procurare morte, che è quello di cacciare esseri inermi ad armi impari e questo rende ancora più bieco, atroce, assurda la morte, se di scala si può parlare nel dolore inflitto agli altri, se una scala ci può essere nella morte altrui.
Il punto apriori, basilare, che non comprende e temo a questo punto non comprenderà mai, è che tutti i valori che lei dice di avere in sè, sono inficiati alla base e quindi distorti e quindi nella sostanza non veri, laddove lei prova emozione intensa nel prendere a fucilate esseri viventi, e li uccide, e si sente bene e soddisfatto nel farlo.
come può pensare che dei valori, dei sentimenti veri, che hanno la loro essenza nel concetto di Bene, possano accompagnarsi alla morte, alla sofferenza altrui?
Per loro natura, per loro essenza, per loro sostanza i Valori, le vere emozioni, quali il sentire compassionevole, amoroso, empatico sono basati cul concetto di Bene, che esclude, per natura, atti violenti, che non può per essenza sua accompagnarsi agli atti meschini, alle emozioni violente, di cui lei si “ciba”.
Non è possibile avere le mani e la coscienza infamate da sangue innocente, ancor più mostruoso perchè fatto per divertimento, passione ludica, e dire che sia hanno Valori veri in sè.
Sono realtà che non possono coesistere e l’apparenza che esistano è appunto apparenza.
Apparenza di Valori, apparenza di sentimenti e sentire. Copie farlocche di ciò che realmente sono i Valori, il sentire altruistico, il rispetto, la Giustizia, l’Amore, l’affetto. Tutto un mondo emozionale e di Valori che per ovvietà di sostanza di Bene loro non si accompagna alla morte, alla sofferenza, al sangue altrui.
mi permetto di prendere un frase finale per Diana
“Tornato a casa, allora come oggi, non torcerei un pelo a nessun essere”
e questa affermazione assurda, non è un semplice contrasto, ma un paradosso patologico interno, che porta ad una giustificazione inesistente del suo operato di morte e ad una distorsione totale, ma totale della realtà interna sua e fattuale.
Nota: tutto quello che sin ora le ho scritto, se letto deponendo le sue armi interne, non è nell’orizzonte polemico, ma nasce, non solo dalla forza empatica di difendere dalla violenza e dai sorprusi altrui gli altri esseri viventi, ma anche dallo stupore di come miei simili non arrivino a distinguere il vero Bene, storpiando il mondo dei valori, distorcendo, mistificando e ribaltando a proprio uso e consumo e giustificazione, concetti, parole, logica, sentire.
un grande del passato disse “il male in sè non esiste, è l’assenza di Bene nell’anima, che lo causa” …..Ed è questo che non sono mai riuscita ad accettare come dimensione ineluttabile. Ma l’orrore reiterato e non riconosciuto da chi lo attua, che mi/ci circonda, mi ha fatto ricredere. A malincuore.
Qualcuno ha detto ” sapere è alla portata di tutti, capire lo è per pochi.. ”
Il nostro divario sta proprio in questa, breve, ma vera frase valida per tutti.
@Anna Margherita
Non ho sentito polemica nella maggior parte delle persone con cui ho ” dialogato ” anche se non mi sono mai trovato d’ accordo
Ma ho detto ” maggior parte “, non totalità e dove l’ ho trovata non risponderò più.
Comunque, sig. ra Anna Margherita, il mio mondo non è solo fatto di caccia e cacciatori.
Conosco moltissime persone, tante delle quali nemmeno sanno della mia passione venatoria.
Non credo, anzi ne sono sicuro, mi considerino un individuo da evitare per il mio comportamento privo di valori, come lei asserisce perchè io cacciatore.
Possibile lei non conosca una persona che vada a caccia??
Non dico di darle la sua amicizia, per carità, ma solo conoscenza tanto da poter capire se è un soggetto che risponda alle caratteristiche ( negative ) che lei ” appioppa ” ad ogni cacciatore.
@Elena
Se tuo padre avesse continuato ad andare a caccia, che considerazione avresti continuato ad avere verso di lui?
