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GEAPRESS – Animali che sarebbero stati detenuti in gabbie piccolissime tanto da impedire la libertà di movimento. Lo riferisce la LAC Toscana che ha dato conto di un suo intervento a Grosseto, maturato nella giornata di sabato a seguito di un controllo relativo ad alcuni cani da caccia.

Stante quanto riportato dalla Lega Abolizione Caccia, gli allevamenti di conigli e galline inaspettatamente rinvenuti, sarebbero stati abusivi.

Le Guardie, che hanno subito avvisato i tecnici dell’ASL, riportano di conigli chiusi in gabbie anguste tanto da non potersi sollevare in piedi. Sembra a questo proposito che alcuni di loro avevano grossi problemi alle zampe posteriori. In pochi centimetri quadrati sarebbero stati collocati tre conigli.

Una situazione non molto diversa veniva inoltre rilevata per le galline. Gli animali, riferisce sempre la LAC, sarebbero stati detenuti per la produzione di uova, in gabbie talmente strette e basse da impedirne il movimento. La sola eccezione era quella di poter  tirare fuori la testa e il collo da fessure ritagliate nella parte superiore della gabbia.

Intervenuto il servizio veterinario della USL 9 di Grosseto, è stata disposta la liberazione di tutti gli animali dalle anguste gabbie.

Il proprietario dovrà ora rispondere innanzi alla Procura della Repubblica di Grosseto dell’accusa di maltrattamento di animali (art. 727 e 544/ter).

Situazioni non molto diverse avrebbero in ultimo contraddistinto la detenzione di alcuni cani da caccia. Anche in questo caso è stata diposta la diversa sistemazione, mentre alla stessa persona è stata contestata una sanzione di 600 euro. Tre cani, infatti, sarebbero risultati non iscritti all’anagrafe canina.

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