delfino golfo aranci
GEAPRESS – “Non ho saputo resistere ed ho voluto dare l’ultimo saluto“. Così Patrizia Sale, volontaria di Golfo Aranci (OT), descrive a GeaPress quanto è successo ieri nella spiaggia dei baracconi. “Mi hanno chiamata dicendomi del piccolo Goccia. Non riuscivo a credere, mi sono precipitata con mia nipote e l’ho trovato spiaggiato, dondolato dalle onde. Goccia era sfilettato, un taglio perfetto. Il mare aveva fatto il resto, le viscere che scivolavano via, quel corpo deturpato. Non ho resistito ed ho teso il braccio. Ho voluto dare l’ultimo saluto“.

Fine di un piccolo delfino che, secondo quando riferito in loco, potrebbe essere stato sfilettato. Qualcuno, cioè, ha prelevato le parti “nobili” da mangiare. Ne è convinta anche Patrizia che sottolinea il taglio preciso, senza indecisioni, che ha portato via solo alcune parti del corpo.

Non so come si può fare una cosa del genere – aggiunge Patrizia Sale – Goccia viveva con la mamma Daphne ed altri cinque delfini adulti. Erano ormai tutt’uno con i luoghi. I turisti li volevano vedere e per questo, ben volentieri, venivano accontentati. I sei delfini adulti ed il piccolo Goccia, si vedevano tra Cala Moresca e i baracconi“.

La preoccupazione è ora per mamma Daphne e gli altri componenti del branco.

Nei luoghi, dopo il ritrovamento, è intervenuta la Capitaneria di Porto ed i Veterinari dell’Asl. Nella giornata di oggi, il corpo del piccolo Goccia è stato rimosso. Secondo una prima ricostruzione il delfino, di circa tre mesi di vita, potrebbe essere stato ucciso ieri mattina. Una delle ipotesi circolate è che il piccolo animale sia rimasto prigioniero delle reti e qualcuno lo ha finito in tale orrenda maniera.

Alcuni mesi addietro, un servizio de Le Iene evidenziò un incredibile commercio di carne di delfino nel litorale laziale. La roccaforte di tale abitudine alimentare, vietata dalla legge, sembrava però essere in Liguria.

Di certo il piccolo Goccia è stato ucciso nei luoghi, dove viveva con mamma Daphne ed il suo branco. Difficile dire chi sia stato. Sembra che le coste di Golfo Aranci, siano utilizzate anche da pescatori di altre regioni, ad esempio per la pesca del pesce spada, ma questo potrebbe non essere il periodo. Vi sono poi i pescatori locali, professionisti e diportisti.

Ho saputo che è stata avviata un’inchiesta – conclude la volontaria – Spero che si trovi il responsabile e che paghi per quanto commesso“.

Purtroppo, già in altre occasioni, sono stati rinvenuti in Italia delfini volutamente uccisi dall’uomo. Animali centrati da colpi di arma da fuoco. L’ipotesi è che vengano così eliminati quando, alla ricerca del cibo, interferiscono con talune tecniche di pesca.

Nel caso di Golfo Aranci, si possono solo fare delle supposizioni, in attesa di maggiori informazioni che potrebbero giungere dall’esame autoptico e dall’inchiesta che è stata aperta.

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