GEAPRESS – Un allevamento di prima classe quello di bracco italiano che il Corpo Forestale dello Stato ha sorpreso e denunciato nel genovese per aver praticato la caudotomia a due cani di sei mesi di vita. Una lunga tradizione di caccia e di bracchi. Se non si taglia, però, non si vendono. Così si sarebbe giustificato il noto allevatore.

Sta di fatto che oltre al Corpo Forestale anche lo stesso allevatore dimostra di essere a conoscenza dell’Ordinanza Martini, ovvero della lunga sequela di circolari e controcircolari che videro andare di scena, pochi mesi addietro, un vero e proprio litigio di pareri contrapposti tra l’ex Ministro Fazio e l’ex Sottosegretario alla Salute Francesca Martini (vedi articolo GeaPress).

Intanto, nell’allevamento di Genova due cani di sei mesi, sono stati trovati con un elastico stretto alla coda. Un metodo, questo, che poco è pertinente ad una pratica veterinaria. I cani, adesso, dovranno essere operati dal momento in cui i danni procurati dall’elastico sembrano non essere sanabili. Per l’intervento di un Veterinario (vero), bisognerà comunque attendere il via libera del magistrato.

La caudotomia che consiste nell’amputazione di parte della coda, può essere praticata, secondo il Corpo Forestale dello Stato, nella prima settimana di vita da un veterinario che, assumendosene la responsabilità, ne constati l’esigenza per il benessere dell’animale. Non può essere praticata per motivi esclusivamente estetici e da persone non qualificate.

In effetti l’Italia, nella legge di recepimento della Direttiva europea che prevedeva il divieto di taglio di code, orecchie e corde vocali, non ha specificato la possibilità di potere eseguire tali interventi. Secondo la Direttiva, in mancanza di ciò, sono vietati.

All’approvazione della legge le categorie di allevatori e cacciatori esultarono per il fatto di essere riusciti ad emendare il testo base epurandolo dal divieto di praticare tali interventi. In realtà lo stesso divieto, in base a quanto disposto dalla Direttiva, vale nel caso opposto, ovvero quando nulla viene specificato dallo Stato membro.

Nell’allevamento del genovese vi erano una quarantina di bracchi, tutti con la coda tagliata. Nessun altro intervento, però, era recente. Impossibile pertanto potere risalire al periodo esatto nel quale era stata compiuta l’operazione, eccetto che per i due cani di sei mesi di vita. L’allevatore è stato denunciato per maltrattamento di animali.

Il Corpo Forestale dello Stato, da sempre attento alle problematiche ambientali, ha di recente costituito in provincia di Genova un Nucleo Operativo per il benessere animale, onde incentivare il rispetto delle normative previste in materia.

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