GEAPRESS – Continuano le indagini del Corpo Forestale dello Stato a seguito dei frequenti episodi di avvelenamento di cani occorsi l’anno scorso nelle campagne del Comune di Roccalbegna (GR) . E’ ormai certo che le polpette sono state confezionate con frattaglie di agnello, fatto questo che aveva contribuito nei giorni scorsi ad indirizzare le indagini verso alcuni ruderi adibiti a ricovero di animali. Le perquisizioni erano state condotte lo scorso 13 gennaio congiuntamente alla Polizia Provinciale.

Ad oggi, però, contrariamente ad alcune notizie veicolate, non risulta indagata alcuna persona nè per il reato di cui all’art. 544/bis (uccisione di animali) nè per il 544/ter (maltrattamento di animali). E’ certo, però, che il veleno utilizzato è stato la stricnica e la metaldeide. Quest’ultima è spesso utilizzata nella preparazione di lumachicidi e le manifestazioni esterne di una sua ingestione sono compatibili con quelle della morte per avvelenamento di molti cani. Stati di agitazione, ipertermia e tachicardia. Nel caso di Roccalbegna le analisi sono state condotte dall’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Toscana.

Nel corso delle perquisizioni nei casolari dei pastori è stato comunque rinvenuto materiale ritenuto pertinente alle indagini. Tutti i cani morti erano comunque in parte appartenenti a pastori (due su cinque) e cacciatori. Proprio in questi giorni, in Sicilia, si è avuta notizia dell’avvelenamento di una ventina di cani, ma l’individuazione dei colpevoli è cosa molto difficile. In un caso, però, la Forestale è riuscita a venirne a capo. In provincia di Forlì, infatti (vedi articolo GeaPress) sono stati recentemente individuati i responsabili della morte di alcuni cani. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).