cane a terra
GEAPRESS – C’è chi uccide gli animali per divertirsi e celebra il suo gesto sui social, e poi ci sono i “vigliacchi della notte”: assassini che si intromettono furtivamente in alcune strutture e massacrano povere anime a quattro zampe senza alcun motivo, se non quello di sfogare le proprie frustrazioni!

Lo afferma l’associazione Animalisti Italiani Onlus dopo i recenti episodi di San Giorgio delle Pertiche (Padova) e Follonica (Grosseto). Due episodi, sottolinea l’associazione, simili per la dinamica e, purtroppo, per l’esito. Nel paesino veneto, infatti, un’azienda ospitava nel proprio magazzino due cagne, Susy e Bella. Durante la notte dei ladri si sono introdotti nella struttura: una delle due cagne, Susy, li ha colti sul fatto, ma è stata “punita” dai balordi che l’hanno finita a colpi di mazza. Bella fortunatamente è riuscita a fuggire. Ancora più sconcertante è scoprire che i ladri non hanno nemmeno rubato: la loro, evidentemente, ha finito per essere una mera spedizione punitiva contro i cani!

Un fatto analogo si è consumato a Follonica: sempre di notte, una persona si è introdotta in un gattile massacrando con una mazza una gatta di nome Ivana, e provocando la fuga di un’altra decina di mici. La proprietaria del gattile si è resa conto dell’accaduto la mattina seguente, quando ha visto Ivana in un lago di sangue, e in lacrime ha denunciato l’accaduto.

Il comune denominatore di queste azioni, afferma Animalisti Italiani Onlus, è la violenza gratuita: si uccide l’animale per mero sadismo! Non si tratta nemmeno di ladri, ma di assassini seriali che organizzano mattanze contro povere bestiole, torturatori della notte in stile “Arancia Meccanica”!

L’associazione ricorda che il 2 agosto escorso gli Onorevoli del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini e Vittorio Ferraresi hanno presentato alla Camera una proposta di Legge per l’inasprimento delle pene per i reati a danno degli animali. Si tratta di una battaglia che Animalisti Italiani Onlus porta avanti ormai da anni.

La recrudescenza delle azioni violente a cui assistiamo in questi giorni – ha detto Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus – rende estremamente urgente la discussione e l’approvazione della proposta di legge. Finché non esisterà certezza della pena non potrà svilupparsi una cultura della legalità e del rispetto di tutte le forme di vita. Nel nostro Paese infatti – secondo la Legge 189 del 2004 che integra la 727 del Codice Penale – il reato di maltrattamento prevede da 3 a 18 mesi di carcere O un’ammenda pecuniaria (da 5.000 euro a 30.000 euro), che però esclude di fatto l’arresto con il patteggiamento e una serie di cavilli, mentre in altre nazioni europee come Francia, Germania, Svizzera e Svezia, il carcere va ad aggiungersi all’ammenda“.

Animalisti Italiani Onlus ha lanciato da tempo una petizione  chiedendo che l’arresto non possa essere commutato in pena pecuniaria, e che vengano attivati inoltre percorsi rieducativi per chi commette queste violenze, ad esempio in canili o altre strutture nelle quali possano sviluppare un senso di empatia con gli esseri viventi che hanno barbaramente maltrattato.

Firmiamo tutti la petizione e attiviamoci affinché certe violenze non restino impunite – ha concluso Caporale – A chi uccide gli animali per divertimento rispondiamo con le nostre, di armi: non mazze ferrate e bastoni, bensì cultura della legalità, tutela di chi non ha voce, attivismo sociale! È una battaglia che possiamo vincere!

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati