capriolo
GEAPRESS – Un dolore che si rinnova quello di Giampaolo Lanfrancotti. Un capriolo trovato orrendamente ferito ai bordi della strada tra Batignano e Nomadelfia, nei pressi di Grosseto. Eppure, dopo avere mostrato quelle fotografie, c’è stato qualcuno che  ha condiviso l’azione di chi  si è scagliato contro il povero animale. Quel capriolo, cioè, doveva finire nel piatto.

I fatti sono successi nello scorso fine settimana nei pressi di Grosseto. Giampaolo Lanfrancotti, si accorge di un capriolo adagiato ai bordi della strada. L’animale, tutto insanguinato, tentava ancora di rialzarsi. Giampaolo si attiva subito per i soccorsi.  Chiama la Polizia Provinciale ed i Carabinieri. Sul posto arriva anche un Veterinario del’ASL.

La scena che si prospetta è abbastanza chiara. Il capriolo, è stato colpito con due grosse pietre, al muso e al torace. Colpi violenti e ripetuti, tanto da avere provocato la rottura di entrambe le mascelle e lo sfondamento della cassa toracica. Nel costato, poi, è stato colpito con la punta della pietra. La parte, infatti, si presentava letteralmente bucata. Entrambe le pietre erano imbrattate del sangue e dei peli del povero animale.

L’ipotesi più probabile è che il capriolo sia stato vittima di un incidente stradale che però non deve averlo menomato in maniera grave.  L’animale, infatti, presentava la frattura della zampa. Poi qualcuno deve aver pensato di portarsi a casa il povero capriolo. Da qui l’orrendo tentativo di ucciderlo a colpi di pietra. Il Veterinario constatato lo stato delle ferite,  ha deciso di porre fine alle sua sofferenze.

Ora, però, quelle foto hanno fatto venire fame a chi, evidentemente, ha ritenuto valida la tortura del povero animale.

E’ una cosa che mi ha profondamente ferito e che rinnova il mio dolore – dichiara Giampaolo Lanfrancotti a GeaPress – Davanti a quel capriolo mi sono messo a piangere, mi cercava con lo sguardo, la mia testa è stata invasa da mille pensieri. Aveva le mascelle fratturate e la cassa toracica sfondata. Penso a chi lo ha ucciso, la violenza che è stata scagliata contro quell’animale che invece andava aiutato. Quando sono arrivato, tentava ancora di reagire. Non riesco a pensare a cosa deve essere successo quando è stato trovato da chi ha poi infierito per ucciderlo“.

Del capriolo di Grosseto, molto probabilmente, non se ne sentirà più parlare, ma episodi di questo genere, in altre parti d’Italia, sono già successi. Animali selvatici incidentati e finiti per essere mangiati.

“Mi chiedo come si possa fare una cosa di questo genere e del grado di attenzione che, nel nostro paese, c’è nei confronti degli animali – agginge Giampaolo – Occorrerebbero  corpi di polizia specializzati nei casi di maltrattamento di animali. Da quel giorno, non faccio altro che pensare a quel povero capriolo. E’ stata una esperienza devastante”.

Secondo quanto riferito in loco, si trattava di un giovane maschio. Investito e brutalmente aggredito per essere mangiato.

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