E, dimmi, tuo nonno era veramente una persona priva di valori umani perchè cacciatore?
E tuo cugino?
grazie Gipo del supporto :) alla risposta! Quello che è sfuggito a me, lo hai chiarito egregiamente tu!……alla prossima.
ciao giulio tieni una buona memoria.e’ vero tengo un cugino cacciatore casa sua e’ una mostra tra coppe e trofei…gli ho chiesto piu’ di una volta perche’ non mi lascia vivere gli animali, e la sua “passione” non la esercita al poligono.la sua risposta e’ stata “non c’e’ gusto” tiene due figli e il piccolino ha gia’ deciso che da grande vorra’ seguire suo padre a caccia!!!!!!!!! ti racconto un aneddoto che mi fa pure sorridere.l’anno scorso ero con amici attivisti all’esterno di una fiera del cacciatore..con i nostri “schifosi” cartelloni che raffiguravano creature mutilate..violentate..offese.chi ti passa? mio cugino..e’ nato imbarazzo da tutte e due le parti…se mio padre avesse continuato ad andare a caccia,penso che da fanciulla non mi sarei resa conta di tutto il dolore che la sua passione avrebbe procurato,ma da adulta avrei cercato di comunicare con lui….e’ scontato che essendo mio padre non sarei riuscita a vederlo “come un carnefice” ma non sarei mai potuta essere orgogliosa come oggi io lo sono di lui…mio nonno. giulio erano tempi di guerra,non ci stava tutto questo consumismo.gli animali erano davvero considerati inferiori all’uomo…non credere che vedere tutti quei animali imbalsamati fosse davvero bello!!!non era un “orco” ma e’ scontato che era un uomo “DEBOLE” se teneva questo bisogno di uccidermi creature indifese!!!( giulio ti ho parlato col cuore) non lo faccio molto spesso con i cacciatori che conosco..lo fatto per il semplice fatto e piu’ di una volta l’ho scritto,perche’ in cuor mio spero sempre che un giorno voi decidiate di deporre le vostre armi.e credimi nello stesso istante potremmo pure diventare amici…
“Qualcuno ha detto ” sapere è alla portata di tutti, capire lo è per pochi.”
appunto sig. Giulio, lei si è autocitato, scrivendo questo suo ultimo commento
perchè non ha risposto a nulla di ciò che le è stato scritto, non solo da me, non ha risposto a nessuna delle domande che nel commento erano presenti, anche se non esplicitate col punto di domanda
e poi perchè francamente, nella sua attività di morte non c’è niente da capire per un cuore e una mente equilibrate e orientate verso il rispetto, la giustizia, la vita, la bellezza……
Commento solo questo:
“E, dimmi, tuo nonno era veramente una persona priva di valori umani perchè cacciatore?
E tuo cugino?”
Se fa queste domande, sig. Giulio, la risposta è già dentro di lei, nascosta, ma c’è.
Non c’ ‘è nessuna domanda che si forma nella nostra mente, sulla dimensione animica, che non abbia la risposta interna.
E’ solo che, talvolta, ci vuole coraggio per rispondersi lealmente e realmente, molto coraggio. Ed imparare ad ascoltarsi in silenzio, lasciando da parte elocubrazioni varie ed eventuali.
Ascoltarsi come si ascolta la musica, lasciando che la parte vera di noi possa farsi ascoltare. Ma dobbiamo volerlo, certo.
Ci vuole volontà e forza, desiderio di sapere e capire, per fare questo, per trovare le giuste e vere risposte che albergano in noi, perchè ciò può metterci di fronte ad una realtà che ci disturba ed allora cerchiamo fuori di noi( inteso il “fuori di noi” sia dal foro interno -quindi risposte mentali di comodo- sia proprio in altre persone), la risposta, che mai soddisferà la domanda personale, nella modalità più vera e giusta.
Solo lei può farlo.
E gli strumenti per rispondersi le sono stati dati.
Forse un giorno la troverà la sua risposta giusta, e glielo auguro davvero.
