pit impiccati
GEAPRESS – Quattro cani Pit bull, tutti impiccati in un’area molto ristretta, sono stati rinvenuti nelle scorse ore dai volontari della LIDA e dell’OIPA cittadina. Gli attivisti, dando seguito ad una segnalazione anonima, si sono recati in una località di campagna del comprensorio gelese, rivelando così la macabra scoperta.

I cani, considerate le condizioni dei corpi, dovevano essere morti da circa 15 giorni. Nei luoghi, avvisati dagli stessi volontari, si sarebbero già recati i tecnici dell’ASP e la Polizia di Stato.

Una scena da film horror, riferiscono gli attivisti animalisti, che mostrava i quattro poveri animali impiccati con la corda attorno allo stesso albero. Quattro corpi in disfacimento vittime di una inaudita crudeltà.

Secondo Fabio Calì, coordinatore delle Guardie OIPA della Sicilia, una ipotesi plausibile potrebbe esere quella di una veloce eliminazione di cani che, per qualche motivo, potevano essere diventati compromettenti. I cani, a quanto sembra privi di microchip, potrebbero cioè essere appartenuti ad uno o più soggetti spaventati da un possibile controllo. Tutte le ipotesi, però, sono ancora aperte e sul caso si dovranno attendere sia gli esiti delle analisi sui corpi dei poveri animali che le indagini delle Forze dell’Ordine.

Secondo il responsabile delle Guardie OIPA della Sicilia, il fenomeno dei combattimenti tra cani sarebbe in veloce recrudescenza un po’ in tutta la Sicilia. Segnalazioni o notizie, spesso da appurare, che filtrano da ambienti criminali avvezzi a lucrare  sul drammatico fenomeno dei combattimenti. Di recente, specie nella città di Palermo, vi sono stati diversi interventi delle Forze dell’Ordine finalizzati al contrasto di tale pratica. Sospetti allevamenti di cani da lotta, sono stati infatti individuati nei mesi scorsi.

Gela ha tutt’ora un substrato criminale di rilevante entità. Anche nel grosso centro  del nisseno, vi sono state segnalazioni che sembrerebbero essere affluite proprio da ambiti illegali. Anche per questo le Guardie dell’OIPA, operanti ormai in diverse province siciliane, sarebbero state coinvolte nelle indagine.
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