gatto trappola rs
GEAPRESS – Il povero micio, rimasto bloccato nella trappola, è tornato libero nelle campagne di Cheltenham, in Inghilterra. Gli ispettori della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals hanno infatti constato come, nonostante la tremenda morsa, la testa del gatto non aveva subito schiacciamenti di parti sensibili. Di certo, però, senza quel soccorso, il gatto sarebbe morto tra atroci sofferente.

Le trappole, incredibilmente ancora consentite in Inghilterra come in Italia (quelle autorizzate, nel nostro paese, sono di diverso tipo) servono a catture animali improprimente considerati dannosi. Cornacchie, nutrie, gazze, finiscono  numerose nelle trappole disposte dalle Province. Volpi, lupi, ungulati, invece, in quelle illegali. In questi casi la varietà è praticamente sconfinata. Tagliole di varie dimensioni, dentate e non, lacci-cappio metallici, sep da terra, archetti (molto famosi quelli bresciani), fino ad arrivare ai veri e propri fossi scavati lungo i camminamenti della fauna e poi occultati. Come se ciò non bastasse vi è poi la pastura con mandorle, pane ed altri cibi appetibili, sistemate nei sentieri ove viene disposto un filo metallico. Al passaggio di un ungulato come di un escursionista, il movimento del filo attiva il tubo fucile artigianale. Per quanto incredibile possa sembrare nel nostro paese si usano pure le esche esplodendi (in Sardegna sono state sequestrate in più occasioni). Molto diffuse anche le reti per uccellagione, colle per topi fino alla pietra tenuta in bilico con una asticella di legno. Il malcapitato uccellino, intento a raccogliere l’esca sistemata sotto la pietra, muove il legnetto determinando così il suo schiacciamento.

In alcuni casi, il bracconiere mette in atto un sistema più complesso. Nel caso di diffusione di sostanze velenose, gli animali raccolti vengono sistemati come esca per i predatori. A rimanere secchi, sono in genere i gatti selvatici.

Sistemi di trappolaggio in buona parte vietati dalla legge ma ancora largamente diffusi nel nostro paese come in altri. Trappole quasi sempre non  selettive. Può rimanere di tutto, dai cinghiali fino ai gatti e cani domestici, in più occasioni ritrovati bloccati dai dolorosi marchingegni.

Eppure la legge sulla caccia, che dispone le sanzioni specifiche, prevede pene ridicole. Semplici reati di contravvenzione applicabili, peraltro, solo dopo il primo “salvacondotto” relativo al Decreto legge sulla cosiddetta impunibilità approvato recentemente dal Governo. Ed a proposito di nuove leggi, come non rilevare che proprio oggi è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova normativa che introduce nel Codice Penale i cosiddetti reati ambientali? Al di là delle numerose critiche che sono conseguite, deve essere considerato l’inasprimento delle pene in violazione della Legge 150/92, ovvero sui reati da contestare a chi viola la Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate in estinzione. Chi introce illegalmente un serpente proveniente dell’India come un camaleonte nordafricano, vedrà aumentate le sanzioni. Per chi, invece, cattura, uccide o commercia un Orso marsicano come un Aquila reale o un Camosco d’Abruzzo, si “becca” lo stesso invariato reato di  contravvenzione mai aggiornato fin dall’entrata di applicazione della legge cosiddetta sulla caccia (1992).

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