O forse no e continuerà a darsi le risposte di comodo, quelle che non disturbano, quelle facili, quelle che giustificano, ma non disvelano nulla, o le cercherà negli altri, senza trovarle realmente.
io/noi parliamo, o meglio cerchiamo, ci sforziamo, di parlare la lingua del foro interno e dei Valori che in esso albergano, lei parla la lingua delle passioni incontenibili e distorte che la portano a provare piacere, soddisfazione, “emozione intensa”, parole sue, nella morte che lei procura a fucilate e che le danno una percezione distorta della realtà, tutta.
E quindi, a questo punto, mi pare che non siano possibili ulteriori commenti, che non diventino ripetizioni di ciò che in queste settimane, mesi è stato detto, vagliato, approfondito, non solo da me, ma da tutti coloro, penso a Gipo, Elena e altri viandanti di Geapress, che percepiscono il diritto alla vita di tutti i viventi, e che sentono in loro stessi lo strazio, l’ingiustizia, l’assurdità della morte di esseri inermi, e lo stupore doloroso per la sordità e cecità dei nostri simili che a “loro” sparano addosso per divertimento, per restare nel tema a lei caro.
Un saluto.
@giulio cosa vuol dire che ogni cacciatore vive in eterno contrasto con se stesso? tutti vivono in eterno contrasto..poichè tutti i giorni la vita ci mette di fronte a molte scelte e la risposta che noi diamo a quelle scelte è lo specchio dell’immagine che rimandiamo agli spettatori esterni.. e anche a noi stessi. Vivere tutta una vita con lo stesso contrasto innesca forme patologiche questo credo lo comprenda chiunque..i contrasti interiori Giulio vanno affrontati e risolti..non importa se poi dai un’immagine che non piace agli altri, deve piacere a te….e poi devi avere la forza di portare il vestito che ti sei cucito addosso e di difenderlo ma con le tue idee.Giulio non puoi portare il paragone del contadino perchè per me vale quanto “cencio dice male di straccio”..e se tu mi dici ancora che con il fucile in mano ti senti un’altro perchè commetti cose e provi sensazioni che non faresti e non proveresti diversamente io ti invito caldamente ha ragionare su questa tua affermazione..forse il tuo ego con un braccio armato ha il sopravvento e se la situazione ti sfuggisse di mano? ti invito anche a riflettere sui termini pena e commiserazione che tu stesso hai usato..la pena e la commiserazione non hanno niente a che vedere con l’amore e il rispetto ma son 2 termini che indicano degli stati di cui si nutre l’ego, amore e rispetto l’ego se lo mettono sotto le scarpe.Rispondi al paradosso per cortesia…gli uccellini che hai salvato e svezzato e rimesso in libertà son finiti nel tuo carniere e li hai quindi mangiati..(potrebbe essere un’ipotesi..ma anche no..) come ti senti al riguardo?
@giulio ps è chiaro che non c’è polemica..ma se tu dici la tua..io chiedo e rispondo..per capire..e penso che tu faccia lo stesso altrimenti andresti a conversare e commentare in siti dove tutti ti darebbero palesemente ragione..e quindi ti invito a lasciare la porta aperta a tutti..
@Anna Margherita
Certo che la risposta l’ ho.
Sono persone che, se non hanno o non hanno avuto, valori non è certo perchè cacciatori
Lei insiste a chiamare divertimento, sport ciò che, per un cacciatore, non è nè sport nè divertimento..
Vorrei avere la sua proprietà di linguaggio per tentare una replica migliore ma, purtroppo, non ne sono dotato.
Già sarebbe difficile, se non impossibile, come già detto, tentare, con una terminologia appropriata, una spiegazione del perchè uno va a caccia, figurarsi con il mio modesto italiano.
Comunque ha ragione lei, sig. ra Margherita, ormai ci siamo detti tutto e, forse, di più e non siamo giunti a nessun punto d’ incontro.
Senz’ altro conosco meglio io le sue motivazioni che non lei le mie e ciò non solo per il mio mal spiegarmi ma anche per altre ragioni.
