GEAPRESS – Centinaia di mail di protesta, ma a nulla ancora sono servite. Il Sindaco di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nonostante la ribalta non proprio lusinghiera avuta dagli animalisti, di vietare le feste con annesse bancarelle di animali in vendita, proprio non ne vuole sapere.

San Martino e San Paterniano. Due feste religiose ma anche occasione di mercato, … con animali. La prima in corso di svolgimento. La seconda da tenersi a luglio. Non solo il Sindaco non ascolta le lamentele, ma nulla dice sulla possibilità di emanare un Regolamento che disciplini almeno queste discutibili attività.

A pensarla così è l’Associazione Arca 2000 che, con la sua Presidente Daniela Balestra, arriva a paragonare, in termini di sensibilità da parte degli amministratori, la vendita di un paio di braghe a quella di un animale. Un fatto grave, sempre per Arca 2000, dal momento in cui canili e rifugi scoppiano di animali. Un controsenso anche in funzione dei costi di mantenimento che in alcuni casi gravano proprio sulla pubblica amministrazione.

A Grottammare – ha dichiarato Daniela Balestra – sembra quasi che il tempo sia rimasto intrappolato in una mentalità stagna. Il Sindaco Merli – aggiunge la Presidente di Arca 2000 – non ha nemmeno risposto alla richiesta di emanare un apposito Regolamento comunale sul benessere degli animali“.

Insomma, Sig. Sindaco, se non vuole vietare, almeno regolamenti. Lo hanno già fatto in tanti altri Comuni. 

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