In quanto al contrasto che vive un cacciatore, mi pare evidente specialmente quando si asserisce, ed è la verità, che si amano gli animali mentre poi si cacciano.
Ritornando al contadino e ai suoi conigli dove, qualcuno, ha notato differenza, dico che io, questa differenza proprio non riesco a vederla.
A me il coniglio non piace mentre un tordo allo spiedo lo gusto con piacere.
Dov’ è la differenza tra ammazzare un coniglio, dentro ad una gabbia, ed un tordo?
Anzi, il coniglio non ha scampo, il tordo può essere anche ” padellato “…
.
“Qualcuno ha detto ” sapere è alla portata di tutti, capire lo è per pochi.. ””
Peccato che questa frase possa essere facilmente strumentalizzata per giustificare le più atroci aberrazioni che si possano immaginare. E onestamente non credo che chi ha formulato quell’aforisma, lo volesse riferire al “capire” un gesto che racchiude la soppressione (sostanzialmente gratuita) di una vita.
“Ma ho detto ” maggior parte “, non totalità e dove l’ ho trovata non risponderò più.”
In ogni caso credo che dormiremo tutti sonni ugualmente tranquilli.
“Non credo, anzi ne sono sicuro, mi considerino un individuo da evitare per il mio comportamento privo di valori, come lei asserisce perchè io cacciatore.”
Aridagli… ma cosa dovrebbe significare questo? Che in fondo anche chi ammazza a fucilate un animale per passione può essere una brava persona, sotto altri punti di vista? E con ciò? Ma questa semmai è un’aggravante, non una scusante per il primo aspetto (la caccia)! Una persona tanto sensibile sotto certi aspetti, diventa due volte colpevole se quella sensibilità la rinnega sotto certi altri. Perché significa che non è che le manchi la “materia prima” (la sensibilità), ma piuttosto che quella persona la sua sensibilità la scavalca e la disconosce coscientemente quando gli fa comodo.
“Lei insiste a chiamare divertimento, sport ciò che, per un cacciatore, non è nè sport nè divertimento..”
Guarda Giulio ci potete girare intorno quanto vi pare, la potete chiamare passione, istinto, tradizione, emozione(!), svago; o sport, divertimento, ecc. Potete condirla con tutti gli orpelli che volete, ma sempre lì siamo: è un’attività dove degli animali che non ci sarebbe nessuna ragione di ammazzare , vengono invece uccisi a fucilate e da gente che si “emoziona” (si “EMOZIONA”!) nel farlo.
“Comunque ha ragione lei, sig. ra Margherita, ormai ci siamo detti tutto e, forse, di più e non siamo giunti a nessun punto d’ incontro.”
Giulio ma tu arriveresti ad un punto di incontro con chi pratica turismo sessuale, o con chi scuoia animali vivi o leva la bile agli orsi, o con chi fiocina balene, anche se sono cose del tutto legali? Come si può trovare un punto di incontro davanti ad una violenza perpetrata su un indifeso per soddisfare la necessità di “emozioni” del ‘carnefice’?
“In quanto al contrasto che vive un cacciatore, mi pare evidente specialmente quando si asserisce, ed è la verità, che si amano gli animali mentre poi si cacciano.”
Queste affermazioni hanno quasi del patologico, e non lo dico per offendere, credimi Giulio. Perché senza voler fare nessun parallelismo, e lo ribadisco SENZA VOLER FARE NESSUN PARALLELISMO, spesso anche chi picchia a sangue la moglie è seriamente convinto di amarla… e mi fermo qui perché di esempi ce ne sarebbero anche di molto più crudeli!
“Ritornando al contadino e ai suoi conigli dove, qualcuno, ha notato differenza, dico che io, questa differenza proprio non riesco a vederla. Dov’ è la differenza tra ammazzare un coniglio, dentro ad una gabbia, ed un tordo?”
Quella differenza è nell’animo con cui si fa quel gesto e nell’ “emozione” che si prova nel compierlo: dubito fortemente che il contadino quando ammazza il coniglio provi quell’”emozione intensa” (come l’hai definita tu!) che invece prova un cacciatore quando uccide una preda!
“Anzi, il coniglio non ha scampo, il tordo può essere anche ” padellato “”
E questa dovrebbe essere forse una giustificazione? Sembra quasi che quelli come te vogliano farla passare come se andassero a caccia per dare una possibilità al tordo, invece che per il proprio divertimento.
giulio…giulio..che mi combini?credimi avevi impostato commenti che pur essendo un cacciatore ti davo diciamo..diciamo pure un bel cinque…ma questo rivolto all’amica anna margherita,merita un bel 0.sei rimandato!!!!!!!!
Giulio, in qualsiasi lingua lei lo dica, non c’è e non ci sarà mai giustificazione plausibile Umana per ciò che lei fa, per le fucilate che lei pone in atto, contro i piccoli piumati, o altro essere vivente : la giustificazione del cibo se l’è già data e ce l’ha già data ed è insussistente da un punto di vista pratico, etico e quant’altro come più volte sottolineato. Basta andarsi a rileggere i vari commenti dei mesi scorsi.
Solo per essere chiari, siete voi che indentificate la caccia come sport (come le ha ricordato Gipo, la denominazione “caccia e pesca sportive” esiste eccome, e non certo identificata da noi) .
Sempre voi parlate di passione, non certo noi, per i quali la caccia resta una azione abominevole, di assassinio di esseri inermi per soddisfazione propria, e per i quali,la passione ha ben altra connotazione che non contempla la morte (seppur che “passione” è una dimensione interna da regolamentare, nel senso di non abbandonarsi ad essa, ma di avere su essa il controllo del raziocinio nel comprenderne l’origine -che può derivare da mancanze o distorsioni interne- dato che le emozioni che da una passione possono scaturire non sono emozioni del foro interno, ma dell’ego, quindi negative, quindi da evitare possibilmente) .
Quindi, nel suo proseguio, rivolga le sue rimostranze su “cosa” è o non è la caccia ai suoi amici cacciatori, e non ci addebiti pensieri che non abbiamo.
Se poi, escludendo queste forme identificative delle fucilate, lei non sa dire, con una semplice parola che denomini cosa per lei “è “sparare ad esseri inermi
ma sa solo dire ciò che prova, e cioè ” una intensa emozione ad ogni abbattimento”,
quindi scorgendo l’effetto, ma non la causa, il problema è più grosso di quello che qui è apparso, Giulio, e se ne dovrebbe rendere conto da solo.
Perchè non si tratta più di non avere lo strumento della parola facile, ma di altro.
E ciò si collega alla sua incapacità di cogliere la differenza tra lei e il contadino, che è inutile, a questo punto, che venga ulteriormente evidenziata.
…a meno che per lei caccia non sia “passione” …….ed allora il problema interno è quello sopra detto, con identiche risultanze di incomprensione dei propri e altrui atti.
Le auguro ancora, sinceramente, almeno di cercarle le risposte interne. Ma quelle vere Giulio, non quelle di comodo, quelle che difendono il suo operato, non tanto verso noi, ma verso se stesso, come qui oggi ha fatto.
ancora un saluto e …..”buon viaggio”
Dammi un cinque Gipo ;))!……quello che bypasso io, lo analizzi, e bene, tu…….e vai così! :)…(che poi mi serve un sacco leggerti, sul serio: sono lezioni di logica e deduzione mica da niente le tue! )
SOPRATUTTO “GEAPRESS” DOVREBBE AGIRE SU RICHIESTA DELLE AUTORITA’. VISTO CHE NON RISPETTANO IL CODICE NAUTICO.
Ma scusate siete tutti vegani? Io caccio e mangio ciò che caccio. Voi andate al supermercato e comprare carne morta…sapete come? Altro che fucilata…scosse elettriche, gole tagliate, animali scuoiati vivi e tanto altro ma chiudete gli occhi perché così potete giustificare la bistecca nel piatto.